Hanno sbagliato Mancini e i suoi compagni PDF Stampa E-mail
Domenica 16 Giugno 2013 14:20

Abbiamo sbagliato tutti. Dovevamo scendere prima sotto il 50 per cento” dice Gabriello Mancini. Questa affermazione, se per la città non fosse tragica, sarebbe comica.

Non è vero che “abbiamo sbagliato tutti”, hanno sbagliato Mancini e i suoi compagni, mettendosi proni ad accondiscendere alle scelte sbagliate del management della Banca e della Fondazione. Non è vero che “tutti hanno sbagliato”. Le Liste Civiche Senesi, in consiglio comunale, fin dal l’inizio 2008, sollevarono dubbi sull’acquisto di Antonveneta, manifestando perplessità sulle ripercussioni che questa operazione avrebbe avuto sul Comune e sull’intera economia della città.

Bastava che Mancini avesse detto no all’acquisto di Antonveneta, o almeno avesse rifiutato di aderire al primo maxi-aumento di capitale disfacendosi del patrimonio della Fondazione in titoli, e la città non sarebbe stata nelle condizioni in cui è oggi.

 

 

Ma, sia l’Amministrazione comunale dell’epoca che i vertici della Fondazione, per non parlare del cda della Banca, di cui alcuni membri oggi sono multati da Banca d’Italia per mancata vigilanza, erano  d’accordo nell’accondiscendere alle scelte del management della Banca. La politica non voleva che la quota della Fondazione scendesse sotto il 50 per cento, perché temeva ripercussioni sull’elettorato, il management della Banca si affidava all’area finanza per presentare bilanci in attivo. Risultato: inchieste della magistratura sul piano giudiziario, e danni economici gravissimi alla città, che si sta impoverendo in modo drammatico.

Non è vero che “abbiamo sbagliato tutti”, hanno sbagliato Mancini e i suoi compagni di gestione del potere. Sarebbe interessante sapere perché Mancini disse sì e soprattutto chi fu il suggeritore o chi furono i suggeritori di quello che l’Espresso chiamò “Il sacco di Siena”.

Cassandra

 
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