Falorni: “Mens Sana e Siena, due crisi prevedibili fino dal novembre 2007” PDF Stampa E-mail
Mercoledì 26 Febbraio 2014 21:43

Qui di seguito proponiamo il testo integrale dell’intervista a Marco Falorni sulla situazione dello sport senese, curata da David Busato e pubblicata su “Qui Siena” il 26 febbraio 2014.

 

Siena e lo sport. Per uno strano paradosso del destino, nel momento in cui inizia la Settimana dello Sport, i due maggiori simboli dello sport senese, Mens Sana e Robur, sono alle prese con problemi societari. Recentemente, Marco Falorni, consigliere di Impegno per Siena, ha posto l’accento anche sulle spese per lo storico stadio del Rastrello. Degno spunto per fare con il consigliere un’analisi generale sullo sport senese. 

 

 

Un commento sulla situazione della Mens Sana Basket.

La situazione della Mens Sana è dolorosissima per me, che mi ritengo un tifoso storico, avendo seguito costantemente la squadra dagli anni ’60 fino all’attualità, ricordo i derby stracittadini di serie C con il Costone, ed ho seguito perfino numerose trasferte, quasi tutte con comitive in auto, nei primi anni ’70 quando i biancoverdi erano in serie B. Aggiungiamoci pure che sono socio della Polisportiva, di cui in passato sono stato anche nel consiglio direttivo.

Detto questo, quanto sta accadendo era facilmente prevedibile fino dal novembre del 2007, da quando cioè apparve chiaro a chi lo voleva vedere che il Monte dei Paschi, con il colossale acquisto a prezzi sovradimensionati di Antonveneta, aveva inghiottito un boccone troppo grosso. Da allora non poteva che prevedersi, nel giro di qualche anno, un radicale ridimensionamento non solo del basket e calcio di vertice, ma anche di tutte le società senesi minori, pure negli altri sport.

E’ evidente che una oculata gestione avrebbe dovuto prevedere questo, senza dare la colpa alla crisi mondiale, e quindi, come diceva la nonna, bisognava serbare moneta bianca al giorno nero.

Io non conosco i conti della Mens Sana Basket, ma così, evidentemente, non è stato, se la società è stata posta in liquidazione, dopo aver eroso, come dichiarato dal presidente della Polisportiva, tutto il patrimonio. E questo senza entrare nel merito della inchiesta della Guardia di Finanza, per la quale non resta che fare da attenti spettatori.

Quanto alle prospettive, la vedo molto dura. Mi contenterei di far sopravvivere la società, anche a livelli inferiori. Dopotutto la storia l’abbiamo già scritta, ma vorremmo che restasse il piacere di sentire rimbalzare la palla sul parquet. Molto dipenderà anche dall’azione che sapranno condurre le istituzioni a sostegno della Polisportiva.

 

 

Quale futuro per la Robur.

Intanto valgono esattamente le stesse considerazioni di cui sopra. Dopo il crac del 2007, si doveva lavorare prevedendo, nel giro di qualche anno, un futuro senza il sostegno del Monte dei Paschi. Così, anche in questo caso evidentemente, non è stato. E’ anche vero che l’atteggiamento del nuovo presidente del Monte dei Paschi è stato estremamente punitivo nei confronti della città e dello sport senese. Si poteva accompagnare l’uscita dalle sponsorizzazioni, senza troncare di netto, nell’interesse stesso della Banca al fine di recuperare i suoi crediti.

Il mio dispiacere per la situazione della Robur è grande come quello per la Mens Sana. Mi hanno sempre dato fastidio le contrapposizioni spesso cercate da frange delle rispettive tifoserie. Se si vuole veramente bene a Siena, non si può volere il male del Siena né della Mens Sana, ma sostenere entrambe queste realtà sportive, così come le altre splendide realtà del grande mondo dello sport senese, Virtus Basket in testa, una società che a sua volta ha risentito del mancato apporto del Monte e che ha saputo ridimensionarsi senza drammi, continuando a lottare per mantenersi a livelli di assoluto decoro.

Mi scuso per il tocco ancora una volta autobiografico, ma ci tengo a dire che seguo le partite della Robur fino dalla metà degli anni ’60 e che ricordo distintamente i derby al Rastrello in serie C con l’Arezzo, il Pisa, l’Empoli, con partite che poi venivano rivissute per una settimana nelle aule della scuola elementare che frequentavo.

Quanto alle prospettive, valgono sempre gli stessi discorsi. Importante l’appoggio delle istituzioni. Ci deve essere la disponibilità degli sportivi anche ad assistere ad un momentaneo ridimensionamento senza drammi, ringraziando sempre la provvidenza che ci ha fatto vivere parecchi anni di autentica gloria.

Deve essere però chiaro che la salvezza della Robur non può essere assolutamente legata ad imponenti ed invasive operazioni cementificatorie in un’area delicatissima e nevralgica dal punto di vista urbanistico. Queste scelte non possono essere legate alle attività di questo o quel dirigente, chi investe nel calcio deve credere nel calcio, e non nelle betoniere. Queste scelte competono ai Comuni, che devono tenere presenti le loro priorità di amministratori responsabili: disponibilità finanziarie, logistica, impatto ambientale, riflessi sul commercio e sul traffico e quant’altro un’amministrazione ha il dovere di considerare.     

Per il Rastrello il Comune ha già speso dei soldi.

Certo, e molti, ed in proposito ho già presentato una interrogazione a risposta scritta per quantificare esattamente l’entità dei soldi pubblici dei cittadini senesi che il Comune ha speso negli anni per fare del Rastrello uno stadio da serie A. Uno stadio, fra l’altro, che ha dimostrato di funzionare bene, e che ha retto senza alcun incidente di rilievo parecchie stagioni di serie A e B, cosa che ha quasi del miracoloso. In ogni caso gli investimenti fatti, e lo ripeto sono sicuramente tanti, devono produrre una duratura utilità, altrimenti potrebbero anche configurarsi rischi di danno erariale.

 

 

La settimana dello sport, in questo contesto difficile per le maggiori realtà sportive di Siena, come ci sta?

A mio avviso ci sta bene, anzi molto bene. Ci saranno numerosi eventi che valorizzeranno sport spesso a torto definiti minori e tanti sportivi concittadini di ogni età. Ci sarà molto movimento in città, con prevedibili benefici influssi anche per l’economia. Particolarmente meritevole mi sembra l’organizzazione dell’evento ‘Non i soliti sport’, che vedrà la premiazione di una decina di giovani atleti veramente bravi. Ad organizzare questo evento ha collaborato anche la commissione consiliare sport, di cui faccio parte.

Insomma, è da apprezzare l’impegno dell’assessore allo sport per organizzare ‘Sport Siena Week’, vi assicuro che non è facile. Certo, c’è stata qualche disattenzione, che è stata anche giustamente fatta notare. Ma gli errori li fa chi lavora, mentre il primo errore è quello di non fare niente. E poi una settimana di grande risalto a tutto lo sport senese può dare anche un segnale di vitalità e di ottimismo per il futuro. Ricordando sempre che un Comune deve preoccuparsi sì delle realtà sportive maggiori, ma anche e soprattutto del grande mondo dello sport di base, dove ci sono tante società che a loro volta soffrono per la crisi economica, e lottano per sopravvivere e far crescere generazioni di giovani senesi, nel fisico e nella mente, trasmettendo valori formativi ed educativi indispensabili. Sotto quest’ultimo profilo, segnalo che uno sport particolarmente meritevole ed in grande espansione nella nostra città è il judo, per numero di praticanti e per risultati.

David Busato

 
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