Opere pubbliche, stop alle scaramucce fra i partiti PDF Stampa E-mail
Politica
Giovedì 09 Luglio 2020 18:56

Le iniziative per sensibilizzare lo sblocco di opere pubbliche necessarie per i cittadini e per avviare opere di rilancio del territorio rientrano nella logica di amministrare la città per il bene comune e per posizionare al centro del dibattito politico-amministrativo gli interessi della cittadinanza.

Per questo esprimiamo il nostro plauso per l'iniziativa assunta dal Sindaco De Mossi per spronare gli organi competenti a sbloccare importanti lavori pubblici necessari per l'economia del territorio ed esprimiamo piena soddisfazione per il rilancio del Santa Maria della Scala attraverso i lavori confermati dal sindaco.

La crisi che stiamo affrontando per gli effetti del Covid ci impone un maggiore rigore nel gestire la cosa pubblica ed impone a chi amministra comportamenti e iniziative concrete dentro una logica di civismo costruttivo superando schemi ideologici e strumentalizzazioni partitiche.

Un'opera pubblica finalizzata al bene comune è un risultato positivo per tutta la comunità  e per le generazioni future,e non può e non deve avere colore politico e diventare terreno di scontro per le competizioni tra partiti. Il merito di una buona amministrazione è degli amministratori che hanno ottenuto il voto dei cittadini e devono rispondere sempre ai cittadini e non a logiche partitiche che nulla hanno a che vedere con le dialettiche di una moderna amministrazione di una città.

Gruppo Consiliare VOLTIAMO PAGINA

 
Ora basta, in Italia torni la libertà di culto PDF Stampa E-mail
Politica
Lunedì 27 Aprile 2020 12:04

La decisione del Governo di non consentire la celebrazione delle Messe è incomprensibile e sbagliata. Si potevano e si dovevano adottare limitazioni negli accessi alle chiese e altri accorgimenti sulla base della emergenza sanitaria ma non eludere ancora una volta la richiesta dei Vescovi italiani e dei fedeli, senza dimenticare i giusti richiami di Papa Francesco "E questa non è la Chiesa: questa è la Chiesa di una situazione difficile, che il Signore permette, ma l'ideale della Chiesa è sempre con il popolo e con i sacramenti. Sempre". Bisogna prendere atto amaramente che per il Presidente del Consiglio e per il Comitato tecnico scientifico si può sospendere sine die un valore riconosciuto e tutelato dalla  Costituzione come la libertà di culto. In Italia si può andare con qualche limitazione nei supermercati ma non si può in nessun modo assistere alle messe e se qualche sacerdote fa partecipare un pugno di fedeli possono intervenire le forze dell'ordine.

La Presidenza Regionale del MCL Toscana

 
Mps: responsabilità storiche chiare, no al giustificazionismo PDF Stampa E-mail
Politica
Lunedì 20 Aprile 2020 18:33

Abbiamo appreso dalla stampa delle dichiarazioni in merito ai fatti che hanno minato la solidità della Banca MPS e che additano le responsabilità ad una “crisi di tutto il sistema bancario”, omologandola a quella industriale degli anni ’70, cosa che non può far altro che lasciarci stupiti!

Noi, riconosciamo nella storia una grande oggettività ed i fatti realmente accaduti parlano chiaramente delle responsabilità a carico dell’allora PD, partito egemone che da 70 anni governava la città, dei suoi amministratori designati nel tempo e dei suoi alleati.
E’ sotto gli occhi di tutti come una gestione politica inadeguata della Banca e della sua Fondazione, abbia portato le due istituzioni finanziarie ad una crisi economica senza pari, con il rischio di mettere a repentaglio la continuazione degli obiettivi statutari di entrambi gli Enti.
Poi, la crisi sistemica ha dato la “mano di coppale” a una situazione già di per sé compromessa.
Quindi, non si possono negare le responsabilità del “PARTITO” e di coloro che hanno effettuato, attuato e sostenuto tutte le scelte più disastrose per la Banca e per il futuro del territorio senese!
Ci auguriamo che le dichiarazioni apprese vengano chiarite, poiché le parole hanno un peso e un significato anche per non contraddire le posizioni prese nel tempo.
Comunque, la nostra posizione rimane coerente con il disapprovare le scelte politiche che sono poi risultate dannose per la Fondazione MPS -azionista di maggioranza- e per la Banca MPS, perpetrate dai nominati ai vertici delle due Istituzioni e comunque dai componenti nominati nei vari Consigli d’Amministrazione.
Carlo Marsiglietti (Voltiamo Pagina)

Federico Minghi (Voltiamo Pagina)

Laura Sabatini (Gruppo Misto)

Pietro Staderini (Sena Civitas)
 
Consiglio comunale possibile, ma con prudenza PDF Stampa E-mail
Politica
Mercoledì 01 Aprile 2020 12:10

 
Un fondo di garanzia per salvare l’occupazione PDF Stampa E-mail
Politica
Mercoledì 11 Marzo 2020 15:17

I Consiglieri comunali firmatari ritengono che il Comune di Siena, per far fronte all’emergenza sanitaria Covid-19, le cui ripercussioni, oltre che sulla salute delle persone, si riflettono e si rifletteranno sull’economia e in particolare sui piccoli esercizi commerciali appartenenti a qualsiasi settore, ivi compresi i professionisti, chiedono al Comune di Siena di farsi promotore, insieme alle altre istituzioni senesi come la Finanziaria Senese di Sviluppo, il Microcredito di Solidarietà e la Fondazione MPS, di un tavolo con tutti gli istituti di credito operanti sul territorio, per promuovere un immediato intervento finalizzato al supporto delle aziende, a partire dalla concessione di crediti volti a garantire la tenuta aziendale e soprattutto i livelli occupazionali. In definitiva, è urgente promuovere un'azione di supporto economico per l'economia e per la tutela del lavoro.

Potremmo ipotizzare un fondo di circa 5 milioni di euro da reperire nelle pieghe del bilancio comunale, nelle economie della Fises, del Microcredito e della Fondazione Mps, a supporto dei finanziamenti richiesti dalle piccole imprese nel territorio del comune.

Il Fondo potrebbe intervenire garantendo direttamente l’operazione di sostegno all’economia locale,  magari prevedendo, se possibile, interventi agevolati da parte degli istituti di credito.

Potremmo studiare un intervento, che preveda una garanzia di 20 mila euro per ogni dipendente a favore delle piccole aziende che eviteranno licenziamenti.

Ciò tutelerebbe circa 250 posti di lavoro con relativi vantaggi per altrettante famiglie.

In un momento così delicato per la nostra città e l’economia delle piccole imprese, già in sofferenza da anni, con questa ulteriore emergenza potrebbe non bastare ritardare i pagamenti, ma a nostro parere è fondamentale un’iniezione di liquidità per poter far fronte al pagamento dei dipendenti e dimostrare la vicinanza fattiva da parte del loro Comune. La nostra vuole essere una proposta politica propositiva, che dovrà poi essere sviluppata tecnicamente dagli uffici competenti e preposti.

Federico Minghi (Voltiamo Pagina)

Carlo Marsiglietti (Voltiamo Pagina)

Tommaso Bartalini (Voltiamo Pagina)

Laura Sabatini (Gruppo Misto)

Pietro Staderini (Sena Civitas)

 
Voltiamo pagina rivendica l'azione politica su San Miniato PDF Stampa E-mail
Politica
Lunedì 23 Marzo 2020 14:16

In questo momento la città si trova ad affrontare un’emergenza senza precedenti, quella del Coronavirus, tra ordinanze, divieti e DPCM.

Sopraffatti dalla paura per la pandemia e preoccupati per il futuro economico delle nostre imprese, vogliamo comunicare la nostra vicinanza alla cittadinanza e condividere un impegno concreto portato a termine sperando sia il primo dei tanti di cui la nostra amata città, proprio in un momento come questo, ha bisogno.

E’ con soddisfazione, infatti, che il Gruppo Consilare Voltiamo Pagina comunica che gli incontri fatti nei quartieri hanno iniziato a portare risultati concreti.

In data 8.7.2019 avevamo tenuto in Piazza della Costituzione un incontro con i cittadini ed i residenti del quartiere di San Miniato per recepire problemi e proposte che abbiamo tradotto tempestivamente in una interrogazione al Sindaco nel consiglio del 30.9.2019, invitando a partecipare anche la cittadinanza interessata. In tale occasione il Vice Sindaco Andrea Corsi, condividendo la proposta, si assunse l’impegno concreto rispondendo punto per punto favorevolmente ed oggi si è concretizzata la nostra richiesta di apportare miglioramenti ad un quartiere come quello di San Miniato, per troppi anni dimenticato.

 

 

Avevamo intitolato il nostro tour nei quartieri di San Miniato, Cerchiaia, le Taverne e Isola d’Arbia, “Vecchi Problemi Nuove Soluzioni” e così è stato.

La giunta infatti ha varato il progetto per la riqualificazione di Piazza della Costituzione a San Miniato, una delle grandi incompiute dell’urbanistica senese dell’ultimo ventennio, per farla diventare un vero luogo di aggregazione e di socializzazione dei cittadini, socializzazione della quale tanto avremo bisogno dopo questo periodo di isolamento. Verrà investita una somma stimata di 2 milioni e 780 mila euro, partendo dal rifacimento della copertura dell’auditorium, impianti di videosorveglianza, nuovi arredi ed impianti di illuminazione, un’area verde attrezzata davanti all’anfiteatro e l’inserimento di strutture ombreggianti, interventi richiesti dai cittadini nell’incontro con il nostro gruppo consiliare.

E’ importante in un momento come questo, far sentire la nostra vicinanza ai cittadini, la volontà di continuare a svolgere con sempre maggior vigore il nostro ruolo di Consiglieri tra la gente, nei quartieri, ascoltando problemi e proposte, cercando di dare voce alle necessità, rappresentando le esigenze, sempre a disposizione per riportare Siena a risplendere.

Gruppo Consiliare Voltiamo Pagina

 
Il dramma di quegli italiani, esuli e maltrattati PDF Stampa E-mail
Eventi
Lunedì 17 Febbraio 2020 20:28

In occasione dell’incontro pubblico sul tema “I martiri delle foibe e l’esodo degli italiani giuliano-dalmati”, il presidente del consiglio comunale, Marco Falorni, ha pronunciato il seguente intervento.

 

“Oggi parliamo, e giustamente, del dramma terribile delle foibe. Ma non dobbiamo dimenticare l’altro fenomeno drammatico di quegli anni: l’esodo dei 350 mila giuliano dalmati verso l’Italia. Esodo che fu certamente indotto dal terrore instaurato dai comunisti titini e dalle stesse notizie che giungevano sulle foibe.
Si fa presto a dire che tanti italiani lasciarono l’Istria e la Dalmazia per raggiungere il territorio italiano. Proviamo a metterci nei panni di quelle persone, di quelle famiglie che spesso avevano già da piangere per qualche lutto di guerra, per qualche loro congiunto morto in combattimento, sotto i bombardamenti, nelle fucilazioni sommarie o proprio perché gettato in quelle infernali cavità carsiche. Quelli che rimanevano, spinti dal terrore e dalle vessazioni, presero la via dell’esilio, lasciando in quelle terre tutto: i loro beni, mobili e immobili, spesso i loro affetti, perfino i loro morti nei cimiteri, i loro ricordi, il loro lavoro, le loro case. Pensiamo a cosa doveva provare un padre o una madre nel chiudere per l’ultima volta la porta di casa, sapendo di non poterla vedere mai più, certo tanti avranno lasciato la porta aperta, ben sapendo che la sera stessa quelle pareti sarebbero state abitate da altre persone, ignare e indifferenti alla vita che in quelle stanze si era svolta. E poi partire, con le valigie di cartone, ammassati su miseri carretti, o a piedi, o tirandosi dietro poveri muli sovraccarichi di povere cose. Ma almeno questi sfortunati italiani avevano una speranza: quella di essere accolti in patria con spirito fraterno dai loro connazionali. Quale amara delusione li attendeva.

 

 

Ovunque essi furono accolti con insulti, sputi, emarginazione, quando non percosse, il tutto nella indifferenza generale, mentre i pochi compatrioti che li aiutavano, lo facevano in silenzio, chiedendo loro di tacere, e di tacere soprattutto sui ricordi tragici che si portavano dietro. E questo per decenni. Quanti di questi esuli sono morti senza neppure poter sfogare la loro amarezza e ricevere solidarietà.
L’episodio simbolo di questa barbara accoglienza lo si ebbe il 18 febbraio 1947 alla stazione ferroviaria di Bologna, quando un treno stracarico di esuli affamati subì la violenza cieca dell’ideologia politica. I sindacati dei ferrovieri ed attivisti comunisti impedirono che fossero distribuiti gli alimenti preparati dalla Croce Rossa e dalla Pontificia Opera di Assistenza, alcuni militanti arrivarono a versare sui binari il latte destinato ai bambini istriani, che rischiavano la disidratazione. Ammesso, ma assolutamente non concesso, che ci fosse qualche adulto fra gli esuli con qualcosa da farsi perdonare, che colpa ne avevano quei bambini? A quale ferocia può arrivare l’odio di parte?

Quel treno, che fu detto della vergogna, fu alfine fatto ripartire e poté fermarsi a Parma, dove le camionette dell’esercito avevano trasportato i cibi, e quegli esuli disgraziati poterono finalmente ricevere un pasto caldo.

Sessanta anni dopo, nel 2007, il Comune di Bologna fece apporre una lapide commemorativa, per non dimenticare quel treno e quel giorno della vergogna.

Speriamo oggi di poter contribuire a riconciliare, a rasserenare gli animi, a metabolizzare la lezione della storia perché simili tragedie non si ripetano mai più, e speriamo che il popolo italiano sappia costruire insieme una pace sociale duratura, sappia essere davvero, con l’aiuto di Dio, “un” solo popolo, e non un insieme di fazioni in lotta fra loro”.

Marco Falorni

 
Consigli di area: la maggioranza si fermi, finché è in tempo PDF Stampa E-mail
Politica
Lunedì 27 Gennaio 2020 14:27

Abbiamo notato che nel prossimo consiglio comunale è prevista una proposta di delibera per la istituzione dei consigli di area e, con spirito assolutamente costruttivo, avanziamo pubblicamente alcune perplessità.

Intanto non si vede la necessità di replicare l’esperienza di uno strumento in tutto omologo alle vecchie consulte territoriali che, come scritto nella stessa proposta di delibera, non hanno inciso al servizio dei cittadini.

Sul piano della legittimità, la delibera, come già affermato in passato in varie sedi da alcuni dei sottoscritti consiglieri, potrebbe configurarsi come un aggiramento surrettizio delle norme di legge che hanno abolito le circoscrizioni nei centri delle dimensioni di Siena.

Inoltre, risulta difficile sostenere, come scritto in delibera, che i consigli di area debbano funzionare senza nessun costo aggiuntivo per il Comune, visto che almeno le sedi e le bollette delle utenze un costo ce l’avranno pure.

Sul piano della opportunità politica, si deve notare che i consigli di area non erano previsti, e non per caso, nel programma elettorale poi votato in consiglio comunale, e che capoluoghi come Grosseto e Arezzo hanno deciso di farne a meno.

Per favorire la partecipazione popolare, a nostro giudizio, meglio puntare su assemblee di quartiere da svolgere periodicamente con il sindaco e la giunta e con i gruppi consiliari.

L’unica nota positiva la ravvisiamo nell’articolo 28 del regolamento allegato, nel quale si precisa che i consigli di area sarebbero soggetti ad una fase sperimentale, e quindi a verifica già al termine del primo anno.

Quanto sopra, nella speranza di aver portato un contributo di riflessione utile per l’amministrazione e per la maggioranza consiliare.

 

Consiglieri comunali Federico Minghi

Carlo Marsiglietti

Tommaso Bartalini

Marco Falorni

Laura Sabatini

Pietro Staderini

 
Quando la pagina è voltata all’indietro PDF Stampa E-mail
Politica
Mercoledì 30 Ottobre 2019 14:36

Riceviamo e pubblichiamo.

Con questo nuovo assetto di giunta si perde ancora di più il contatto con i cittadini, soprattutto con quel mondo civico e con l'elettorato che hanno sostenuto l'Avv. Luigi De Mossi fin dalla presentazione della lista  alla Fortezza Medicea. Avevamo promesso di "Voltare Pagina" cambiando nomi e metodi ma prendiamo atto che siamo ancora lontani dal riuscirci. Dopo aver fatto una serie di nomine molto discutibili, ora si premia chi per mesi ha sparato addosso alla giunta definendola un "comitato organizzatore di feste" e spostando deleghe verso assessori che rappresentano solo se stessi o al massimo un singolo consigliere comunale. Non comprendiamo i metodi ed i tempi con i quali è stato portato avanti questo rimpasto, ma leggiamo con chiarezza la volontà di qualcuno di provare a chiudere l'esperienza di "Voltiamo Pagina" e rinnegare l'area civica che ha permesso la vittoria elettorale.

Federico Minghi e Carlo Marsiglietti

Consiglieri Comunali Voltiamo Pagina

 
© 2008 impegnopersiena