Università e consiglio comunale: ripristiniamo la verità dei fatti e degli atti PDF Stampa E-mail
Archivio - Politica
Giovedì 02 Agosto 2012 13:27

Leggendo i vari blog, qua e là spuntano commenti tesi a mettere in evidenza che il consiglio comunale avrebbe manifestato una assoluta indifferenza nei confronti delle vicende dell’Università degli studi. Questo non è assolutamente vero. E siccome, con tutto il rispetto per qualunque opinione, su questo www si privilegiano sempre i fatti, a beneficio della verità, riepiloghiamo come si sono svolte realmente le cose.

 

 

Intanto va detto che nel dicembre 2011 si è svolto un importante incontro fra la conferenza dei capigruppo consiliari ed il rettore dell’Università, Angelo Riccaboni, presente anche il direttore amministrativo, Ines Fabbro. Tale incontro, anche alla luce degli sviluppi di cronaca immediatamente successivi, aveva suscitato in diverse forze politiche presenti in consiglio varie perplessità, cosicché erano state presentate delle mozioni sull’Università, poste all’ordine del giorno dei lavori, ed altri documenti erano già pronti per essere presentati al momento della discussione nell’aula consiliare.

Poi, come è ormai noto, il sindaco Ceccuzzi si è incartato sulla sua presunta “discontinuità”, ed ha cominciato ad annaspare in cerca di una maggioranza consiliare che non c’era più. I lettori di IPS comprenderanno che le ultime sedute del consiglio comunale sono state abbondantemente dominate dalle vicende relative alle dimissioni del sindaco, e che non c’è stato materialmente il tempo di cominciare la discussione delle mozioni previste, anche se per quelle sull’Università era stato concordato l’anticipo da parte dei capigruppo.

Si è così arrivati all’ultima e decisiva seduta consiliare del 5 giugno 2012 continuando a parlare di bilancio, ma non di mozioni, e quindi nemmeno di Università. I capigruppo, tuttavia, erano consapevoli dell’importanza e della delicatezza del tema, e pertanto, al termine della seduta, hanno immediatamente stabilito di ritrovarsi il giorno successivo, 6 giugno 2012, per tentare di addivenire ad un documento condiviso. Si ricordi che, in quel momento, e fino all’istante in cui le dimissioni del sindaco sono diventate definitive ed irrevocabili (il che si è verificato solo alcuni giorni dopo), i capigruppo erano ancora nel pieno delle loro funzioni.

L’incarico di provare a “fondere” i vari documenti era stato assegnato al capogruppo del PD, Massimo Bianchi che, ad onore del vero, ha svolto un lavoro apprezzato, tanto che, con alcune modifiche proposte in particolare dai consiglieri Laura Vigni e Marco Falorni, immediatamente recepite, è stato possibile addivenire ad un testo condiviso all’unanimità da tutti i capigruppo, e quindi rappresentativo della volontà di tutto il consiglio comunale. Su tale testo è stato divulgato poi un comunicato stampa a cura dell’ufficio stampa comunale, in data 8 giugno 2012, ma a tale comunicato i giornali locali hanno dato pochissimo risalto, responsabilità che, evidentemente, riguarda i giornali stessi, e non certo i capigruppo, né gli altri consiglieri comunali.

 

 

Vediamo dunque quali sono i contenuti essenziali del documento unitario del consiglio comunale di Siena che, dopo le premesse, ricordava che “l’Università di Siena è interessata da indagini giudiziarie riguardanti sia il dissesto finanziario, che ha visto la notifica della chiusura delle indagini preliminari a 18 indagati, sia la regolarità delle elezioni del rettore, con la richiesta di rinvio a giudizio per 10 indagati, mentre riguardo alla procedura di selezione del direttore amministrativo è stato presentato un esposto a seguito del quale è stato effettuato il sequestro dei relativi atti”.

Il documento unitario sottolineava poi la necessità “che il lavoro delle istituzioni deve essere orientato ad affrontare e risolvere le problematiche che emergono dall’attività ordinaria dell’ateneo e che pesano sullo svolgimento delle attività quotidiane da parte degli studenti, del personale tecnico-amministrativo e del personale docente. Che non si debba speculare sulle vicende giudiziarie, per le quali è doveroso attendere il loro naturale decorso”, e che si debba “ripristinare quanto prima un clima di serenità interna a partire dalle corrette relazioni sindacali” e “manifestare la solidarietà e la vicinanza del Comune di Siena verso tutti i lavoratori dell’ateneo, a partire dal personale tecnico-amministrativo, particolarmente penalizzato dalle basse retribuzioni e dalla incertezza sulla erogazione del trattamento accessorio in un momento di difficile riorganizzazione interna”.

Attraverso il citato documento, la conferenza dei capigruppo consiliari del Comune di Siena “ritiene inoltre necessario sollecitare una rapida conclusione delle inchieste avviate dalla magistratura, sia per individuare le eventuali responsabilità del dissesto finanziario, sia per accertare il regolare svolgimento dell’elezione per la nomina del rettore, in modo da evitare qualsiasi rischio di prescrizione”. “In base all’evoluzione delle inchieste” il Comune ritiene quindi necessario “assumere ogni iniziativa volta a tutelare il nome della città e dell’Università degli studi di Siena, anche valutando la possibilità che il Comune di Siena si costituisca parte civile in una eventuale azione giudiziaria, o promuovendo una eventuale azione di responsabilità verso coloro che saranno riconosciuti responsabili del dissesto finanziario”.

 

 

Necessario, inoltre, “sollecitare la risoluzione urgente e definitiva della questione legata alla sospensione del salario accessorio per il personale tecnico e amministrativo, per garantire il diritto dei lavoratori, sancito dalla legge, di poter ottenere le maggiorazioni salariali previste dalla normativa. A tale proposito, la nota del MEF ha chiarito i dubbi interpretativi alla base della decisione in merito alla sospensione del trattamento economico accessorio, sancendo l’obbligatorietà di erogare il salario accessorio, e si invita l’amministrazione universitaria a dare corso nel più breve tempo possibile ai necessari passaggi tecnici e alla contrattazione previsti dalla nota del MEF per determinare la disponibilità del fondo e per arrivare alla distribuzione del salario accessorio relativo all’anno 2011, individuando al contempo tutte le soluzioni tecniche utili per disporre il recupero delle somme erogate in eccesso in un periodo più lungo e meno gravoso del triennio 2011-2013”.

Al contempo, nel documento approvato dai capigruppo, si sollecita “la previsione di necessarie misure volte a tutelare il personale CEL e il personale delle Cooperative che operano all’interno dell’Università di Siena, anche attraverso l’azione dei rappresentanti locali nel consiglio di amministrazione dell’ateneo; a verificare, con un’azione di costante monitoraggio, la situazione dell’Università degli studi di Siena, sia seguendo l’applicazione rigorosa del piano di risanamento denominato UNISI 2020, sia incoraggiando l’attività di riorganizzazione didattica e amministrativa volta al rafforzamento dell’offerta dell’Università, affinché mantenga l’importante ruolo di punto di attrazione scientifico e culturale che da sempre ricopre; a promuovere, appena possibile, ulteriori incontri del tavolo di coordinamento istituzionale, già attivato all’inizio del mandato amministrativo, con lo scopo di migliorare la concertazione tra i vari soggetti interessati alla crescita e allo sviluppo  dell’ateneo, e soprattutto con l’obiettivo di raggiungere il pareggio di bilancio, ponendo in essere tutte le azioni necessarie per ottenere il risanamento finanziario nel più breve tempo possibile, anche agevolando la ristrutturazione dei mutui contratti nel passato dall’Università di Siena”.

Si auspica quindi di “operare un sempre maggiore coordinamento con il rappresentante del territorio nel futuro consiglio di amministrazione dell’ateneo, che in base al nuovo statuto dovrà essere individuato anche dal futuro sindaco”; di “operare un sempre maggiore coordinamento con la Regione Toscana, perché nell’applicazione della riforma si proceda con una visione regionale della politica universitaria, vista come elemento di sviluppo economico e culturale dei nostri territori”.

 

 

Infine, la conferenza dei capigruppo “auspica che nel futuro possa continuare l’opera intrapresa dall’amministrazione comunale tesa a migliorare il livello dei servizi afferenti alla popolazione studentesca che vive nella nostra città, a partire dalla piattaforma per la cittadinanza studentesca; si possa portare avanti il confronto con l’Università degli studi di Siena, con l’Università per stranieri e con Tiemme per trovare ulteriori soluzioni volte al miglioramento dei servizi di trasporto per gli studenti, ed in particolare andranno trovate ulteriori soluzioni organizzative in grado di dare risposte positive alla forte richiesta esistente per l’area riguardante i poli della facoltà di medicina e della facoltà di farmacia nell’area San Miniato-Ospedale Santa Maria alle Scotte; a valutare l’opportunità di mettere in atto nuove sinergie organizzative e nuove modalità di fruizione delle biblioteche cittadine, volte ad estendere il più possibile i servizi per gli studenti e i cittadini, con particolare riferimento al progetto di verifica dell’estensione dell’orario di apertura della Biblioteca comunale degli Intronati nella tarda serata e nel fine settimana, e la localizzazione di un apposito spazio di lettura e di studio all’interno del Santa Maria della Scala”.

Questi, dunque, i contenuti del documento unitario prodotto dal disciolto consiglio comunale di Siena. E questi sono, in tema di rapporti fra Università e consiglio comunale, non le opinioni, ma i fatti. Documentati, come sempre.

 
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