Il fallimento del tandem D'Alema-Ceccuzzi: la banca non è il loro mestiere PDF Stampa E-mail
Venerdì 25 Gennaio 2013 13:41

Corriere della Sera 25.1.2013 lancio 11,11: “Il Pd c’entra in questa vicenda, perché ha sempre avuto molta influenza sulla banca e sulla vita politica di Siena”, parla così il professor Mario Monti dai microfoni di Radio Anch’io. Il Pd nella vicenda Monte dei Paschi c’entra e ci è sempre entrato. Lo stesso D’Alema si vanta di aver destituito il vecchio management della Banca senese, insieme a Franco Ceccuzzi.

Il nodo della questione che ha portato al disastro della Banca senese non sta nel cambiamento dei vertici effettuato nel  2012, fatto passare per rimedio e risoluzione dei problemi; il nodo della questione sta nell’averci messo, e soprattutto tenuto per dieci anni, un management che dimostrava sul campo, anno dopo anno, bilancio dopo bilancio, che fare i banchieri non era il loro mestiere. L’errore di D’Alema e Ceccuzzi è stato, prima l’elogio al vecchio management, assecondandolo in  tutte le scelte a livello di gestione della Banca, e poi, dopo che il disastro è consumato, il rinnegamento, o scaricabarile che dir si voglia. Ceccuzzi in un’intervista su La Nazione Siena di oggi invita a “parlare e a spiegare cosa è successo”. L’intervista ha l’aria di aver dato all’ex sindaco l’ennesima ciambella di salvataggio, per tenere la testa a galla nel mare di melma che sta ricoprendo la città. Il momento di chiedere chiarezza, non è ora, ora è troppo tardi. Il momento era nel 2007, quando, attraverso la Fondazione, azionista di maggioranza della Banca, le istituzioni senesi Comune e Provincia dovevano dire: NO all’acquisto di Banca Antonveneta per la cifra fuori dal mercato di dieci miliardi di euro! Perché questo NO non fu detto dalle istituzioni locali, Comune e Provincia a guida Pd, e dall’uomo forte de “il Partito” ed onorevole Franco Ceccuzzi? Questo la città ha diritto di sapere, e con chiarezza.

 

 

Anche dai vertici romani del Pd ci fu silenzio, quando contava. In altre occasioni, sulle scalate bancarie gli stessi si erano pronunciati, vedi l’ormai famoso: “Abbiamo una banca”; oppure l’altrettanto famoso: “Facci sognare”. Oggi a Siena possiamo solo dire come dice Marco Travaglio, su Il Fatto Quotidiano del 25 gennaio 2013: “Avevamo una banca”.

Non sarà inutile ricordare che D’Alema venne personalmente a sostenere Ceccuzzi nella campagna elettorale per le comunali del 2011(cfr. la foto). Indubbiamente alla luce dei fatti, la classe dirigente senese e romana del Pd ha dimostrato che fare banca non è il suo mestiere. La ciliegina sulla torta a tutta questa amara vicenda,  l’ha  messa  il Cavaliere  - e chi sennò!? - Egli ha manifestato la sua affezione a Banca Mps in quanto grazie al credito avuto da questa banca,  ha avuto l’opportunità di costruire Milano 2 e Milano3. Per il Pd, prodotto derivato da Ds e Pci, oltre al danno la beffa!

Cassandra

 
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