La storia della chiesa di Sant'Antonio Abate PDF Stampa E-mail
Domenica 28 Marzo 2010 12:44

Dal n. 38 del 24 marzo 2010 del settimanale “ZOOM”, pubblichiamo il seguente articolo.

“Sant’Antonio Abate in Siena - La parrocchia di Santa Caterina” è il titolo del Quaderno cateriniano n. 127-128 pubblicato dall’Associazione Internazionale dei Caterinati per i tipi delle Edizioni Cantagalli e curato dal professor Paolo Nardi. Il testo ripercorre le vicende storiche della chiesa parrocchiale di Sant’Antonio Abate che sorgeva dove attualmente è il portico votivo dei Comuni d’Italia, dal quale si accede al Santuario Casa di Santa Caterina da Siena.

Il professor Nardi, Priore dei Caterinati, ha condotto una interessantissima ricostruzione storica della chiesa, e durante le sue ricerche ha trovato anche molte notizie sulla famiglia di Santa Caterina che fino ad oggi erano sconosciute.

Questo Quaderno è un vero e proprio scrigno di documentazione, ricostruita fedelmente con rigore scientifico attraverso molte fonti storiche, basti pensare alle numerosissime note che da sole costituiscono una vera e propria “banca dati” su tutto il complesso monumentale compreso tra il Santuario Casa e la Basilica di San Domenico.

Nel corso dei secoli successivi le vicende della parrocchia di Sant’Antonio Abate, della Compagnia di Santa Caterina in Fontebranda e della contrada dell’Oca, si intrecciavano sempre più tra loro, creando spesso anche motivi di attrito. Fu così che dopo la visita del visitatore apostolico Francesco Bossi nel 1575, la Contrada dell’Oca, nel 1601, fu sempre più propensa a separare la propria amministrazione da quella della Confraternita.

Come chiesa parrocchiale la vita della chiesa di Sant’Antonio Abate finì il 31 ottobre del 1929 con un decreto dell’Arcivescovo Prospero Scaccia, che trasferì il popolo della parrocchia nella vicina chiesa di San Domenico, elevata al titolo di “Basilica” da Pio XI nel settimo anniversario della fondazione. La proclamazione di Santa Caterina da Siena a Patrona d’Italia, insieme a San Francesco d’Assisi, avvenuta il 18 giugno 1939 per volontà di Pio XII, sancì la fine definitiva della Chiesa di sant’Antonio Abate, che fu abbattuta per far posto al Portico votivo dei Comuni d’Italia, dando così un accesso più agevole e più importante ai pellegrini che si recavano a visitare il santuario della Patrona d’Italia.

 

 
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