| Una (modesta) chiave di lettura per districare il groviglio |
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| Mercoledì 11 Aprile 2012 14:22 |
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A chi non è di Siena, ma spesso anche a chi è di Siena, è difficile spiegare, e far capire in cosa consiste il cosiddetto “Sistema Siena”. E’ un fatto che tale sistema per oltre un decennio sia stato imperniato su alcune personalità di spicco, tutte riferibili alla stessa area politica. Ma è altrettanto vero che il sistema stesso è molto più complesso, è frutto di mille figure di comprimari, di mille situazioni solo apparentemente scollegate, di comportamenti e di dichiarazioni che fuori da questa città non sarebbero nemmeno concepibili, di gesti, di esitazioni, di silenzi. Effettivamente è un vero groviglio, come è stato efficacemente definito, e forse a suo modo è anche armonioso, nel senso che indiscutibilmente funzionava, sempre a vantaggio dei soliti ovviamente.
Ecco, non diciamo una spiegazione, ma un barlume di luce, uno squarcio di risveglio in tante memorie proverbialmente corte, forse può venire dal grande titolo sparato in prima pagina del Corriere di Siena nella edizione di mercoledì 11 aprile 2012: “MPS vola nel giorno nero”. E naturalmente anche l’apertura di cronaca è dedicata allo stesso argomento, con titolo a sei colonne: “Il titolo MPS vola in Borsa”.
Che cosa era accaduto? Semplicemente che il titolo MPS, per una rara volta in controtendenza positiva rispetto all’andamento borsistico, nella giornata del martedì precedente aveva fatto registrare un rialzo, scrive il Corrsiena, dell’1,21 per cento, arrivando a fine giornata a valere 0,2927 euro per azione. Questo significa che il titolo avrebbe quindi guadagnato nella giornata borsistica la bellezza di circa 4 millesimi di euro. “Una bella boccata di ossigeno”, scrive il Corrsiena.
Non importa il fatto che il quotidiano umbro, quando qualche giorno fa l’azione MPS aveva perso circa l’11 per cento in una sola seduta, non aveva scritto un rigo. Così come non importa non aver mai ricordato, per anni, che al momento dell’acquisto dell’Antonveneta l’azione MPS valeva 3,37 euro, né che, per il titolo stesso, la performance a un anno, come indica il sito della Borsa italiana, segna un meno 62,50 per cento. E’ più importante scrivere che, grazie all’aumento dell’1,21 per cento, il titolo è salito a 0,2927 euro (avendo quindi perso circa il 91 per cento del proprio valore rispetto al novembre 2007). Non importa nemmeno il fatto che, stando ai quotidiani specializzati il titolo MPS avrebbe in realtà guadagnato, il 10 aprile scorso, non l'1,21 per cento (come ha scritto il Corrsiena), ma solo lo 0,28 per cento. Non è davvero questo il punto. Lo scriviamo solo perché un domani il Ceccuzzi non dica "non lo sapevo".
Il punto è che anche questo è un aspetto, secondario se vogliamo, ma significativo, per capire il groviglio. Groviglio che è fatto anche di puma, di ufo, di calcio, di basket, di visite al Ceppo, di una allucinante candidatura a capitale europea della cultura (vedremo prossimamente l’effettiva situazione della cultura senese), di tornei di burraco, cene del pesce in società, ma anche aeroporti, auditorium, nuovi stadi, palasport, metropolitane leggere, tappeti volanti e chi più ne ha più ne metta. Tanto i senesi hanno la memoria corta.
E così si può digerire anche la fine del bengodi dei contributi a pioggia, le tasse e tariffe locali altissime, la rovina delle principali istituzioni e di tutta l’economia cittadina, il degrado di strade e opere d’arte, il caos del traffico, la tassa di soggiorno, i prezzi altissimi di case e affitti, l’espulsione forzata delle giovani coppie, l’invecchiamento e il decremento demografico della città, le decine di indagati più o meno eccellenti, il sindaco che promette in campagna elettorale senza “sapere” come stanno le cose, e che poi sfila in corteo contro i suoi stessi nominati, i salti delle quaglie a ripetizione e quant’altro.
Tanto i senesi digeriscono tutto. E poi se il Partito ha deciso così, un motivo ci sarà. Diogene Laerzio |








