Dove abitò Francesco di Giorgio Martini, raffinato genio del rinascimento PDF Stampa E-mail
Lunedì 25 Gennaio 2016 15:25

In piazza San Giovanni, proprio davanti al battistero, un monumentino a mezzo busto sulla facciata di un palazzo ci ricorda che proprio lì abitò Francesco di Giorgio Martini (1439-1501), architetto civile e militare, pittore, miniatore, scultore, inventore, uno dei più geniali artisti senesi di sempre, fra i più fulgidi ingegni del rinascimento. Nell’architettura militare, convertì le difese da piombanti in bastionate e con cortine oblique, in relazione all’uso ormai diffuso del cannone. Realizzò molte famose rocche (Sassocorvaro, Cagli, Mondavio, San Leo). Come pittore e scultore fu geniale interprete del passaggio dal tardo gotico senese al maturo rinascimento. Come inventore, si occupò di problemi balistici, ed a lui è attribuita l’invenzione della mina a polvere, fatta brillare a scopo bellico per la prima volta durante l’assedio di castel dell’Ovo a Napoli. Troppo lungo sarebbe l’elenco delle opere d’arte da lui prodotte, anche limitandosi alle maggiori. Molte di esse si trovano in Siena, ma Francesco lavorò a lungo in molte parti d’Italia, ovunque richiestissimo, in particolare fu al servizio dei Montefeltro duchi di Urbino.

 

 

A Siena realizzò la semplice ed elegante chiesa della Madonna delle Nevi, in via Montanini, ampliò la basilica di San Francesco e insieme a Jacopo Cozzarelli trasformò la basilica dell’Osservanza. A Urbino realizzò la chiesa di San Bernardino e collaborò con il Laurana nella costruzione del palazzo Ducale. Nel 1478 era a Siena, al servizio della Repubblica come architetto militare, e nella guerra in corso contro Firenze, riuscì facilmente ad avere partita vinta nel superare le difese predisposte da Giuliano da Sangallo a Castellina in Chianti. Un capolavoro architettonico è la chiesa della Madonna del Calcinaio a Cortona (1485). Nel 1486 Francesco realizzò il palazzo Comunale di Jesi, collaborò a quello di Ancona e al palazzo Ducale di Gubbio. Nel 1487, per conto della Repubblica di Siena, portò a termine la rocca di Porto Ercole ed eseguì numerose fortificazioni in tutto l’Argentario. Nel 1490 fu richiesto a Milano dal duca Gian Galeazzo Sforza, dove dette preziosi consigli per la costruzione del Duomo, e soprattutto riuscì a trovare il sistema più idoneo per voltarne la copertura, incarico fino ad allora fallito dai migliori architetti. A Milano conobbe Leonardo da Vinci, con cui confrontò le conoscenze e mise a punto nuovo idee in tema di ingegneria militare e civile. Ha lasciato un prezioso trattato di architettura. Francesco morì nel novembre 1501, confortato dall’amicizia personale di Pandolfo Petrucci.

Senio Ghibellini

 
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