Segni evidenti di un'incipiente miseria (nera) PDF Stampa E-mail
Venerdì 30 Novembre 2012 14:55

Non c’era bisogno di aspettare il responso di Moody’s per capire in che condizioni è stato ridotto il Comune di Siena. I senesi più avveduti lo avevano già capito semplicemente guardando per terra. Le lastre del centro storico sono in condizioni pietose. Nei lunghi anni di vacche grasse, le ingenti risorse sono state disperse in mille inutili rivoli, buoni magari per alimentare il grande circo del consenso, ma non certo, per esempio, per curare le lastre, che scassate già lo erano, e che si sono scassate sempre di più, in assenza di adeguata manutenzione.

 

 

Le foto 1 e 2 ritraggono due particolari in piazza dell’Abbadia, uno dei luoghi emblematici del centro, da questo punto di vista, ma non certo il solo. Qualche tempo fa, con gli ultimi spiccioli raccattati grattando il fondo del barile, sono state sostituite alcune, ma solo alcune si badi, delle lastre più malmesse nella piazza e nell’attigua ripida via che porta in Vallerozzi. Però, ecco la grande novità: le lastre stesse non sono state scalpellate, come si usava fare al tempo dei podestà fascisti e pure al tempo dei sindaci comunisti e socialisti.

 

 

Al tempo dei sindaci piddini le lastre, come mostrano le foto 3 e 4,  sono state lasciate “al naturale”, lisce, senza scalpellatura, che ne aumenti l’attrito e quindi la sicurezza, soprattutto per i pedoni. E così, specie quando piove, la lastre lisce sono delle autentiche saponette, scivolosissime, una trappola soprattutto per le persone anziane, quindi evitate accuratamente di poggiarvi il piede!

 

 

Tuttavia, in quella Siena che fu la città proporzionalmente più ricca d’Europa, le lastre lisce sono già da considerare un lusso. Infatti, in molti altri punti del centro storico si è pensato bene di sostituire le vecchie lastre in pietra serena con qualche mestolata di volgare catrame, come mostrano le foto 5 e 6, scattate nella centralissima via Montanini.

 

 

E al di là del deleterio aspetto estetico, al di là delle oscene toppe che si sono create, il catrame non può reggere a lungo, e infatti si rovina alla svelta, creando nuove pericolose buche.

 

 

Tranquilli concittadini, il peggio deve ancora venire, e ve lo dice uno che è ottimista impenitente. Prossimamente, e questo chiunque vinca le prossime elezioni comunali, la manutenzione delle lastre sarà quasi senz’altro ancora peggiore, perché il nuovo sindaco non troverà un soldo bucato da spendere.

 

 

Proprio così, quel Comune di Siena che prometteva nuovi stadi e metropolitane leggere (peraltro senza averne i mezzi neanche ai tempi delle vacche grassissime), ora si ritrova senza il becco di un quattrino. Senesi, cercate di non fare buche per terra. Perché prima di ricoprirle passerà del tempo. Molto tempo.

Vedochiaro

 
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