Qualche fatto e qualche numero per dare la sveglia a chi ne ha tanto bisogno PDF Stampa E-mail
Mercoledì 05 Dicembre 2012 14:53

“Nei mesi scorsi solo Franco Ceccuzzi e Simone Bezzini hanno avuto il coraggio e la forza, insieme al Partito Democratico, di assumersi le responsabilità politiche”: chi pensate che abbia scritto queste parole? Giulio Carli? Nicolò Guicciardini? Alessandro Mugnaioli? Qualcun altro dei Ceccuzzi-Boys? Siete fuori strada. Quello citato è il passaggio centrale di un comunicato congiunto, pubblicato sul Corriere di Siena del 20 ottobre 2012, a firma di Simone Vigni, responsabile del Comitato comunale “Per Matteo Renzi”. E di Luca Rinaldi, responsabile comunale del comitato “Per Bersani premier”. Traduzione per il popolino: cari senesi del (per ora) capoluogo, non importa che votate per Renzi o per Bersani, l’importante è che votate per Ceccuzzi ri-sindaco. Questa volta avete capito bene. Con buona pace dei renziani che pensavano, votando il fiorentino, di “dare un messaggio” alla nomenclatura locale.

 

 

Non soltanto Renzi ha sostenuto Ceccuzzi nella sua prima candidatura a sindaco, e poi, in Fortezza nell’estate scorsa, nella sua rincorsa alla ricandidatura (non sarà mica vera la storia del cosiddetto “patto di Provenzano”?); non soltanto Renzi è venuto al palasport di Siena a chiudere la sua campagna per le primarie, con la promessa di attaccare la commistione politica-banca in una città altamente simbolica, e poi, con Ceccuzzi davanti, non ha pronunciato né la parola Antonveneta, né la parola Ceccuzzi; non soltanto a Siena il comitato per Renzi e quello per Bersani, entrambi guidati da ceccuzziani doc, hanno incredibilmente usato la stessa agenzia di stampa per la loro campagna di comunicazione; tutto questo non basta: i due capi dei comitati “concorrenti” si permettono perfino di divulgare comunicati congiunti pro-Ceccuzzi. Chi non l’ha capita ora, non c’è speranza che la capisca mai più.

E c’è ancora, fra i renziani senesi, chi si culla nell’idea di presentare un candidato anti-ceccuzziano alle primarie del centro-sinistra. Non sarà che il primo avversario di questa idea potrebbe essere proprio lo stesso Renzi? Vedremo.

 

 

E non è finita qui. C’è anche questa chicchina: lo sapevate che, in occasione delle primarie nazionali del centro-sinistra, a qualche elettore veniva richiesto, con discrezione, di firmare per presentare la candidatura di Ceccuzzi alle primarie per la candidatura a sindaco del centro-sinistra senese? E’ accaduto anche questo, e non pare che tale comportamento sia il massimo, dal punto di vista etico. Chissà che dirà, in proposito, la carta etica del PD?! Ma la cosa più grave, e più significativa, è che neppure i renziani hanno minimamente protestato, a conferma che, a Siena, Renzi o Bersani pari sono. Il cambiamento, se ci sarà, non potrà venire da dentro il PD, ma solo facendosi coraggio, alla buon’ora, a votare fuori dal PD.

Da un certo punto di vista, è perfino comprensibile che i Ceccuzzi-Boys si affannino a raccattare firme per il loro capo, visto che di firme, solo per presentare la candidatura alle primarie, ce ne vogliono la bellezza di 1.500. Non è più tanto facile nemmeno per il collaudato apparato de “il Partito”. Non solo. Si parla con incredibile leggerezza di candidature alternative a Ceccuzzi. Ma siamo sicuri che, anche all’interno del PD, sia facile trovare 1.500 firme a sostegno di una candidatura in odore di eresia? Ma soprattutto, siamo sicuri che anche per gli altri partiti della coalizione, che parlano tranquillamente di presentare ciascuno il loro candidato sindaco alle primarie, sia facile trovare 1.500 firme?

 

 

Facciamo qualche esempio. SEL, alle comunali del 2011, prese 1.397 voti. Si pensa che ora sia facile raccattare 1.500 firme? Ed anche i Riformisti, che presero 2.167 voti, e Siena Futura, che prese 2.230 voti, siamo sicuri che non avranno alcuna difficoltà a raccattare 1.500 firme ciascuno? E poi, chi e come controllerà la regolarità e l’autenticità delle firme raccolte? Nonostante tutto quanto precede, si mormora che Ceccuzzi abbia molto timore di un qualsiasi candidato alternativo, anche di basso profilo, perché il rischio di sorprese è dietro l’angolo. Ma gli elettori senesi, quando è che si svegliano?

In conclusione, due parole sulle primarie nazionali del centro-sinistra. E’ vero che hanno risvegliato il giusto interesse per la politica. E chi scrive preferisce comunque la politica, sia pure di parte avversa, alle ventate irrazionali di anti-politica. Perché la mala-politica si può contrastare solo con la buona politica, non con l’anti-politica. Tuttavia, premesso questo, non pare che le primarie nazionali abbiano poi smosso masse enormi di elettorato. Limitiamoci al dato di Siena. Al ballottaggio Renzi-Bersani i voti validi sono stati complessivamente 6.813. Alle comunali del maggio 2011, il solo PD prese 11.723 voti validamente espressi. Ed il centro-sinistra nel suo complesso ne prese 18.918. Ha votato solo un terzo del potenziale elettorato di centro-sinistra, senza contare che in quel terzo potrebbero esserci stati alcuni temutissimi “infiltrati” di centro-destra!! Ma dov’è tutto questo exploit? Meditate gente, meditate…

Leonardo Fibonacci

 
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