Dalle tombe dei garibaldini un monito ai senesi: sveglia! PDF Stampa E-mail
Vedochiaro
Giovedì 09 Agosto 2012 13:02

Quante volte Mauro Marzucchi, nelle sue molteplici vesti di assessore ai lavori pubblici, assessore al bilancio, vicesindaco, aveva promesso che il restauro delle tombe dei garibaldini, al cimitero comunale del Laterino, era ormai prossimo?

 

 

Tante volte, state tranquilli, tante volte, rispondendo ad interrogazioni in consiglio comunale o a sollecitazioni formali e informali, o intervenendo sulle pagine dei giornali locali, e sempre assicurando che il progetto era pronto, che i finanziamenti erano più o meno già predisposti, che magari c’era stata necessità di uno storno su altre voci di bilancio, ma che poi si sarebbe presto intervenuti.

 

 

Per undici anni, dai banchi dell’opposizione, il consigliere comunale Marco Falorni ha chiesto conto all’amministrazione delle condizioni indecorose in cui versavano le tombe dei garibaldini, tanto che una volta, addirittura, un assessore rispose ironicamente chiedendo all’interrogante se pensava di fare l’opposizione con le tombe del cimitero.

 

 

No, il consigliere delle LCS non pensava di fare l’opposizione, pensava semplicemente di comportarsi da amministratore, intervenendo in difesa del decoro della città, comprendendovi il cimitero comunale, ed in particolare delle sue memorie storiche.

 

 

Poi è venuto anche il centocinquantesimo anniversario dell’unità d’Italia, nel 2011, un intero anno di celebrazioni, stracarico spesso di vuota retorica, senza che a beneficio delle glorie risorgimentali cittadine e dei relativi monumenti (non solo le tombe dei garibaldini) venisse fatto un bel nulla.

 

 

Solo promesse, tante, ma vane, regolarmente vane, così come quelle fatte, tanto per restare al cimitero comunale del Laterino, per il ripristino della funzionalità del forno crematorio.

 

 

Le foto che presentiamo, che sono state scattate recentemente, dimostrano le condizioni attuali delle sepolture nel monumentale quadrilatero dei garibaldini, al Laterino. Un problema minore, se vogliamo, certo, ma anche questo, come il forno crematorio, “spia” del fallimento del “Sistema Siena”, altrimenti detto, da alcuni, “groviglio armonioso”.

 

 

Un “Sistema” che, in pochi anni, ci ha “sistemato” ed ha fatto di una città ricca e dalla altissima qualità del vivere, una città povera di risorse, con poche o punte prospettive, se non quella di un prevedibile decadimento, anche demografico (gli immigrati non stabilizzati hanno già cominciato ad andarsene, lo sapevate?). Cari senesi, sveglia!

Vedochiaro

 
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