Altro che tradimento! La città paga e pagherà la gestione de "il Partito" PDF Stampa E-mail
Mercoledì 30 Maggio 2012 10:15

“La città pagherà caro il tradimento”, dice Rita Petti (foto 1) in prima pagina del Corriere di Siena del 30 maggio 2012. La realtà è che la città sta pagando caro il prezzo di essere stata governata dal ceccuzziano “il Partito”, che l’ha portata ad avere le sue istituzioni, perno dell’ economia cittadina, in una situazione debitoria come non si era mai verificata nella sua millenaria storia.

L’amministrazione comunale, guidata da Ceccuzzi, sta affondando nei debiti e nei vecchi sistemi che “il Partito” impone per governare, vecchi sistemi che non sono più in grado di esprimere una classe dirigente all’altezza di governare una città con i problemi gravi che Siena ha. I vecchi sistemi esprimono solo grigi burocrati in grado di puntellarsi tra loro per rimanere sulle seggiole ormai di cartone.

 

 

Una azione della Banca si attesta intorno a 0,20 centesimi di euro (performance a 1 mese meno 23,43 per cento, performance a 1 anno meno 72,17 per cento; dati: borsa italiana.it 30 maggio 2012 ore 8.45, ndr), la Fondazione è in mano ad undici banche creditrici, l’Università ha un buco di bilancio enorme, l’Ospedale è stato venduto alla Regione Toscana, il bilancio del Comune dipende dai soldi della Fondazione. La Procura di Siena ha aperto un’inchiesta sull’acquisto di Antonveneta da parte di Banca MPS; un’altra inchiesta è in corso per la procedura di privatizzazione dell’aeroporto di Ampugnano; due inchieste sull’Università: una sul buco di bilancio e l’altra sull’elezione del rettore. La città è “disegnata” in maniera impietosa da Report, e non solo. Come se non bastasse, anche la società di calcio è ai primi posti nella bufera scatenata dall’inchiesta sul calcio scommesse.

“C’è del marcio in Danimarca” diceva Marcello ad Orazio nell’Amleto di Shakespeare. La città non paga il tradimento, paga e pagherà per generazioni la gestione de “il Partito”.

 

 

N.B. - Rita Petti, consigliera comunale del PD, è anche una brava pittrice. Ha realizzato fra l’altro il bel drappellone (foto 2) per il Palio del 2 luglio 2005, quello che contraddice l’articolo 93 del regolamento del Palio, il quale prevede che il drappellone “reca IN ALTO, per la corsa del 2 luglio, l’immagine di Maria Santissima che si venera nella chiesa di Provenzano…”.

Cassandra

 
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