Pro-memoria: alla fiera del "io l'avevo detto", qualcuno l'aveva detto davvero PDF Stampa E-mail
Domenica 27 Gennaio 2013 15:22

Quando si parla dell’acquisto di Antonveneta, si parla, per la storia di Siena, della madre di tutti i disastri. All’epoca, novembre 2007, furono tanti, troppi, i senesi che si sperticarono in elogi smodati, che non trovavano supporto in alcun dato di fatto, ma solo in una piaggeria cieca verso i potenti di turno. Oggi, invece, dopo che è emersa chiaramente l’entità del disastro, sono tanti, troppi i senesi che partecipano alla fiera del “io l’avevo detto”. Ben pochi l’avevano detto davvero, e poi c’è modo e modo di dirle, le cose: si possono dire in una sede di partito, ed è già qualcosa, anche se non è una sede pubblica, si possono dire in un capannello all’angolo dell’Unto, e non serve a niente, si possono dire al bar davanti a un cappuccino e serve a meno ancora.

 

 

Qualcuno, invece, le cose le aveva dette, e scritte, nella sede pubblica e istituzionale competente, che è il consiglio comunale. I consiglieri comunali delle Liste Civiche Senesi, certe cose le avevano dette, e i verbali sono lì a testimoniarlo. Ma all’epoca, dov’erano i senesi che oggi fanno finta di saperla lunga? C’è qualcuno che, pubblicamente, si è preoccupato di appoggiare i consiglieri delle LCS, di non lasciarli soli in una battaglia contro un muro di gomma, che pure era combattuta per conto e nell’interesse di tutta una comunità, del suo presente e del suo futuro?

A beneficio degli immemori, ricordiamo qualche traccia dei dibattiti svoltisi in consiglio. Il 18 marzo 2008 viene discussa una mozione presentata dalle LCS, con cui si impegnava il sindaco a convocare una riunione con il presidente della Fondazione MPS per illustrare al consiglio comunale le nuove scelte strategiche cui si stava ispirando la Fondazione Monte dei Paschi. Dal verbale della seduta consiliare, si leggono gli interventi che ci furono. Da ricordare l’intervento del consigliere di maggioranza Brenci, che in sede di dichiarazione di voto, diceva: “La scelta di Antonveneta e, voglio ricordare, anche la scelta di Axa per quanto riguarda il settore assicurativo, in effetti sembrano in questo momento quelle più rispondenti alle esigenze di crescita e di dimensionamento del Monte dei Paschi”. La mozione delle LCS fu respinta: votanti n. 29; voti favorevoli 6; voti contrari 23.

Nella seduta consiliare del 3 giugno 2008, sempre le Liste Civiche Senesi, presentavano un'altra mozione dove tornavano a chiedere un incontro con il presidente della Fondazione MPS per illustrare le proprie previsioni sugli effetti futuri delle scelte operate, allo scopo di mettere in grado il Comune di intraprendere le eventuali modifiche alle proprie strategie di spesa. La mozione delle LCS fu respinta: votanti n. 35; voti favorevoli 9, voti contrari 26.

 

 

Seduta consiliare del 30 settembre 2008. Nuova mozione delle LCS per impegnare il sindaco a promuovere il richiesto incontro nei tempi più rapidi con il presidente della Fondazione Monte dei Paschi, perché lo stesso informi se tali nuovi elementi  erano già a conoscenza  sua e degli organi amministrativi dell’Ente, in particolare per quanto riguarda i seguenti fatti, dichiarati nel documento informativoa) La Banca MPS non ha effettuato una normale due diligence finalizzata all’aggiustamento del prezzo di acquisizione e le è stato consentito, solo dopo la sottoscrizione dell’accordo, di effettuare una verifica conoscitiva (due diligence) sulle principali tematiche contabili, fiscali e legali del Gruppo Antonveneta. b) Ai fini della determinazione del prezzo non sono state redatte perizie di stima. c) Banca MPS ha acquisito Banca Antonveneta da ABN AMRO. d) Il valore complessivamente pagato quale prezzo di acquisizione  del Gruppo Antonveneta è ammontato a miliardi di euro 10,124 (e non 9, come precedentemente annunciato), comprendendovi altri oneri, tra i quali 230 milioni per interessi calcolati sul prezzo base alla data di stipula del contratto di cessione (8 novembre 2007) sino alla data di closing dell’operazione (30 maggio 2008). e) La Banca MPS sarà chiamata (come nuova capogruppo di Antonveneta) a sostituire le linee di finanziamento che ABN AMRO  aveva accordato a Banca Antonveneta per un importo complessivo di circa euro 7.500 milioni. f) Tale processo di sostituzione non rientra nelle condizioni previste dal contratto di acquisizione e, in assenza di tutte le informazioni addizionali (valutazioni, perizie eccetera) necessarie per una determinazione sufficientemente attendibile delle attività, passività, attività potenziali e passività potenziali del Gruppo Antonveneta, si è preliminarmente proceduto ad iscrivere nella voce “avviamenti” la differenza, pari a euro 7.292 milioni, tra il costo complessivo dell’acquisizione e il patrimonio netto consolidato del Gruppo Antonveneta al 31 dicembre 2007, al netto dei propri avviamenti residui (euro 625 milioni), come risultante dopo il processo di deconsolidamento del Gruppo Interbanca. g) Tra i rischi, viene preventivato nel documento informativo quello della perdita di clienti e di personale di rilievo da parte della società acquisita e di difficoltà  relative al coordinamento del management, e pertanto si afferma che il processo di integrazione tra BMPS e il gruppo facente capo a Banca Antonveneta potrebbe essere completato con tempi e modi diversi da quelli originariamente pianificati e comportare costi non previsti dalla società.

 

 

La mozione era stata depositata fino dal giugno 2008 e quindi discussa in consiglio comunale il 30 settembre 2008. Ne seguì un dibattito piuttosto acceso in consiglio comunale. Quindi la mozione delle LCS fu respinta: votanti n. 30; voti favorevoli 10; voti contrari 20.

Pico della Mirandola

 
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