Ceccuzzi, imperterrito, insiste con il mantra della discontinuità (da chi?) PDF Stampa E-mail
Mercoledì 23 Gennaio 2013 15:53

La discontinuità di Ceccuzzi con il passato è espressa in un passaggio di un articolo pubblicato su Il Fatto Quotidiano a pagina 3 del 23 gennaio 2013 dal titolo emblematico: “Monte della Casta di Siena dove finiscono le amicizie”. In questo articolo si evidenziano gli stretti legami di Franco Ceccuzzi con i vertici del recente passato di Banca MPS. Dopo la caduta del titolo in borsa della Banca senese, dopo gli sviluppi dell’inchiesta della Procura di Siena e gli imprevedibili risvolti, Ceccuzzi si è affrettato a riprofferire il tormentone della discontinuità. Indubbiamente egli sa a chi si rivolge. I suoi elettori, anche se molto meno numerosi di un tempo, sono ancora lì a credergli, dopo anni in cui costui ha applaudito tutte le scelte fatte dal management della Banca, management sempre sostenuto, ora, con la Banca che ormai è dello Stato, con oltre 3,9 miliardi di euro di bond del Tesoro (cfr. “La politica che non parla” in prima pagina de Il Fatto Quotidiano del 23 gennaio 2013), Ceccuzzi ha ancora la faccia di servire al suo elettorato il vecchio ed ammuffito piatto della discontinuità.

 

 

Discontinuità con chi? Con chi ci è andato a braccetto per anni senza battere ciglio, prono a tutti i suoi voleri? Certamente l’elettorato a cui si rivolge Ceccuzzi è quell’elettorato che va a votare alle primarie dal risultato scontatissimo, pagando anche 2 euro. E’ quell’elettorato che “deve” farsi vedere al seggio delle primarie per stretta obbedienza, che obbedisce alle direttive de “il Partito”, quell’elettorato disposto a recitare tutte le parti in commedia, non ultima quella che ha espresso circa quattrocento voti, sacrificandoli sull’altare dei perdenti designati, magari sperando in un assessorato se Ceccuzzi dovesse, nonostante tutto, rivincere le elezioni.

Ceccuzzi continua a recitare la parte del discontinuatore, con coloro che ancora gli credono, per davvero o per convenienza, ma anche  a Siena gli dei stanno cadendo, uno ad uno.

Cassandra

 
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