| Il "Sistema Siena" va ancora ko: 14 sì, 16 no e 2 nulli |
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| Archivio - Politica |
| Mercoledì 06 Giugno 2012 15:16 |
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Il consiglio comunale di Siena ha bocciato l’assestamento al bilancio preventivo 2012 presentato dal sindaco dimissionario. Il documento è stato respinto, avendo riportato 14 voti favorevoli (Ceccuzzi, Bruni, Brenci, Bianchi, Petti, Nuti, Ronchi, D’Onofrio, Fedi, Marzocchi, Tortorelli, Tafani, Chiti, Senni) e 16 voti contrari (Falorni, Vigni, Nannini, Manganelli, Tucci, Del Dottore, Corsi, Staderini, Mugnaini, Meacci, Alessandro Piccini, Ranieri, Pace, Guideri, Gioia, Bazzini). Era assente, per motivi di salute, il consigliere Nannizzi. Hanno deciso di autoescludersi dalla mischia, non partecipando al voto, i consiglieri Corradi e De Risi. Ne riparleremo con calma. Per il momento, qui di seguito, pubblichiamo il testo dell’intervento pronunciato in aula dal consigliere Marco Falorni, capogruppo delle Liste Civiche Senesi.
Grazie presidente. Gentili colleghi, è ormai noto che solo grazie ad una doppia richiesta di accesso agli atti a firma del sottoscritto, nel secondo caso insieme ad altri tre consiglieri, si è potuto, finalmente, solo a metà maggio 2012, prendere visione della lettera della Fondazione MPS dello scorso 21 dicembre 2011, nella quale, dando notizia della volontà di procedere all’erogazione dei contributi, la Fondazione precisava che ciò sarebbe avvenuto solo “in presenza di sufficienti risorse disponibili” e “subordinatamente all’avvenuta verifica della loro compatibilità con gli accordi in corso di definizione con i creditori finanziari”. E’ anche noto che, nonostante queste incisive clausole di salvaguardia, i contributi della Fondazione, pari a 11,6 milioni di euro, sono stati interamente accertati nel consuntivo 2011. Torno a domandarmi se ciò sia stato corretto, e soprattutto se ciò sia stato ispirato a criteri di prudente amministrazione. Un fatto è certo: questo consiglio comunale non conosceva la citata lettera della Fondazione MPS quando, il 17 gennaio 2012, ha approvato a maggioranza il bilancio di previsione 2012. Se tale lettera fosse stata nota, non credo che tale approvazione sarebbe arrivata. Così come, una volta che ha cominciato a trapelare la realtà dei conti comunali, questo consiglio comunale, giustamente, per due volte ha respinto il bilancio consuntivo 2011, in data 27 aprile e 21 maggio 2012. Quanto premesso, evidentemente, continua ad incidere anche sulla delibera di variazione del preventivo 2012. Mi domando con quale coraggio si è cercato di dare ai consiglieri che hanno votato contro al consuntivo 2011 la responsabilità dello sforamento del patto di stabilità. Il quale, come è ovvio, non deriva dai voti dati in consiglio, ma dalle cifre contenute in bilancio, che sono responsabilità esclusiva dell’amministrazione. E che come tali devono risultare, senza che debba essere messo in atto alcun tentativo di eludere le giuste previsioni di legge.
Torno dunque a ripetere una domanda che ho già fatto in aula lo scorso 21 maggio, ma che non ha avuto alcuna risposta. Mi riferisco al Regolamento di contabilità del Comune di Siena, adottato dal consiglio comunale con delibera numero 228 del 24 giugno 2008, che all’articolo 17, comma 1, prevede che “il responsabile del servizio finanziario, quando venga a conoscenza di fatti, situazioni e valutazioni che possano pregiudicare gli equilibri di bilancio, ha l’obbligo, entro sette giorni dalla conoscenza, di segnalarlo per iscritto: al sindaco o all’assessore preposto; al presidente del collegio dei revisori; al segretario generale, che deve tempestivamente informare il presidente del consiglio comunale”. Torno a chiedere se tale fattispecie ricorreva o meno nel caso della citata lettera della Fondazione MPS del 21 dicembre 2011, che come abbiamo visto conteneva varie riserve, ed in caso affermativo, se l’intera procedura è stata messa in atto. Spero di avere risposta. Voglio anche ricordare che, con un documento approvato, questo consiglio comunale, lo scorso 27 aprile, aveva invitato l’amministrazione a presentare in aula un consuntivo corretto ed un preventivo sostanzialmente assestato. Per tutta risposta, la giunta, lo scorso 21 maggio, ha proposto a quest’aula lo stesso identifico consuntivo, giustamente di nuovo bocciato con lo stesso identico risultato, ed un preventivo con una variazione di spesa minimale di circa 300mila euro. Oggi, a meno di quindici giorni di distanza, viene proposta al consiglio una delibera di variazione al bilancio preventivo 2012 che contempla, fra minori spese e maggiori entrate tributarie, una manovra correttiva di circa 4 milioni di euro. Per quale motivo l’amministrazione ha così repentinamente cambiato idea? Per il bene della città? Ma allora perché, questo stesso bene, non si è cercato di farlo già quindici giorni fa? Non sarà forse che l’odierno e più consistente assestamento deriva dall’udienza del 22 maggio scorso presso la Corte dei conti? A proposito, per quale motivo non è stato divulgato alcun comunicato stampa per dare trasparente informazione alla città della sentenza numero 111 del 22 maggio 2012 sul rendiconto 2010 con cui la Sezione regionale di controllo della Corte dei conti ha adottato una pronuncia specifica contro il Comune di Siena, riscontrando una serie di gravi irregolarità e criticità? E per quale motivo non è stato fatto alcun comunicato stampa neanche per informare i senesi che la stessa Corte dei conti sta attualmente conducendo una verifica sulla sussistenza o meno dello stato di dissesto del Comune di Siena? Tale valutazione prenderà in esame, fra l’altro, il deficitario risultato della gestione corrente di competenza nell’ultimo triennio, la gestione dei residui vetusti, la problematica sostenibilità del costo dell’eccessivo indebitamento. E se lo stato di dissesto venisse dichiarato, di chi sarebbe colpa, di chi ha votato contro o di chi ha male amministrato? Ricordo ancora che il quadro sanzionatorio previsto dalla legge per l’eventuale stato di dissesto, o di pre-dissesto, incombe su questo Comune, è indipendente dalle volontà e dai voti espressi da questo consesso e potrebbe inficiare finanche la validità delle deliberazioni che andremo a prendere oggi.
Riepilogando, ogni prospettiva di modifica e revisione di stabilizzazione di bilanci preventivi futuri non può trovare, nel momento attuale, fondatezza economica per i seguenti motivi: non è chiusa la verifica del sistema creditorio tra Fondazione e banche; prima della variazione di bilancio 2012, deve essere approvato il rendiconto 2011; c’è una possibile situazione di dissesto già sul rendiconto 2010, che avrà riflessi anche sul 2011 e quindi sulle previsioni successive; in caso di dissesto, ci saranno tutta una serie di divieti e revisioni sui bilanci di previsione che vanificheranno ogni decisione che oggi si vuole far assumere a questo consiglio. In ogni caso, come prevede l’articolo 164 comma 3 del TUEL, “in sede di predisposizione del bilancio di previsione annuale il consiglio dell’ente assicura idoneo finanziamento agli impegni pluriennali assunti nel corso degli esercizi precedenti”. Ora vi domando: come fa, oggi, questo consiglio ad assicurare idoneo finanziamento ai suddetti impegni pluriennali, data la situazione finanziaria che ci avete messo sotto il naso? In ultimo, ma non per importanza, va riaffermato il principio che il risanamento non è di competenza di chi ha fatto i danni, vedi quanto prevede il TUEL, articolo 244 e seguenti, in materia di dissesto. E veniamo a qualche aspetto di merito sulla delibera di variazione al bilancio preventivo 2012, che recepisce, tardivamente e molto parzialmente, alcune delle proposte che per anni, inascoltati, abbiamo rivolto all’amministrazione da questi banchi. Per quanto riguarda, poi, i risparmi sul costo del personale, ci sarebbe molto da discutere, ma mi rendo conto che questa non è la sede opportuna. E quindi mi limito a suggerire di mettere a confronto le nuove previsioni con la delibera di spesa numero 736 presa dalla giunta il 28 dicembre 2011, e relativa al personale a tempo determinato. La manovra di assestamento viene commentata dal sindaco con un intervento pubblicato sul suo sito internet www.francoceccuzzisindaco.it in un post delle ore 16,30 di giovedì 31 maggio 2012, intitolato “Un grande sforzo per mettere Siena al sicuro”. Si potrebbe sapere, signor sindaco, da che cosa o da chi dovrebbe essere messa al sicuro, la nostra città? Da chi ha tentato vanamente di opporsi a questo disastro, o da chi l’ha pervicacemente provocato?
Vediamo le cifre. La odierna delibera di assestamento, nella parte dell’entrata relativa al 2012, prevede una riduzione dei contributi della Fondazione MPS per un totale di 3 milioni e 661mila euro. Questo dato va messo in rapporto con la relazione tecnica al bilancio di previsione 2012, che alla pagina 26 quantificava i contributi della Fondazione MPS previsti per l’anno in corso in 17 milioni e 198mila euro. La differenza trova puntuale riscontro nel preciso parere sull’assestamento rilasciato il 31 maggio 2012 dai sindaci revisori, i quali specificano che l’entità dei contributi della Fondazione MPS, dopo la variazione, sono ancora presenti per circa 13 milioni di euro nel titolo III categoria V della parte entrata del bilancio di previsione 2012. In proposito, i sindaci invitano a verificare costantemente l’entità di tali contributi, in modo da prendere tempestivamente gli eventuali provvedimenti correttivi. E’ significativo che i sindaci sentano la necessità di specificare che ciò dovrà avvenire in ossequio ai princìpi contenuti nel TUEL, in particolare quello relativo alla veridicità. Ricordate quante volte, da questi banchi, ho sottolineato l’importanza della veridicità e della attendibilità dei bilanci? Ed oggi, stante le situazione attuale della Fondazione MPS, ormai nota a tutti e perfino al nostro sindaco, è corretto, è attendibile, è prudente chiedere l’approvazione di un bilancio preventivo che contiene ancora circa 13 milioni e mezzo di euro di contributi? A proposito dei sindaci revisori, mi piace ricordare che anche nella loro relazione al bilancio di previsione 2012, avevano subordinato il parere favorevole a diversi adempimenti finora disattesi dall’amministrazione. Il collegio, giustamente, reitera una serie di richieste e di raccomandazioni anche nel parere sulla delibera di variazione del bilancio, peraltro condizionato pure alla previa approvazione della delibera di incremento delle aliquote dell’addizionale comunale IRPEF. Per esempio, il collegio sottolinea ancora i problemi oggettivi di vendibilità degli immobili posti nell’elenco delle alienazioni patrimoniali approvato per ripianare le perdite pregresse. Quante volte, sempre inascoltati, ve lo avevamo detto anche noi in quest’aula? I sindaci invitano a rimodulare quanto prima il debito contratto per investimenti. E questo lo recepisce anche l’amministrazione, ma dando la cosa per fatta, mentre invece la ricontrattazione dei BOC è tutta da fare. Soprattutto, i sindaci revisori inseriscono nel parere una frase, che definirei quasi una “clausola di salvaguardia”, forse aggiunta in considerazione della delicatezza del momento, e che non ricordavo di aver letto in loro precedenti documenti. Si legge infatti che sono “ritenute le variazioni congrue, coerenti ed attendibili contabilmente, tenendo conto degli elementi di conoscenza messi dall’ente a disposizione di questo collegio”.
Veniamo a qualche considerazione politica sulle scelte operate dalla giunta. Nel comunicato stampa del Comune di Siena riferito alla conferenza stampa tenuta dal sindaco il 30 maggio 2012, si legge che, a margine degli aumenti di imposte a carico dei cittadini, dei tagli al sociale e alla cultura, “sono confermate le attività sponsorizzate dalla Banca MPS: il festival musicale ‘La Città Aromatica’ e il cartellone di eventi di Natale e Capodanno”. Vi sembra coerente, a fronte di tanti tagli a servizi di ben diversa utilità sociale, confermare le ingenti spese per il puro divertimento? Fra l’altro per manifestazioni che non portano affatto ricchezza alla città, ma solo spese aggiuntive per gli straordinari pagati agli operatori ecologici? D’accordo che si tratta, almeno in buona parte, di sponsorizzazioni, ma sono comunque risorse della comunità senese, e la Banca MPS proprio non potrebbe trovare qualcosa di meglio da finanziare, magari qualche programma di un certo richiamo e da promuovere adeguatamente, nel settore culturale o addirittura nel sociale? Ma la decisione più appariscente è l’annunciata riduzione del 15 per cento delle indennità per il sindaco e gli assessori. Tale nobile decisione sarebbe stata molto più credibile se preannunciata in campagna elettorale, o almeno all’inizio del mandato, che non dopo che il sindaco ha già dato le dimissioni. Dimissioni che, non c’è da dubitarne, saranno confermate. Un sindaco non può mai dimettersi con il retropensiero di ritirare le dimissioni, e men che meno può compiere questo atto per motivi legati a tatticismi politici. Del resto, il sindaco uscente lo ha già confermato a La Nazione Siena del 25 maggio 2012 che “la decisione è una, e non si può fare due volte”. Dunque, considerato che il sindaco, indipendentemente dagli esiti della seduta consiliare odierna, lascerà il suo incarico fra qualche giorno, e considerato che stiamo parlando del bilancio di previsione del corrente anno 2012 e che siamo nel mese di giugno, il primo cittadino non avrebbe dovuto abbattere le sue indennità almeno del 50 per cento?
Quanto all’aumento delle entrate tributarie, il rialzo dell'addizionale Irpef, che aggrava ulteriormente il già altissimo carico fiscale dei senesi, va a colpire in modo particolare proprio le fasce deboli, anzi debolissime della popolazione. Per commentarlo basta una parola: inaccettabile. Infine l’ultima favola sul commissario e sul voto sul bilancio preventivo, che secondo la vulgata propalata dal sistema, se fosse bocciato, farebbe perdere posti di lavoro. Le favole raccontatele ai bambini. Qui siamo adulti. La giunta, può agire nella sua autonomia fino all’ultimo giorno, e il commissario, che arriverà fra qualche giorno, avrà tutti i poteri per cambiare come vorrà il bilancio preventivo, approvato o meno che sia. Se poi dalla Corte dei conti, come probabile, dovesse arrivare la decisione sullo stato di dissesto del Comune di Siena, allora scatterà tutta una serie di prescrizioni di legge, ed il commissario non solo potrà, ma dovrà cambiare il bilancio. Gli appelli a votare il bilancio sono legittimi, ma senza barare e senza forzare la mano. Qui il disastro non lo abbiamo fatto noi. E chi lo ha fatto, un bel giorno, deve pure risponderne, almeno politicamente. Oggi è un momento di verifica, ognuno si assuma fino in fondo le sue responsabilità. |








