Ecco le "trappole" del parcheggio (a pagamento) del Pallone PDF Stampa E-mail
Sabato 25 Agosto 2012 14:18

Su questo www abbiamo già parlato più volte del parcheggio a pagamento del Pallone-Lizza-Fortezza, un parcheggio dalle tariffe troppo care, ed infatti molto spesso vuoto. Parliamo ora di come tale parcheggio è organizzato. Il discorso non riguarda tanto i senesi, che il parcheggio del Pallone lo conoscono, ed infatti lo evitano, quanto i turisti, che ne sono i principali fruitori, e che sono presi in una rete di “trappole”, tese magari involontariamente, ma questo non può certo costituire una giustificazione. Dunque, senza pretesa di completezza, vediamo almeno alcune di queste lacune organizzative, che abbiamo definito “trappole”, mettendosi nei panni di un turista che arriva a Siena in auto e facendo idealmente il percorso insieme a lui.

 

 

Trappola numero 1. La maggioranza dei turisti in automobile proviene dal nord, arriva a porta Camollia, prosegue per via Biagio di Montluc, poi via Diaz, in cima alla quale trova un cartello che indica due parcheggi, Stadio e Fortezza, senza chiara indicazione del fatto che essi sono a pagamento.

 

 

Trappola numero 2. Chi svolta a sinistra e prende via della Vecchia, praticamente, è già in trappola, perché la via è a senso unico, e a quel punto l’automobilista può dirigersi solo alle sbarre di ingresso del parcheggio a pagamento. Se il guidatore è particolarmente sveglio, ma deve avere occhio di lince e riflessi della scimmia, forse riuscirà a leggere il cartello, posto a notevole altezza e in posizione defilata, che comincia a dare la brutta notizia che il parcheggio prevede la salata tariffa di euro 1,70 per ogni ora o frazione. Attenzione, dunque, a non lasciare l'auto parcheggiata magari per un'ora e un minuto... E si noti che non si troveranno altre indicazioni delle tariffe nell’ampia area di sosta.

 

 

Trappola numero 3. Procedendo verso le sbarre di ingresso, il guidatore potrà leggere, sempre alla velocità della luce, un cartello che lo avvisa che avrà appena 15 minuti di tempo per ritirare la vettura, una volta pagato il biglietto alla cassa automatica. Si noti che il guidatore stesso ancora non sa dove è ubicata la cassa automatica, ma deve stare attento, o avere fortuna, perché se parcheggerà l’auto in uno dei punti più distanti dalla cassa, dovrà muovere in fretta le gambe, una volta pagato. E nel caso di persone anziane, o claudicanti, la cosa non è sempre tanto semplice. Inoltre, il cartello non dice che cosa succederà se si lascerà scadere il termine fatidico senza ritirare la vettura: non si alzeranno le sbarre di uscita? E in tal caso, cosa deve fare il malcapitato? Non si sa.

 

 

Trappola numero 4. Sotto il ponte della vecchia, accanto alle sbarre di ingresso, è collocato un cartello che solo chi avesse fatto un corso di lettura veloce potrebbe forse leggere, nel brevissimo tempo prima che la sbarra si alzi. Eppure il cartello è importante, perché informa che l’uscita è gratuita per i disabili con contrassegno. E poi, con una scritta piccolissima, e quindi ben difficilmente leggibile nei pochi attimi a disposizione, si specifica che, per godere della gratuità, bisogna citofonare presso la cassa automatica o presso le colonne di uscita. Il risultato è che anche i disabili, pur avendo diritto alla gratuità, nella maggioranza dei casi pagheranno il biglietto.

 

 

Trappola numero 5. Presi ormai nell’ingranaggio, una volta superato il ponte della Vecchia, gli automobilisti, se per caso si voltassero, vedrebbero un bel cartello di divieto di circolazione alla base del ponte, che significa che indietro non si può tornare, che si è già dentro l’area a pagamento, che bisogna rassegnarsi a pagare la salata tariffa e sperare di districarsi nella complicata segnaletica per capire come funziona il pagamento stesso.

 

 

Trappola numero 6. Al momento di ritirare la vettura, l’automobilista, una volta individuata la cassa automatica, presso la cannellina della Lizza, sul dispositivo per effettuare il pagamento non troverà le indicazioni che più gli servono per capire cosa succede e come muoversi, e cioè la misura della tariffa e, nel caso che abbia il contrassegno dei disabili, la possibilità di non pagare. Troverà solo l’informazione di non superare i 15 minuti per ritirare l’auto.

 

 

Trappola numero 7. Sembrando impossibile che ad una cassa automatica non sia indicata la tariffa per la sosta, Vedochiaro si è messo a scrutare per bene la parete a vetro attigua al totem per il pagamento. Ed ecco scoperta la beffa più raffinata: in un foglietto con scrittura microscopica sono riportate le tariffe ma, ecco il capolavoro, quella che più interessa, cioè quella ordinaria di 1 euro e 70 centesimi per ogni ora o frazione, rimane nascosta dietro alla piega del foglio accartocciato. Un’autentica perla, veramente da sottolineare!

 

 

Trappola numero 8. L’avventura sta per finire, ed il malcapitato automobilista turista arriva finalmente ad una colonnetta di uscita. Scordatevi di trovarvi indicazioni utili a capire come muoversi, per esempio, per un disabile. L’unica spiegazione riguarda i possessori della carta mini-pay, cioè, si presume, i rari utenti senesi, che hanno diritto a tariffa agevolata, a patto di avere credito sufficiente nella carta. Altrimenti, avverte minacciosamente un cartello posto sul totem, verrà applicata la tariffa intera. Per ogni altro problema, nessuna spiegazione. C’è solo l’indicazione di un bottone per chiamare l’operatore. E sperare in bene.

Conclusione. Quando si dice che nella gestione della sosta a Siena è tutto da rifare, non si dice tanto per dire. E’ proprio così. A partire dal parcheggio più comodo e vicino al centro, quello del Pallone, per il quale, a parte la necessità e l’urgenza di abbassare le tariffe, basterebbe fare un giro con attenzione ed amore per apportare tutta una serie di miglioramenti organizzativi che se non altro ne innalzerebbero la qualità ed il gradimento da parte del pubblico.

Vedochiaro

 
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