Masgalano: il Comune approva, consapevole, un atto illegittimo PDF Stampa E-mail
Venerdì 07 Maggio 2010 13:01

Pubblichiamo qui di seguito un articolo comparso sul settimanale ZOOM del 5 maggio 2010.

Il Comune di Siena approva, pur sapendolo, anche delibere perfettamente illegittime. E’ avvenuto nel consiglio comunale del 29 aprile, quando la delibera per la modifica del regolamento per l’assegnazione del masgalano è stata approvata con soli 18 voti favorevoli, mentre lo statuto del Comune dispone che per cambiare i regolamenti comunali occorre la “maggioranza assoluta dei componenti”, cioè 21 voti.

Ai consiglieri delle Liste Civiche Senesi, che hanno subito sollevato il problema, il segretario generale ha risposto tranquillamente che “l’atto è approvato, anche se illegittimo in quanto viola l’articolo 6 dello statuto comunale, ma produce regolarmente i suoi effetti, fino ad eventuale impugnazione”. Come dire: se volete, fate ricorso al Tar. Assente, giustificato, il sindaco, nessuno della giunta si è sentito in dovere di chiedere la sospensione della delibera, e l’esito della votazione è stato proclamato, con assoluta leggerezza, dal presidente di turno Alessandro Manganelli.

Le conseguenze possono essere molteplici. Per esempio, se un figurante si infortunasse durante il corteo storico, potrebbe contestare che il regolamento è illegittimo, come pure potrebbe farlo una contrada che si ritenesse penalizzata nell’assegnazione del masgalano.

La Giunta avrebbe dovuto pertanto sospendere la delibera e ripresentarla in altra seduta per ottenere una votazione legittima e, con il passare dei giorni, pare che il buon senso stia facendosi strada nei nostri amministratori e che il regolamento tornerà presto in aula. Speriamo che ciò avvenga, e prima del palio di luglio, ma la frittata è stata fatta.

Nella stessa discussione, il consigliere delle LCS Marco Falorni aveva proposto un emendamento per ridare la possibilità alle contrade di nominare nella commissione giudicatrice anche gli ex economi, oltre agli ex alfieri ed ex tamburini, così come era consentito fino al 2004. L’emendamento era motivato dalla competenza  degli economi nel valutare la dignità del corteo, che storicamente è caratterizzato proprio dal “come ci si veste” e non solo dalla competizione tecnica e agonistica fra le “terne”. Falorni ha fatto inoltre notare che l’esclusione degli economi aveva involontariamente prodotto anche la sicura esclusione della componente femminile, essendo tutti uomini sia gli alfieri che i tamburini. Approvando l’emendamento, si sarebbe consentito alle contrade di nominare, a propria discrezione, solo alfieri e tamburini o anche economi, uomini o donne che fossero, senza esclusioni dovute al Comune. Ma l’emendamento è stato respinto dalla maggioranza, con il voto contrario anche dell’unica donna votante, Giuliana De Angelis del Pd.

Ciliegina finale: subito dopo il pasticcio sul masgalano, è stato votato per dare immediata eseguibilità alla delibera sulla fusione del TRAIN con altre società di trasporto pubblico. Questa volta non è stato proprio raggiunto il numero legale e la delibera è stata sospesa. La maggioranza è proprio nel pallone.

 

 
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