Le grandi cantonate prese dal “Sistema”: quando il wireless era “superato” PDF Stampa E-mail
Domenica 05 Gennaio 2014 16:55

I lettori di IPS sanno bene che oggi, in fatto di comunicazioni, le tecnologie più usate si rifanno al wireless e suoi derivati. Gli altri sistemi, inclusa la cablatura di cui si era faticosamente dotata Siena, sono in via di superamento. Che sarebbe andata a finire così era già evidente alcuni anni fa, tanto che nel 2006 le Liste Civiche Senesi presentarono una interrogazione sull’argomento al sindaco Cenni. Per la precisione, Falorni, Ascheri e Bossini presentarono una interrogazione sulla copertura per collegamento senza filo (cosiddetto “wireless”) della città alla rete telematica internazionale (cosiddetto “web”).  Con tale interrogazione, a cui fu data risposta nella seduta del consiglio comunale del 19 dicembre 2006, i tre consiglieri chiedevano “- se sia già stata studiata un’ipotesi del genere e con quali risultati; - in caso negativo, se non sia opportuno accertare in tempi brevi gli eventuali costi di un’operazione di copertura ‘wireless’ del territorio comunale ai fini di cui sopra, interessando eventualmente da subito la Fondazione Monte dei Paschi”. Quest’ultimo passaggio, evidentemente, ricorda immediatamente ai lettori che ancora la Banca MPS non aveva acquistato Antonveneta.

Nella sua illustrazione in aula, il consigliere Marco Falorni, capogruppo di Impegno per Siena, ricordò fra l’altro che già all’epoca c’erano diverse esperienze in città anche molto più grandi di Siena per la copertura totale del territorio con la rete wireless, e che i relativi costi sarebbero stati molto contenuti. “Quindi - aggiungeva Falorni - rapportando tali costi ad una città delle dimensioni di Siena, essi sarebbero forse addirittura inferiori a quelli per il concerto di Laura Pausini (che si sarebbe tenuto il 31 dicembre successivo, ndr)”.

 

 

Nell’occasione il sindaco Maurizio Cenni fornì in aula una lunghissima e puntigliosa risposta, tutta tesa a dimostrare, in sostanza, l’inutilità di uno studio come quello richiesto, anche perché, a suo dire, la tecnologia in oggetto era già da considerare superata. “Wi-fi è in corso di superazione - disse il sindaco - perché esiste una tecnologia che è superiore a questa”. Nella sua replica Falorni, nel dichiararsi insoddisfatto, affermò che “la richiesta dell’interrogazione era sostanzialmente di fare uno studio, una ricognizione, mi sembra però che quello che si può permettere il Comune piemontese di Verrua Savoia (che già aveva realizzato la copertura del territorio senza fili, ndr), Siena rinuncia anche a considerarlo, non dico a permetterselo, mentre però si permette il concerto della Pausini”.

Dopo questa schermaglia verbale in consiglio, comparvero sul sito di IPS, nei giorni successivi, numerosi articoli in cui si elencavano i casi, ed erano veramente tanti, di comuni ed enti vari che facevano già allora ampio uso del wireless. Ed il sindaco Cenni, che non credeva in quella tecnologia, fu da allora ribattezzato il “sindaco TENNOLOGICO”.

 

 

Sempre su questo argomento, sul sito di IPS scrisse un lungo articolo IL SANTO, che spiegò tecnicamente nei dettagli i motivi per i quali, su questo tema, il sindaco Cenni aveva preso un abbaglio.

In particolare, scriveva IL SANTO: “Il sindaco ha detto che le reti wireless vengono usate solo dove non arriva l’adsl, ha detto che non sono a banda larga e che la tecnologia utilizzata è superata e che è difficile con i protocolli che usa questo tipo di rete essere protetti, infine ha detto che anche a livello di governo tale applicazione non è stata presa in considerazione.

C’è da dire che le reti wireless vengono utilizzate sia in sostituzione della rete a fibra ottica o adsl, a Siena abbiamo una rete HFC che è totalmente differente rispetto alle due menzionate, oppure viene utilizzata insieme alla stessa (…) In molti sostengono che i dispositivi Wi-Fi sostituiranno i telefoni cellulari e le reti GSM.  Molti operatori iniziano a vendere dispositivi mobili per accedere a internet, che collegano schede wireless dei cellulari e ricevitori Wi-Fi per trarre benefici da entrambi i sistemi (...) Da qui è possibile vedere, al contrario di quello che dice il sindaco, che tale sistema è il più avanzato oggi esistente (...) L’uso che può essere fatto è molto versatile, creare per esempio in città luoghi dove è possibile accedere ad internet gratis, creando appunto gli access point e anche utilizzarla per far arrivare internet nelle zone comunali, non coperte dalla rete HFC attualmente in uso. Per esempio, la zona di Monteliscai, dove molte persone si lamentano di non avere internet veloce. In molte città, come Firenze o Cremona, si sta mettendo in pratica questo tipo di tecnologia (…) A Siena, nemmeno si pensa di fare un tavolo di studio per verificarne la fattibilità sul territorio.

Ci dicono che anche a livello di governo la cosa non sia presa in considerazione, ma guarda caso spunta questo documento che vi consigliamo di leggere: L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha aperto Consultazione pubblica sull’introduzione di tecnologie di tipo Broadband Wireless Access (BWA) nella banda A 3.5 GHz . Il documento è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 7 Dicembre 2006.

 

 

Il sindaco ci ha riferito che uno dei maggiori problemi di tale tecnologia è la riservatezza, ma tutti quelli che navigano sia in adsl, in fibra ottica o Wi-Fi, sanno che basta essere dotati di un buon firewall e un antivirus aggiornato ed il problema non esiste. Tanto per essere documentati, gli accessi Wi-Fi sono disponibili in aeroporti, stazioni ferroviarie, internet café sparsi per il mondo. In Europa è diffusa la rete dei Totem Freestation. Per chi fosse interessato, on line nella wireless community network è disponibile un elenco mondiale delle reti Wi-Fi.

Per i bassissimi costi della tecnologia, il Wi-Fi è la soluzione principale per il digital divide, che esclude ben 10 milioni di italiani dalla banda larga (adsl, fibra ottica eccetera).  Molte reti riescono a fornire la cifratura dei dati e il roaming potendosi spostare dalla copertura di un access point ad un altro senza una caduta della connessione internet (il sindaco ha detto il contrario), al di fuori del raggio di azione che delimita un hot-spot. Diversamente dal cellulare, l'esistenza di uno standard certificato garantisce l'interoperabilità fra apparecchio e rete anche all'estero, senza i costi della cablatura (essendo tecnologia wireless) per una più rapida e facile installazione ed espansione successiva della rete. La presenza di parecchi produttori ha creato una notevole concorrenza abbassando di molto i prezzi iniziali di questa tecnologia (...).

“Detto questo - concludeva IL SANTO -  le Liste Civiche Senesi non avevano chiesto la luna nel pozzo, ma semplicemente di effettuare uno studio di fattibilità, con costi relativi, per la copertura della città di Siena tramite le reti wireless. Il sindaco risponde che, sostanzialmente, la cosa non interessa. Ne prendiamo atto. Dobbiamo però registrare che, in perfetta contemporanea, il Comune di Casole d’Elsa ha diramato alla stampa un trionfale comunicato così titolato: ‘Casole Wireless: nel centro storico di Casole accesso ad internet gratuito e senza fili”. “Al momento - si legge nel comunicato - la connessione wireless è disponibile nel centro storico di Casole d’Elsa, ma presto verrà attivata anche in altre aree. Per informazioni è possibile contattare l’ufficio Urp al numero 0577/949737’. Complimenti!”.

“A questo punto - chiosava IL SANTO -  l’impressione è che le sciocchezze non vengano, come invece ha detto il sindaco, dagli scranni delle LISTE CIVICHE, anzi…”.

Pico della Mirandola

 
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