Decibel di troppo: il problema è quando “i professori si trasformano in bidelli”, oppure quando “i bidelli si trasformano in professori”? PDF Stampa E-mail
Domenica 12 Gennaio 2014 17:13

Fra gli argomenti di polemica seguiti al concerto di capodanno svoltosi in Piazza del Campo lo scorso 31 dicembre 2013, è tornato ancora una volta quello dei decibel in eccesso prodotti dal volume alto della musica e dei relativi danni ai palazzi e monumenti circostanti.

Questa tematica scoppiò fragorosamente nel 2006, in seguito ad una clamorosa denuncia giornalistica fatta dal professor Salvatore Settis, notissimo archeologo e già lungamente direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa.

 

 

Il 7 agosto di quell’anno, sul Corriere della Sera, Settis lanciò il suo Sos: “Mai più rock nelle piazze storiche italiane”. Il professore, allora presidente del Consiglio superiore dei beni culturali, dichiarò: “Negli ultimi anni si è accentuata la spettacolarizzazione delle piazze, ridotte a diventare una quinta teatrale per spettacoli televisivi. Si comincia due o tre giorni prima, occupando lo spazio per montare palchi e attrezzature e si finisce di smontare due o tre giorni dopo, senza valutare i rischi. Non sempre facciamo i conti con la capacità distruttiva di questi eventi. Pensiamo solo alla massa di rifiuti che producono e che si è decuplicata rispetto a pochi anni fa”.

Poi la denuncia sul livello dei decibel: “Tempo fa abbiamo realizzato noi stessi una misurazione, scoprendo che i decibel superavano di tre volte il consentito. Risultato: sulla facciata del palazzo dei Cavalieri a Pisa il graffito del Cinquecento di Giorgio Vasari si polverizza, cade giù come fosse zucchero”.

 

 

L’allarme rimbalzò subito a Siena, dove si era alla vigilia di un mega-concerto de “La Città aromatica” in Piazza del Campo. Il professor Mario Ascheri, consigliere comunale delle Liste Civiche Senesi, depositò immediatamente una interrogazione sul problema dell’inquinamento acustico e dei danni collegati al patrimonio monumentale.

In tale interrogazione, Ascheri citava le parole di Settis, e chiedeva “se non si ritenga opportuno aderire a questo appello, e rendere noto ai media nazionali e internazionali tale orientamento della città di Siena, e che il Comune svolga altrove, cioè non in piazza del Campo, ogni iniziativa non coerente con la sua vocazione storica a partire da quelle programmate a breve”.

 

 

Prima ancora che in aula, la risposta del Comune arrivò subito con una seccata replica a mezzo stampa dell’assessore alla cultura Flores d’Arcais, e poco dopo in una clamorosa conferenza stampa, svoltasi per il resoconto de “La Città aromatica”, tenuta il 25 agosto 2006 dal sindaco Cenni e da Mauro Pagani, direttore artistico dell’evento musicale. In particolare quest’ultimo, che nell’occasione rappresentava pure lui l’amministrazione - non per caso era stato nominato dal Comune ed era a fianco del sindaco - si lasciò andare a dichiarazioni a sensazione. Interrogato sulle posizioni espresse dal professor Settis in merito ai decibel, Pagani dichiarò: “CERTI GRANDI PROFESSORI SI TRASFORMANO IN BIDELLI”. Così commentò “un imbufalito Pagani” (tale definizione, così come la precedente citazione, è tratta dal Corriere di Siena del 26 agosto 2006, ndr). Il sindaco Maurizio Cenni, addirittura, si avventurò a sostenere che “l’impatto che un concerto rock ha sulle strutture è nullo”, contraddicendo così in pieno le rilevazioni effettuate a Pisa da Settis e dai suoi collaboratori.

 

 

“La Città aromatica” si era svolta dunque regolarmente, con annesso frastuono, e si arrivò finalmente alla seduta del consiglio comunale del 12 settembre 2006, quando l’assessore Marcello Flores rispose all’interrogazione di Ascheri. E il professor Flores rispose naturalmente picche, dichiarando che “non si ritiene di aderire all’appello” del professor Settis. In sede di replica, il professor Ascheri tornò a porre l’accento sulla conferenza stampa in cui “il Settis si è trasformato in bidello, ma scherziamo!? Durante una conferenza stampa del Comune abbiamo fatto una bella figura! Appaltiamo la nostra attività a gente che si comporta in questo modo, ma io veramente ho le riserve più gravi nei confronti di questo tipo di relazioni”.

 

 

Per completezza di informazione, va aggiunto, che negli anni successivi, esattamente il 9 giugno 2012, con un trionfale comunicato stampa, il Comune di Siena annunciava il completamento del COMITATO SCIENTIFICO PER SIENA CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA 2019, del quale, si veniva a sapere, faceva parte anche il professor SALVATORE SETTIS.

La domanda d’attualità è: perché, fra i membri attuali del comitato scientifico, la cui composizione è riportata sul sito internet www.2019si.eu , IL NOME DEL PROFESSOR SETTIS NON C’E’ PIU’? 

Seconda domanda: perché, nel suddetto comitato, NON C’E’ NEANCHE IL NOME DEL PROFESSOR FLORES, che della candidatura di Siena fu l’ideatore e il primo sostenitore?

Pico della Mirandola

 
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