Il Partito Democratico fra "strumentalizzazioni" e imbarazzi PDF Stampa E-mail
Giovedì 24 Gennaio 2013 16:41

Il mese di gennaio 2013 per Siena è uno dei periodi più bui della sua storia. Facciamo una carrellata di titoli dei giornali.

Il Fatto Quotidiano 22.1.2013 “Operazione Alexandria: così Mps truccò i conti”.

Il Fatto Quotidiano 23.1.2013 “Il buco c’è, Mps crolla e Mussari lascia l’Abi”.

Il Fatto Quotidiano 24.1.2013 “Il caso Mps diventa politico attacco al Pd e a Monti”.

Il Giornale 24.1.2013 “Monti usa i soldi dell’Imu per salvare la banca rossa”. “Affari, scalate, alleanze: ecco la lobby di Siena che tiene i fili di Mps - Da Bindi a Berlinguer, da D’Alema a Bassanini, dietro l’ascesa e il declino di Mussari la regìa dei leader democratici. Così la banca in crisi diventa un boomerang sul voto”.

Corriere della Sera 24.1.2013 “Le accuse della Banca d’Italia. Scandalo dei derivati, Monte dei Paschi ci ha nascosto le carte”. “Il Monte dei Paschi diventa un caso politico. Il titolo cade in Borsa, meno 8 per cento. I documenti trasmessi alla Procura di Milano. Il centro-destra: Monti e Bersani in  Parlamento. Il leader Pd: Nessuna responsabilità”. “Broker coreani e svizzeri, i misteri di Alexandria. Mps affonda in Borsa, Pdl all’attacco. Fini: Monti riferisca in Parlamento”.

La Repubblica 24.1.2013 “Bankitalia: ingannati da Mps. Titolo subito sospeso in Borsa”.

Paola Pica su Corriere della Sera del 24 gennaio 2013 lancio 11,59.

Leggere questo articolo rende la cifra di quanto sono agitate le acque in casa PD.

Si legge: “Sciacalli l’Imu non c’entra”. “La banca non sarà salvata con i soldi dell’Imu chi fa queste affermazioni o è inconsapevole oppure è in malafede” dice Stefano Fassina, responsabile economia PD, dalle colonne di Repubblica e punta il dito contro gli “sciacalli che strumentalizzano”. E ancora: “Mps dovrà restituire i Tremonti-bond e lo Stato incasserà interessi molto alti”.

Il responsabile nazionale economia del Partito Democratico, che si appresta a governare l’Italia se il PD vincerà le elezioni del febbraio prossimo, parla di “strumentalizzazione” di fronte ad uno scandalo bancario di enormi proporzioni, dove sono i numeri a parlare e a dare la cifra di quanti soldi manchino all’appello e dove c’è una maxi-inchiesta in corso della Procura di Siena i cui risvolti sono ad oggi imprevedibili. Per non parlare del titolo Mps che in Borsa è in caduta libera. Queste dichiarazioni di Fassina sinceramente lasciano un po’ perplessi su ciò che lui potrà fare per l’economia italiana, una volta che si trovasse al governo del Paese. Sul resto delle sue affermazioni poi c’è da fare alcune riflessioni: il Mps restituirà i soldi se avrà fatto utili e avrà a disposizione questa enorme quantità di denaro, e questo dipenderà da come la banca uscirà da questa tempesta, e quindi  non lo decide Fassina, e nemmeno Fassino che a suo tempo, ebbe a dire: “Finalmente abbiamo una banca”, a proposito di un altro istituto, mentre il suo compagno D’Alema diceva ad un protagonista delle scalate bancarie dell’epoca: “Facci sognare”! Speriamo di non scoprire, purtroppo tardi che, anche per Fassina, fare l’esperto di economia non era il suo mestiere!

 

 

Altra dichiarazione che si legge nello stesso lancio Corsera.

D’Alema: “Sindaco di Siena non è PD”. “Il sindaco non è il PD, è eletto dal popolo, è un’istituzione, non c’è nulla di scandaloso e strabiliante. Mentre il PD - ha sostenuto Massimo D’Alema, - non si è mai occupato del Mps, il sindaco se ne è occupato e in particolare il sindaco Ceccuzzi è stato quello che ha chiesto oltre un anno fa un ricambio totale al vertice della banca e lo ha fatto anche sfidando le resistenze che lo hanno portato alle dimissioni. Sono i fatti, non vedo perché ci si debba arrabbiare”. E nessuno si arrabbia, se non i suoi compagni. Sul fatto che il PD non si sia mai occupato di Mps, lo vada a dire al suo elettorato: si pensi soltanto alle nomine in Banca Mps e in Fondazione, che sono da tempo affare di chi comanda al Comune e alla Provincia di  Siena: prima Pci, poi Ds, poi Pd! Ma se c’è qualcuno che dà segni di nervosismo, questi sono persone interne al Pd. Come Ceccuzzi che ha accusato di “strumentalizzazione” il candidato a sindaco della coalizione che a lui si oppone Eugenio Neri. Quella della “strumentalizzazione” è una scusa vecchia che il PD mette in campo al bisogno, quando non sa più cosa dire al suo elettorato. Lo sanno bene gli esponenti dell’opposizione delle Liste Civiche Senesi che nel mandato 2006-2011, più volte portarono in consiglio comunale i problemi della Banca Mps, nel periodo post-acquisto Banca Antonveneta al “modico” prezzo di dieci miliardi di euro nel 2007! Quando i consiglieri comunali delle Liste Civiche cercavano di porre all’attenzione del consiglio comunale la debolezza della Banca, perché già allora si capiva che l’aver speso dieci miliardi di euro rendeva la situazione della Banca alquanto precaria, veniva loro risposto, che volevano “strumentalizzare” politicamente le scelte strategiche della Banca.

Ora siamo a constatare come fossero state valide, corrette, oculate e indovinate queste scelte, sempre avallate dagli esponenti de “il Partito”, sia locale che nazionale. Sulla questione il PD non  ha  molti argomenti validi per rivolgersi al suo elettorato: evidentemente a quest’ultimo, bastano quelli che “il Partito” dà. Allora, per spiegare la crisi della Banca, “il Partito” mette in campo la “strumentalizzazione”, nella consapevolezza che il suo elettorato è sempre pronto a “digerire” ciò che “il Partito” profferisce. Ancora per quanto tempo, dipende dall’intelligenza del suo elettorato!

Intanto Siena, proprio grazie a quell’elettorato che ha sempre assicurato la maggioranza a questa classe politica targata PD,  sta vivendo una delle sputtanate più forti e drammatiche della sua storia. E adesso dite pure che è tutta una “strumentalizzazione”.

La foto è tratta dal sito Wall Street Italia.

Cassandra

 
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