Liste civiche: una marcia dei cittadini per dire basta al “sistema” PDF Stampa E-mail
Archivio - Politica
Martedì 28 Ottobre 2014 14:46

Ancora una volta, quella che fu la Banca di Siena, è stata sbattuta sulla prime pagine di tutti i quotidiani nazionali, ed ancora una volta non certo per qualcosa di positivo. Quello che tutti temevamo è puntualmente accaduto. Gli stress test della Banca Centrale Europea hanno bocciato i conti del Monte dei Paschi ed adesso Rocca Salimbeni dovrà trovare nuovo capitale per oltre 2 miliardi di euro. Questa bocciatura pone a rischio l'autonomia della Banca, ma soprattutto può concretamente determinare l'azzeramento di quello che era il patrimonio più importante della comunità senese: la Fondazione Monte dei Paschi.

 

 

Siena non può più pagare sulla propria pelle, e nemmeno su quella delle future generazioni senesi, né l'inadeguatezza di chi la amministra né la volontà di restaurare un sistema di potere e contemporaneamente occultare la verità storica dello scempio che la nostra città ha subìto. La ricerca delle responsabilità politiche non è particolarmente complessa: è sotto gli occhi di tutti quale sia il partito politico di riferimento per la classe dirigente di Banca e Fondazione. Il PD, che in altri frangenti avevamo conosciuto come manettaro, e ossessionato dalle dimissioni altrui, in Toscana e specialmente a Siena, ha subìto una radicale mutazione, e così come il sindaco Valentini e il direttore di candidatura Sacco si sono autocelebrati anche dopo la “purga” della capitale della cultura, andando avanti come se niente fosse, ma anzi tirando dritto spalleggiati dai denari, fin qui virtuali, della Regione, allo stesso modo di fronte a una serie impressionante di trimestrali in rosso (ne abbiamo contate una decina) e di sacrifici chiesti ai lavoratori, dai vertici dei piddini non si è levata una voce di critica verso il management della Banca che ormai non può più solo nascondersi dietro responsabilità pregresse. Anche il presidente della Fondazione Clarich ha seguito fedelmente la migliore tradizione locale del PD, promettendo tutto e il contrario di tutto; ci chiediamo infatti in che modo intenda mantenere il legame tra la Banca e il nostro territorio (con la FMPS al 2,5 per cento) e allo stesso tempo salvaguardare il capitale residuo della Fondazione e garantirne un'adeguata redditività (mentre il titolo in una sola seduta perde oltre il 20 per cento del suo valore).

Pensiamo che per il bene di Siena la classe dirigente del PD e dei suoi sempre più docili alleati dovrebbe sottoporsi ad una profonda autocritica piuttosto che cercare qualche selfie allo show renziano della Leopolda, e per rispetto a Siena dovrebbe favorire l'emergere della verità e delle responsabilità che hanno portato Siena ad essere la capitale degli scandali finanziari. Purtroppo abbiamo poca fiducia che questo avvenga, abbiamo ancora negli occhi infatti il clamoroso articolo di qualche mese fa in cui il nobile fiorentino Guicciardini, incidentalmente segretario provinciale dei democratici, si beava del “successo” dell'ultimo aumento di capitale da 5 miliardi di euro e pretendeva le scuse di chi aveva osato tirare in ballo il PD quale responsabile politico dei danni subiti da Fondazione e Banca. Le premesse perché ancora una volta le bugie vengano vendute come verità salvifiche, insomma, ci sono tutte.

E' arrivato il momento in cui chi vuole bene a Siena sia disponibile a testimoniare che non ci sta più, proponiamo per questo l'idea di una marcia di cittadini, senza bandiere  né simboli di partito, per far sentire a chi governa le istituzioni cittadine la voce di una comunità ferita, ma non rassegnata.

Andrea Corsi, Eugenio Neri, Marco Falorni, Giuseppe Giordano, Massimo Bianchini, Pietro Staderini, Luciano Cortonesi

 
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