C’è qualcosa di nuovo, anzi d’antico… la Fortezza senza le bandiere del PD! PDF Stampa E-mail
Vedochiaro
Martedì 12 Agosto 2014 14:07

Una delle tante consolidate tradizioni senesi vuole che la città subisca molte delle sue più dolorose fregature proprio nei giorni intorno al Palio, ad opera della classe dirigente che essa stessa si è scelta, e questo anno 2014 non sembra davvero fare eccezione (dategli i cavallini… diceva saggiamente la vecchia nonna).

 

 

Una magra, ma apprezzata, consolazione consiste nel passeggiare, appunto in questi giorni agostani, all’interno della Fortezza, proprio quella costruita da Baldassarre Lanci, smilitarizzata a fine ‘700 per volontà del Granduca e dallo stesso destinata a pubblico passeggio, con la pregevole riconversione effettuata anche grazie all’opera del giardiniere tedesco Leopold Prucher.

 

 

Dopo decenni, in questi giorni di agosto dedicati alle feste in onore di Maria Santissima Assunta in Cielo Patrona e Regina di Siena, la Fortezza ha finalmente ripreso la sua finalità designata, appunto il pubblico passeggio, liberata, e che piaccia o no è un fatto storico, dalle bandiere del PD, dai baracconi mangerecci e dalle balere, dai bomboloni di gas rischiosetti anziché no, dalla ruota della fortuna, dall’odore di ciccia abbrustolita e, sia consentito il dire, dalla propaganda talvolta pacchiana, se non volgarotta anziché no.

 

 

Respirano perfino gli alberi sui bastioni, che erano annualmente crocifissi con lunghi chiodi per attaccarvi altoparlanti, striscioni ed altro armamentario.

 

 

Sui viali e sui bastioni si rivedono le persone in cerca del tradizionale polmone verde, famigliole che giocano a palla, giovani o meno che fanno footing, pensionati e coppiette sulle panchine, piccoli gruppi di cittadini, e in qualche caso di turisti, a passeggio e ad ammirare il panorama.

 

 

La Fortezza, oltre che da ciò che resta dell’Enoteca, è occupata solo dal cinema all’aperto, ubicato nel bell’anfiteatro, che sarebbe da risistemare, per rifarvi magari - perché no - anche le opere liriche in edizione economica, come avveniva all’inizio del ‘900 e fra le due guerre.

 

 

La Fortezza, certo, è sempre molto bella, mostra scorci interni e panorami esterni davvero incantevoli. Ma resta il degrado, il portato di decenni di trascuratezza e di sfruttamento senza rispetto di quest’area così delicata. Allo sfarinamento delle mura, alla fatiscenza dei grandi spazi sottostanti ai viali, al sudiciume che deturpa alcuni angoli, si aggiungono le condizioni indegne dei barbacani, dove crescono perfino acacie rigogliose, e che in qualche caso somigliano a piccole oasi di giungla equatoriale.

 

 

E poi c’è il degrado dovuto ai tanti segni degli atti vandalici, alcuni davvero particolarmente stupidi. Resta una grande rabbia, perché, se per un restauro radicale del monumento ci vorrebbero risorse che, ridotta come è stata ridotta, la città neanche si sogna, per eliminare almeno il 95 per cento dei vandalismi basterebbe pochissimo. Basterebbe cioè tornare a chiudere di notte il cancello di ingresso, come avveniva regolarmente, fino a non moltissimi anni fa. E’ tanto difficile?

 

 

Certo, per fare delle scelte amministrative di qualsiasi tipo, specie se relative a monumenti o angoli monumentali del tessuto urbano, occorre una conoscenza profonda della città, della sua storia, delle motivazioni che hanno prodotto una certa situazione, e idee chiare per porvi rimedio. Ma da questo punto di vista siamo in una botte di ferro: siamo o non siamo una capitale europea della cultura in pectore? I nostri eroi sapranno certamente provvedere per il meglio.

 

 

Infine, una considerazione a margine della Fortezza. Dall’alto si vede il parcheggio del Pallone. Sembra il deserto dei tartari. La foto è stata scattata nel pomeriggio di sabato 9 agosto, in pieno periodo turistico e con le strade del centro piene di visitatori italiani e stranieri. In tutta la parte centrale del Pallone c’è una, dicasi una, autovettura. Che dite, nella politica tariffaria dei parcheggi ci sarà qualcosa da rivedere o no? Probabilmente no, probabilmente hanno ragione loro. Perché i senesi sono contenti, contentissimi, per questo e per ben altro. Ed hanno giustamente il governo che si meritano.

Vedochiaro

 
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