"Fuvvi giammai gente sì vana come la sanese?": è l'ora di smentire Dante! PDF Stampa E-mail
Giovedì 30 Maggio 2013 20:51

Le elezioni senesi sono state attenzionate anche dai media nazionali, in quanto gli stessi da mesi si occupano di Siena, la cui Banca è al centro di uno scandalo finanziario di enorme portata. Dalla città mancano almeno venti miliardi di euro.

Lo scandalo Monte dei Paschi ha occupato la scena nazionale con aperture di telegiornali e articoli che indubbiamente hanno lasciato poco alla fantasia: basta leggerli senza il paraocchi dell’appartenenza politica per capire cosa è successo a Siena negli ultimi anni. Anche la satira si è sbizzarrita, prendendo in giro, per non dire peggio, una cittadinanza dormiente e troppo legata a “il Partito”, che ha avuto responsabilità gravissime nella gestione della Banca Monte dei Paschi negli ultimi dieci anni. Ed oggi non basta liquidare il tutto con un: “voltiamo pagina”, la pagina va voltata, ma le responsabilità politiche del PD e dei suoi alleati restano. Va cambiato anche il libro.

 

 

Nell’ambito dell’attenzione dei giornali nazionali non sono mancate le prese in giro, e non poteva essere che così. Un esempio eclatante è un articolo satirico, pubblicato su L’Espresso del 7 febbraio 2013, a firma di Michele Serra, e intitolato: “Forme di pecorino nel bilancio MPS. Per stupire gli azionisti e disorientare i controllori a Siena va bene tutto. Compreso l’acquisto del Credito di Munchausen, una banca inesistente, mentre le contrade si fanno i dispetti. Per esempio il Cefalo e la Peppola”. Inutile dire che questo articolo satirico mette in evidenza una certa ingenuità dei senesi, dimostrata in questi ultimi dodici anni, senesi che non hanno visto gli errori gravissimi commessi dagli amministratori che loro stessi avevano eletto e continuato ad eleggere.

Oggi Siena, dopo venti anni, è al ballottaggio. “Il Partito” non è più quel fortino inespugnabile che era fino a pochi anni fa. Gli zoccoli sono sempre meno duri. Per mettere in minoranza gli zoccoli duri, basterebbe che i tanti specializzati in pluriennali e inutili piagnistei andassero a votare, e così ribalterebbero l’attuale maggioranza.

 

 

La partita del ballottaggio si gioca sulla difesa vera e sincera di quel poco che resta del Monte dei Paschi, e da lì bisogna ripartire. Se i cittadini senesi volessero dimostrare di aver superato la fase del sonno ed essere passati a quella del risveglio, bisognerebbe che al ballottaggio si recassero anche coloro che non sono andati a votare alle elezioni e non votassero il candidato de “il Partito”, tra l’altro dipendente del Monte dei Paschi, quindi in posizione subalterna per trattare con la dirigenza della Banca e molto debole in consiglio comunale, in quanto: “Colpo di Ceccuzzi: porta in Comune nove consiglieri” (Corriere fiorentino, 29 maggio 2013 pagina 3). Con i seguaci di Ceccuzzi, indagato a Salerno per il crac del pastificio Amato, Valentini non sembra  avere tanto feeling: “Valentini-Carli lite furibonda in piena conferenza stampa” (locandina de La Nazione Siena del 30 maggio 2013);  “Battibecco in piazza tra Valentini e Giulio Carli” (locandina del Corriere di Siena del 30 maggio 2013).

A questo punto se i cittadini senesi dessero un segno tangibile di partecipazione, di maturità  e di cambiamento vero anche le prese in giro nei confronti della città e  dei senesi, diminuirebbero. Scommettiamo?

Al ballottaggio tutto è possibile, si riparte da zero a zero.

Cassandra

 
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