Dalla cima del Monte PDF Stampa E-mail
Archivio - Politica
Giovedì 26 Luglio 2012 19:04

Qui di seguito proponiamo l’articolo, sul Monte dei Paschi, pubblicato sul periodico ZOOM, anno IV numero 5 del 20 luglio 2012, a pagina 3. Ricordiamo che il prossimo numero di ZOOM sarà in edicola venerdì 10 agosto 2012.

Gian Antonio Stella, coautore con Rizzo del famosissimo libro “La casta”, ha recentemente ricordato come il dottor Bondi, attuale “commissario” per la spending review, avviò il risanamento della Parmalat: tagliò drasticamente il numero dei dirigenti, ridusse ancor più drasticamente lo stipendio dei superstiti, azzerò i benefit, mise all'asta tutte le numerose auto blu aziendali, adibì i loro autisti alla conduzione dei furgoni per il trasporto di latte e suoi derivati, scelse come propria auto di rappresentanza una Fiat Punto che guidava da sé e andò ad alloggiare in un dignitoso hotel a tre stelle, vicino allo stabilimento.

Certamente non furono queste le misure che consentirono il risanamento e il rilancio dell'azienda parmense, ma queste decisioni diedero a Bondi l'autorevolezza morale per chiedere alle altre migliaia di dipendenti quei sacrifici, che invece contribuirono efficacemente al salvataggio.

 

 

Questo precedente ci è tornato più volte in mente in questi ultimi giorni esaminando il nuovo piano industriale di MPS. Non intendiamo entrare nel merito complessivo della materia, ma di fronte ai pesanti sacrifici che si prospettano per i dipendenti, parte dei quali rischiano di non ritrovarsi più tali, ci domandiamo quali sacrifici i vertici della Banca intendano imporre a se stessi. Sappiamo bene che, nobilmente, il dottor Profumo ha rinunziato alla propria retribuzione (sappiamo anche che se lo può permettere); ma una rondine non fa primavera.

Abbiamo da ultimo appreso che si prospetta una riduzione del 5 per cento delle retribuzioni dei dirigenti. Ma questi ci paiono ancora segnali troppo timidi per rendere accettabili, alla massa dei dipendenti, i pesanti sacrifici annunciati, specie considerando l’enorme divario che oggi esiste tra i complessivi livelli retributivi dell’alta dirigenza e quelli di quadri ed impiegati.

A nostro avviso sulla quantità e sulla qualità dei costi del management montepaschino, si potrebbe risparmiare molto di più, considerando la politica elefantiaca perseguita nel vertice organizzativo nell’ultimo decennio con lo scopo principale di accrescere il consenso. Non scendiamo nei particolari per non rischiare di personalizzare una questione che personale non è, bensì tecnica e anche politica. Ma, come nel caso Parmalat, solo cominciando a disboscare dalla cima del Monte si può poi scendere “a valle” per predicare l'austerity. Altrimenti mancheranno autorevolezza e credibilità per guidare la Banca nell’arida prateria delle vacche magre. E allora avrebbero ragione da vendere i dipendenti, gli unici incolpevoli dell'attuale sfascio, a mettersi in sciopero, soprattutto ad incazzarsi.

Brunello Chiantini della Vernaccia

 
© 2008 impegnopersiena