La misteriosa "prigione" di Sant'Ansano PDF Stampa E-mail
Sabato 01 Dicembre 2012 15:06

Il 1 dicembre ricorre la festa liturgica di Sant’Ansano, patrono principale della città e della diocesi di Siena. In Castelvecchio, nel punto più alto di Siena, in fondo alla via Tommaso Pendola, sorge la chiesetta di Sant’Ansano detta delle Carceri, perché nell’annesso campanile, vuole la tradizione che sia stato tenuto prigioniero il battista dei senesi, il giovinetto martire Ansano Anicio, nobile di origine romana. Imprigionato per conto del governatore Lisia, sempre la tradizione popolare vuole che il primo evangelizzatore dei senesi continuasse ad amministrare il battesimo dalla finestrella alla base della torretta adibita a prigione.

 

 

La torre stessa, oggi diventata campanile, sarebbe in realtà stata costruita nel secolo XIII, ma sorge probabilmente su resti di una costruzione antichissima, di origini romane. L’attigua chiesa fu consacrata il 4 agosto 1448. Ansano fu martirizzato nell’anno 303, mentre si svolgeva la persecuzione dei cristiani ordinata dall’imperatore Diocleziano. Dopo essere stato gettato nell’olio bollente nel vicino fosso detto oggi appunto di Sant’Ansano, ed esserne uscito miracolosamente illeso, il martire fu portato a Dòfana, e qui decapitato. Ansano, come detto, è il patrono principale di Siena. Gli altri patroni della città sono Savino, Crescenzio e Vittore. Ai tempi della Repubblica Senese, il 1 dicembre di ogni anno il Comune mandava 58 libbre di cera in omaggio alla chiesetta delle Carceri di Sant’Ansano.

Senio Ghibellini

 
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