| Savina Petrilli, una luce che si è accesa in via del Costone |
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| Domenica 01 Gennaio 2012 17:29 |
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Forse non tutti i senesi sanno dove nacque la Beata Savina Petrilli, religiosa senese fondatrice della congregazione delle Sorelle dei Poveri di Santa Caterina da Siena. Fu nella ripida via del Costone, in una casa quasi davanti all’ingresso dell’oratorio, dove, come ci ricorda una lapide, Savina Petrilli nacque il 29 agosto 1851, secondogenita di Celso Petrilli e Matilde Venturini. Di salute cagionevole durante l’adolescenza, ma precocemente infiammata dalla vocazione religiosa, Savina fu ricevuta dal papa Pio IX, a Roma, nel 1869, ed incoraggiata a perseverare nei suoi propositi. Nel 1872 vestì l’abito religioso e il 7 settembre 1874 fondò la congregazione delle Sorelle dei Poveri, avente ancora oggi la casa madre in Siena, esattamente nel complesso immobiliare fra piazza San Francesco e via Baroncelli.
La congregazione si prefiggeva lo scopo di combattere la miseria, morale e materiale, e svolse un’opera meritoria, nelle case, nelle fabbriche, negli ospedali, nelle carceri. La madre Savina ricevette aiuti dall’Italia e dal mondo, e negli anni promosse la costruzione di scuole, asili e ricoveri di ogni tipo. La congregazione ottenne una sorta di riconoscimento da Pio X nel 1906 e fu ufficialmente approvata da Pio XI il 21 maggio 1931, dopo la morte di Savina, avvenuta il 18 aprile 1923 in seguito ad un tumore. Le Sorelle dei Poveri hanno oggi molte case e conventi, non solo in Italia, ma anche in Brasile, Argentina, India, Filippine, Paraguay, Stati Uniti. Il papa Giovanni Paolo II proclamò Savina Petrilli Beata con una cerimonia in piazza San Pietro il 24 aprile 1988.
Nella stessa via del Costone, pochi metri più a valle, proprio dove la strada volge a destra, verso Fontebranda, la giovanissima Santa Caterina, ad appena sette anni, aveva avuto la sua prima visione, con Gesù Cristo in abiti pontificali, contornato da santi, che si ergeva sopra la sommità della basilica di San Domenico.
Il celebre episodio è immortalato, proprio in via del Costone, nel punto in cui avvenne la visione, in un bel tabernacolo. Senio Ghibellini |





