Asta el empate, nunca! PDF Stampa E-mail
Venerdì 30 Marzo 2012 16:50

Sul Corriere di Siena del 13 ottobre 2011, la vicepresidente del Siena calcio, Valentina Mezzaroma, intervistata da Piero Ruffoli, a proposito del centro sportivo di Taverne d’Arbia, dichiara: “Siamo in attesa del fine lavori e penso che dovremo attendere più o meno fino a metà di novembre”.

Sul Corriere di Siena del 30 dicembre 2011, nell’articolo intitolato “Da Roma ecco il futuro del Siena”, scrive Andrea Bianchi: “A questo punto sarà cura del patron Mezzaroma interpellare l’amministrazione comunale per iniziare la fase 2 del centro sportivo di Taverne (che avrà il taglio del nastro fra un mese o al massimo due) basato su uno sviluppo strutturale di rilievo, ampliando campi (oggi ce ne sono due) e infrastrutture”.

Sul Corriere di Siena del 15 marzo 2012 il consigliere comunale Enrico Tucci, nel descrivere una sua interrogazione al sindaco Ceccuzzi, scrive: “Mentre l’Ac Siena temporeggia in attesa di un mutuo di 2.400.000 euro la cui erogazione da parte del Credito Sportivo sembra a questo punto poco probabile e mentre il sindaco Ceccuzzi rilascia interviste volte ad ingraziarsi il Siena e soprattutto la sua tifoseria, la società sportiva Asta Taverne sta per fallire. Il tanto decantato centro sportivo di Taverne d’Arbia da costruirsi a cura dell’Ac Siena segna il passo da nove mesi. Duecento tra bambini e ragazzi sono costretti a girovagare per tutti gli impianti della provincia con grandi disagi, l’Asta Taverne non ha più un euro ed anche l’associazione Avis donatori di sangue di Taverne, che in perfetta buona fede aveva ceduto un terreno di sua proprietà per avere in cambio una sede più idonea, non sa dove sbattere la testa”.

 

 

Tucci, nella sua interrogazione al sindaco, aveva scritto, fra l’altro: “Che i lavori hanno avuto inizio in data 29 novembre 2010 con termini di realizzazione di 180 giorni, mentre nella realtà i lavori, lungi dall’essere ultimati, sono fermi dal dicembre 2011 per carenza di fondi; che l’Ac Siena sostiene di aver finanziato con fondi propri la prima tranche dei lavori e di essere nella impossibilità di proseguirli, a meno che non venga erogato il mutuo a suo tempo concordato con il Credito Sportivo per l’importo di circa 2.400.000 euro; che un accordo privato stipulato tra Ac Siena e Asta Taverne prevedeva il rimborso delle spese sostenute dall’Asta e dei mancati introiti derivanti dalla indisponibilità dei propri impianti, accordo onorato dall’Ac Siena al 90 per cento per quanto riguarda la passata stagione, senza ulteriori corresponsioni di quanto pattuito per la stagione in corso; che da due anni i 200 giovani calciatori iscritti all’Asta Taverne sono costretti a migrare per gli allenamenti e le partite in altri impianti del comune di Siena e comuni limitrofi, con gravi disagi; che la società Asta Taverne si trova in grandissima difficoltà economica con la prospettiva, a meno di fatti nuovi in tempi brevi, di dover chiudere tutte le attività al termine della stagione in corso”.

Il 20 marzo 2012, durante l’illustrazione in aula della sua interrogazione, fatta davanti anche a numerosi associati e sostenitori della società Asta Taverne presenti fra il pubblico, Tucci dichiarava: “Io chiedo che cosa l’amministrazione comunale intenda fare per risolvere questa situazione, affinché i lavori riprendano al più presto, siano completati in tempi rapidi, ponendo fine al disagio dei giovani sportivi e delle loro famiglie, all’incertezza che attanaglia l’Asta Taverne, ed anche ai problemi dell’Avis donatori di sangue”.

 

 

L’assessore Alessandro Trapassi, nella sua risposta letta in aula, ripercorreva la storia del centro sportivo di Taverne e degli accordi intercorsi fra Comune di Siena, Ac Siena e Asta Taverne, precisando che “i lavori sono a carico dell’Ac Siena, in quanto capofila dell’ATI (associazione temporanea di imprese, fra Ac Siena e Asta Taverne, ndr), mentre il Comune mantiene la proprietà dell’impianto e all’ATI rimane la gestione”. L’assessore allo sport dichiarava che “l’Ac Siena non ha ancora fornito le garanzie fideiussorie adeguate alla riscossione del finanziamento dal CONI” e che “il Comune sta subendo un danno molto grave, in quanto è costretto a vedere inutilizzato un impianto importante per la cittadinanza, soprattutto per l’area di Taverne d’Arbia”. Naturalmente, un accenno veniva fatto anche al disagio delle famiglie dei giovani calciatori, costrette ad utilizzare “altri impianti della provincia, con notevoli problemi e aggravio di costi”. Trapassi ribadiva quindi che è intenzione del Comune di Siena “fare in modo che vengano rispettati tutti gli impegni presi dall’ATI” e che “se questa situazione dovesse prolungarsi, valuteremo eventuali azioni legali nei confronti dell’ATI”.

Sul Corriere di Siena del 21 marzo 2012, nel dare conto della interrogazione citata nell’articolo intitolato “Siamo pronti a scendere in piazza per difendere l’Asta”, Gaia Tancredi scriveva: “Escono sconsolati dal consiglio comunale i dirigenti e i sostenitori dell’Asta Taverne, decisi a difendere con le unghie e con i denti i loro diritti di fronte alla più blasonata Ac Siena”. E proseguiva l’articolo: “Non ci ha soddisfatto la risposta dell’assessore Alessandro Trapassi - ha dichiarato a caldo Dino Buzzegoli, vicepresidente dell’Asta - Sì, ha detto che andremo per vie legali, ma intanto facciamo in tempo a far morire la società cento volte. Qui servono fatti concreti ed immediati, così, se non ci saranno segnali diversi nei prossimi giorni, scenderemo in piazza con tutti i nostri ragazzi e le loro famiglie, manifesteremo il nostro dissenso davanti a tutta la città”.

 

 

Infine, arriviamo alla stretta attualità. Sul Corriere di Siena del 30 marzo 2012, a pagina 27 si trova un articolo intitolato “Il centro sportivo non si farà. La Robur abbandona il progetto. Non c’è copertura finanziaria”. In tale articolo, Andrea Bianchi scrive: “Il centro sportivo della Robur non si farà. La struttura di Taverne d’Arbia iniziata lo scorso anno non sarà del Siena che, in mancanza della copertura finanziaria, non procederà con i lavori. L’inaugurazione, che era prevista ad ottobre del 2011, è stata continuamente posticipata per la mancanza di una fideiussione richiesta al fine di sbloccare il finanziamento del Credito Sportivo già pronto. In questa struttura la società bianconera ha investito oltre 700 mila euro ed il progetto coinvolgeva anche l’Asta Taverne, che da questa vicenda ne esce con le ossa rotte. Sono comunque già allo studio del Comune di Siena alcune soluzioni per permettere alla società dell’Arbia di ritornare in possesso del suo campo sportivo e riprendere l’attività della prima squadra e del settore giovanile”. A questo punto si aprono, scrive Bianchi sul Corrsiena, “diversi punti interrogativi sul futuro della Robur, che ha le casse in rosso”. L’articolo va a concludersi con una domanda: “E il futuro della famiglia Mezzaroma a Siena?”.

 
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