Bandiera rossa non autorizzata, ma il Comune niente sa e niente fa PDF Stampa E-mail
Archivio - Politica
Sabato 06 Settembre 2014 13:34

Ricordate l'interrogazione sulla manifestazione pro-Gaza svoltasi in piazza Tolomei lo scorso 16 luglio? Della stessa era stata fornita notizia, sul sito internet di IPS, in data 23 luglio 2014 (cfr. in archivio politica http://www.impegnopersiena.com/index.php?option=com_content&view=article&id=2202:bandiera-rossa-sulla-facciata-di-san-cristoforo-e-le-sentinelle-censurate&catid=34:politica&Itemid=27 , ndr).

Durante la seduta consiliare del 4 settembre 2014 la citata interrogazione, che era sottoscritta dai consiglieri Marco Falorni (Impegno per Siena), Andrea Corsi (Moderati di Centrodestra) e Massimo Bianchini (Nero su Bianco), è stata illustrata in aula dal consigliere Corsi. Lo stesso ha ricordato che “in occasione dell’iniziativa in oggetto era stata affissa una bandiera rossa con falce e martello sulla facciata della chiesa di San Cristoforo” e il 21 giugno precedente, per la veglia silenziosa tenuta dalle “Sentinelle in piedi” in piazza Salimbeni, era stata impedita l’esposizione di un totem, così come la distribuzione di volantini, ed era stata elevata una multa per l’uso di un megafono, proprio mentre in contemporanea si stava svolgendo in città la festa della musica, con suoni e canti a livello altissimo che echeggiavano in tutto il centro storico. Era stato quindi impedito, in sostanza, di spiegare al pubblico per quale motivo le “Sentinelle” se ne stavano silenziosamente in piedi leggendo un libro”. Andrea Corsi ha quindi chiesto al sindaco se la manifestazione pro-Gaza in piazza Tolomei era autorizzata, così come l’esposizione della bandiera rossa sulla facciata di San Cristoforo, se durante tale iniziativa era stato distribuito materiale informativo ed usato il megafono. Corsi ha chiesto inoltre se durante la manifestazione erano presenti agenti di polizia municipale, se sono stati presi provvedimenti come multe, divieti o altro nei confronti dei manifestanti, ed infine cosa intende il sindaco con l’espressione “pari opportunità”.

 

 

All’interrogazione ha stranamente risposto il vicesindaco Fulvio Mancuso, che non risulta avere competenze o deleghe specifiche sulla materia, e che, leggendo quanto preparato dalla polizia municipale, ha dichiarato quanto segue: “Non risultano interventi da parte della polizia municipale e conseguentemente non sono state elevate sanzioni. La manifestazione pro-Gaza, realizzata da alcuni gruppi studenteschi universitari, risulta non essere stata comunicata e pertanto non autorizzata dalla Questura. La vicenda viene quindi seguita tuttora dalla Questura stessa. Quanto al concetto di pari opportunità da parte del sindaco, dovendo rispondere in sua vece, non posso fare da interprete autentico, e quindi mi scuserà, consigliere”.

Il consigliere Corsi, nel dichiararsi assolutamente insoddisfatto della risposta, ha dichiarato: “Nella scarsità di informazioni ottenute, si concretizzano i sospetti esplicitati nell’interrogazione. Si evince che a Siena è preferibile non seguire le regole, non chiedere le autorizzazioni, per poter fare come si vuole, perché seguendo le regole si beccano le multe, come è capitato alle ‘Sentinelle in piedi’. Mi sarei aspettato un lavoro più circostanziato da parte dell’amministrazione a giustificazione di quanto avvenuto, soprattutto per quanto riguarda il diritto di manifestazione e di avere pari opportunità. Volendo citare una frase celeberrima di George Orwell, ricordo che termina il famoso romanzo sulla ‘Fattoria degli animali’, con i maiali che affermano: tutti gli animali sono uguali, ma ci sono degli animali più uguali degli altri. A Siena sembra che vada in questo modo”.

 

 

Dunque, riepilogando, dalla risposta di Mancuso si evince fra l’altro che quanto avviene, per giunta di non autorizzato, in una piazza centralissima come piazza Tolomei, in pieno giorno, non è noto alla polizia municipale, la quale assume le informazioni, a posteriori, dalla Questura, senza peraltro preoccuparsi di prendere nessun provvedimento né di svolgere alcun approfondimento. Non solo. In assenza del sindaco, il vicesindaco, che dovrebbe farne le veci, non è in grado di spiegare quale è il concetto di pari opportunità secondo l’amministrazione. Non si prova nemmeno ad abbozzare una giustificazione del perché a Siena si usano così platealmente due pesi e due misure. Sono questi i frutti della “Ricerca del Buongoverno” che, in quattro anni di convegni e cene, aveva fatto spendere parecchie, ma parecchie centinaia di migliaia di euro? Complimenti vivissimi. Soprattutto perché i senesi continuano a votare questi amministratori, che quindi hanno certamente ragione.

 
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