Per creare lavoro a Siena bisogna sviluppare i nuovi settori di attività PDF Stampa E-mail
Politica
Mercoledì 15 Gennaio 2020 15:19

Ecco il mio intervento in Consiglio Comunale sul mondo del lavoro.

“La nostra riflessione sul mondo del lavoro arriva in momento particolare per la nostra città. Esaurita la spinta della vocazione bancocentrica dobbiamo lavorare per ricostruire una nuova mentalità e un’identità intorno alla quale riconnettere le varie articolazioni della città e del territorio per un rilancio virtuoso dell'economia.

I dati ci disegnano un quadro a macchia di leopardo, perché se da una parte la diminuzione delle imprese nel senese è dello 0,7%, quindi minima anche rispetto al resto del paese, dall’altra sicuramente le piccole e micro imprese del nostro territorio non hanno più i fatturati ed utili degli ultimi anni anche perchè si è innescato il meccanismo di "tentare l’impresa" ma questo ha saturato il mercato e la richiesta soprattutto nei settori del commercio e della somministrazione. Infatti abbiamo un tasso del 17,7% di imprenditorialità della popolazione, per il 94,5% di microimprese da 0 a 10 addetti. Fortunatamente abbiamo livelli occupazionali in crescita con oltre tremila addetti in più ed un tasso di disoccupazione che oggi scende al 7,5% rispetto al 9,4% del 2017 ma di contro abbiamo il 78% dei contratti a tempo determinato che non danno le adeguate tutele e garanzie per un futuro.
Le aziende che vivono meglio questo momento di crisi sono quelle che lavorano con l’estero, infatti l’esport vale 1,2 miliardi di cui da solo il vino copre 500 milioni e le aziende che lavorano con il turismo con un aumento degli arrivi del 7,9% anche se diminuiscono i giorni di permanenza.
A fronte di queste percentuali, tuttavia, è necessario sottolineare che gli stipendi non sono gli stessi di qualche anno indietro, in alcuni settori si sono notevolmente abbassati e sono assolutamente inadeguati al costo della vita visto anche lo scarso potere di acquisto che abbiamo. Molte aziende non producono più gli utili di una volta e riescono a fatica a guadagnare un reddito che gli permetta di vivere e di mandare avanti l'azienda e per questo ricorrono spesso a finanziamenti con le banche innescando un circuito di indebitamento a cui è molto difficile riuscire a sopravvivere. Tutto ciò in una città come Siena che è vissuta prevalentemente di terziario non può che portare ad una grande tensione economica la cui ripresa non sarà ne facile ne così immediata.

Il futuro è sicuramente la digital economy, una assunzione su due è in questo settore e il 33% delle aziende dichiara di non poter assumere perché non trova nel mercato personale specializzato con profili in ambito di responsabili marketing, informatici, ingegneri, operai specializzati.

Uno scenario complesso ma con dei punti di forza da incrementare come il turismo, la green economy, il digitale, la salute e il benessere. Altra valutazione per il mondo del lavoro per Siena sono le due università, non solo come centro culturale e di formazione ma anche come opportunità lavorativa, con 1.750 addetti tra docenti e personale tecnico amministrativo, e come volano per la nostra economia con 20.000 studenti dei quali 15.000 provenienti da fuori provincia che investono nella nostra città in beni e servizi. Le Università rappresentano un fulcro fondamentale per la ricerca e l’innovazione che sono settori sempre più richiesti dal mercato. Il loro contributo è e sarà fondamentale per indirizzare gli studenti verso quei settori che richiedono le imprese oppure in quelli dove c’è veramente richiesta di mercato. Questo permetterà di avere giovani sempre più preparati e di contribuire a recuperare quel gap negativo che abbiamo accumulato negli anni.

 

 

Inoltre vorrei anche segnalare che il nostro territorio oltre all’isolamento infrastrutturale che pesa sempre di più, vive anche un ritardo ingiustificabile nella digitalizzazione delle imprese che le rende totalmente inaccessibili al mercato mondiale sotto tutti i punti di vista.

Internet ha modificato le nostre vite totalmente negli ultimi venti anni, ed i continui cambiamenti, giorno dopo giorno, ora dopo ora, stravolgono il modo di vivere e di fare impresa e quindi di lavorare. Il settore del turismo poi è stato veramente travolto da questa rivoluzione digitale che purtroppo ci ha colti impreparati tecnicamente e culturalmente ed in molti casi, invece di investire sulla formazione per restare al passo con i tempi, si è pensato di poter vivere di rendita professionale scegliendo così inevitabilmente la via del declino.

Dobbiamo dar vita ad un polo dell’innovazione, della ricerca scientifica e tecnologica legato ai brevetti nel campo delle nanotecnologie facendo scelte coraggiose e innovative che guardino al medio e lungo periodo.
Fondamentale un sostegno concreto alle start-up innovative che si dovrebbe focalizzare sulla creazione di imprese che diano risposte ai settori dove Siena è già impegnata come quello del turismo e del vino per dare alle nostre imprese quella ulteriore spinta innovativa necessaria a farle eccellere nel mondo.
Dobbiamo favorire l’internazionalizzazione e sostenere l’export, che come riportano i dati sono un elemento fondamentale per le nostre aziende, mediante lo sviluppo e la promozione di nuovi modelli organizzativi e aggregativi in grado di rendere appetibili, in termini numerici, le nostre micro-imprese spesso non in grado di produrre grandi quantitativi necessari invece per la distribuzione internazionale. In questo senso vanno promosse anche politiche di filiera per essere più competitivi nei mercati esteri.
La chiamano 'la quarta rivoluzione industriale' ed è quella che coglie le sfide di ricerca, di innovazione e digitalizzazione. Forse ancora più importante diventa l’approccio culturale nuovo da parte degli imprenditori ma anche delle professionalità all'interno delle aziende, che devono essere sempre più preparate con competenze specifiche e mirate nei vari settori; perché la sfida è globale, sia che il turista venga nel nostro territorio sia che il nostro prodotto vada a conquistare i mercati del mondo. La competizione ormai si è spostata a livello mondiale.

Il mercato del lavoro vive ovunque un momento difficile, ma noi a Siena ci troviamo di fronte a una sorta di cortocircuito favorito dalla mancanza repentina del nostro centro propulsore che era la Banca MPS. L’elevata disoccupazione giovanile, l’utilizzo del part-time e la prevalenza di contratti a termine, il diffuso sotto-inquadramento dei laureati, l’elevato grado di mismatch tra domanda e offerta, non ci permettono di guardare al futuro con serenità e di innescare quel sistema di investimento sui giovani che permetterebbe loro di costruirsi un futuro che per ora invece sembra sempre ancorato agli aiuti della famiglia e quindi con scarse prospettive.

Ma che direzione sta prendendo il mercato del lavoro? quali sono le professioni del futuro?
Dai dati emergono che le professioni richieste oggi sono: esperti di media digitali, blockchain eprivacy, specialisti di intelligenza artificiale, tecnici informatici, i digital workers coloro che creano siti web o sviluppano applicazioni, blogger, esperti di SEO, chimici, ingegneri.

Ma non solo dai dati emerge anche che a breve serviranno professioni a noi probabilmente sconosciute come

- RESPONSABILE SMALTIMENTO DATI PERSONALI

Ci sarà sempre più richiesta di specialisti che forniscano alle persone che non voglio essere rintracciate un servizio efficace di smaltimento ed eliminazione dei dati personali presenti nei vari database, elettronici o fisici.

- HIGHWAY CONTROLLER

A breve, le strade non saranno più quelle di oggi: auto a guida autonoma, droni, taxi volanti, faranno parte del traffico. Questo professionista è il nuovo vigile urbano, in pratica, ma con molte più competenze e in collaborazione con i colleghi del centro di controllo spaziale della città, monitorando alternativamente sistemi automatici di gestione dello spazio stradale e aereo per garantire che non si verifichino errori che potrebbero mettere in pericolo la vita o la proprietà.

- CYBER CITY ANALYST

Un analista di cyber city garantisce la sicurezza, la protezione e la funzionalità di una città nei suoi aspetti digitali, assicurando un flusso costante di dati e mantenendo in funzione tutte le apparecchiature tecniche.

- FINANCIAL WELLNESS COACH

E’ un po’ quello che già attualmente molte banche offrono, ‘il tuo personal banker’. Consiste in una figura professionale più evoluta, meno commerciale e più indirizzata all’educazione finanziaria del cliente, per offrirgli supporto nella comprensione di un mondo di servizi finanziari sempre più digitale e complesso e cercando di assicurargli un benessere finanziario.

- DIGITAL TAILOR

I sarti digitali andranno a casa dei clienti al dettaglio (o da loro in ufficio) per perfezionare la vestibilità e la finitura dei loro abiti ordinati tramite e-commerce.

- PERSONAL DATA BROKER

I dati sono il nuovo petrolio? Beh forse sì...! i personal data broker si occuperanno degli scambi di dati e della commercializzazione dei dati per conto dei clienti, inventandosi anche nuovi modi per farli " fruttare" bene.

Voi capite bene come cambia rapidamente il mondo del lavoro che sarà sempre più diviso in altamente specializzato o manodopera di basso livello. Certo avremo sempre bisogno di commessi, camerieri, infermieri, operai per le nostre vigne ma anche in queste professioni ci sarà una grande evoluzione e proprio per questo servirà una rivoluzione culturale.

Come sarà la Siena 4.0? come quella che abbiamo letto nella storia, connessa con il mondo! La splendida Siena che abbiamo trovato ha saputo competere con il mondo attraendo grandi artisti, scultori, architetti, letterati ed ha saputo sviluppare una grande Banca grazie al materiale umano, alla conoscenza, alla competenza, alla serietà.

Ecco per tornare grandi dobbiamo semplicemente lasciarci alle spalle una breve parentesi disastrosa dove Siena ha pensato di vivere isolata nella sua autoreferenzialità e fare quello che i nostri avi ci hanno insegnato, aprirci al mondo e cavalcare il cambiamento, attrarre le migliori menti creando le condizioni e un ambiente fertile per sviluppare progetti innovativi al servizio delle nostre eccellenze che tutto il mondo apprezza”.

Federico Minghi

 
Chi ha creato i problemi non può dare le soluzioni PDF Stampa E-mail
Politica
Venerdì 27 Dicembre 2019 17:28

Non accettiamo lezioni da chi ha fatto perdere a Siena il ruolo preminente che la città aveva fino a pochi anni fa. Ma entrando nel merito, dove erano questi guru del bilancio durante l’amministrazione Valentini? Dove era il Pd quando Valentini ha prodotto un disavanzo da oltre 13 milioni (poi ridotto grazie al lavoro della giunta De Mossi)?

Singolari anche le dichiarazioni di Piccini circa la politica recessiva che il Comune starebbe portando avanti. Come se la qualità dei servizi offerti ai cittadini fosse direttamente proporzionale alla spesa pubblica impiegata; certo con la disponibilità finanziaria che aveva l’Ente nell’era Fondazione MPS tutto era possibile, ma oggi la realtà è ben altra ed è fuori luogo azzardare paragoni. Da parte nostra facciamo presente che è la prima volta, almeno negli ultimi anni, che si presenta un bilancio di previsione entro il 31 dicembre. Ciò denota la serietà della giunta e degli uffici preposti. Le critiche per migliorare sono sempre ben accette, tuttavia chi è stato protagonista degli errori del passato oggi non può offrire soluzioni a problemi che ha creato.

Gruppo consiliare Voltiamo Pagina

 
La stampa cattolica punto di riferimento nel caos mediatico PDF Stampa E-mail
Varie
Venerdì 13 Dicembre 2019 18:11

“La stampa cattolica punto di riferimento nel caos mediatico” è stato il tema trattato in un interessante convegno promosso dal Movimento cristiano lavoratori nella propria sede regionale di Firenze. Domenico Mugnaini, direttore di Toscana Oggi, ha centrato il suo intervento sul ruolo che riveste la stampa cattolica nel mare magnum in cui si articola l’informazione nel nostro tempo. “Dobbiamo raccontare le notizie come sono” ha detto Mugnaini e “dare un tono diverso dagli altri”, ma soprattutto la cosa importante da fare è verificare sempre la veridicità delle notizie e, ai tempi delle fake news, sappiamo quanto sia importante raccontare notizie vere. Il lettore del giornale cattolico deve sapere di trovare notizie certe sul giornale, perché quello è il “suo giornale” e quindi deve essere un punto di riferimento e una sicurezza. “A Toscana Oggi ho trovato tanti colleghi bravi - ha sottolineato Mugnaini - ricevo tante lettere di lettori e da queste vedo che c’è tanto bisogno di confrontarsi, ma lo sguardo deve rivolgersi anche e soprattutto al mondo dei giovani”. E’ necessario confrontarsi con il mondo digitale, appena aperta la pagina Instagram di Toscana Oggi ci sono stati subito moltissimi contatti, da qui l’apertura al mondo giovanile, che ha voglia di partecipare alla vita politica, ma bisogna avere il coraggio di prendere posizione. Indubbiamente prendere posizione vuol dire anche non piacere a tutti, e su questo la stampa cattolica deve portare avanti i princìpi della dottrina sociale cristiana con coraggio. Nell’era digitale la carta stampata deve offrire quel “qualcosa in più” che fa la differenza, seguendo questa linea, anche i giovani, almeno quelli più intelligenti, sapranno discernere ed apprezzare la qualità della notizia.

 

 

Al convegno è intervenuto Paolo Viana, che ha portato l’esperienza di Avvenire, l’unico giornale italiano che negli ultimi anni non ha perso lettori, proprio perché ha sempre tenuto alta la qualità dell’informazione, raccontando le cose dal punto di vista dei cattolici, mantenendo autorevolezza in linea con il magistero del papa. Antonio Lovascio, direttore dell’Ufficio diocesano delle comunicazioni sociali di Firenze, ha ringraziato il Movimento cristiano lavoratori per l’impegno a sostegno della stampa cattolica in questo momento di crisi a causa dei social. “I nostri giornali hanno un ruolo importantissimo - ha detto Lovascio - e se Avvenire ha lo stesso numero di copie del 1968, vuol dire che c’è autorevolezza nei contenuti e nelle notizie riportate”. Massimo Lucchesi, già presidente dell’Ordine regionale dei giornalisti e giornalista Rai, ha parlato sulla deontologia, mentre Diva Gonfiantini ha portato i saluti del Movimento cristiano lavoratori. Dagli interventi dei relatori è emerso che la stampa cattolica ha un ruolo di guida e di riferimento per i cattolici e non solo in un mondo come il nostro caratterizzato sempre di più dai social, che grazie alla tecnologia, permettono di essere informati in tempo reale di ciò che accade; ma proprio per la velocità con cui operano, spesso propongono notizie non verificate e quindi possono trarre in inganno il lettore.

Franca Piccini

 
No alla pena di morte, Caterina anticipò alla grande Pietro Leopoldo PDF Stampa E-mail
Croce del Travaglio
Giovedì 28 Novembre 2019 18:31

Ecco il testo dell'intervento pronunciato, durante il consiglio comunale del 28 novembre 2019, dal presidente Marco Falorni.

"Questo consiglio comunale si svolge in prossimità del 30 novembre cioè della Festa della Toscana. Fra l’altro, va ricordato che nel 2020 si celebrerà il cinquantennale della costituzione della Regione Toscana.

Quest’anno il tema della festa è “Dal Rinascimento al Granducato al cinquantennale della costituzione della Regione Toscana”. Questo ci ricorda un periodo storico lungo e ricco di avvenimenti e significati, anche per la nostra Siena. Solo a titolo di curiosità, voglio ricordare che proprio nella nostra città, nell’archivio storico dell’Università, è conservata l’unica bandiera italiana che, su un lato, riporta lo stemma granducale degli Absburgo Lorena. Era la bandiera che doveva accompagnare il corpo di spedizione dei volontari universitari senesi che si batté eroicamente a Curtatone. La bandiera rimase invece a Siena e, attraverso una vicenda complicata e fortunosa, è arrivata fino a noi.

 

 

Voi sapete, colleghi, che la Toscana celebra annualmente la propria festa il 30 novembre, perché in questo giorno del 1786, il granduca Pietro Leopoldo di Lorena, primo al mondo fra i capi di stato, decise l’abolizione della pena di morte.

Ebbene, noi senesi a buon diritto possiamo vantare di aver messo un seme contro la pena di morte, in tempi davvero estremamente precoci. E chi, se non la nostra più grande concittadina di sempre, Santa Caterina, poteva farlo?

Dunque, Caterina, nella sua Lettera 170 scritta a Piero marchese del Monte, magistrato e podestà di Siena, volle riferirsi al caso di un giovane che era penetrato in un convento di monache benedettine, minacciando di dare fuoco all’edificio se le stesse non lo avessero compiaciuto, compiendo così un reato che, a quei tempi, siamo in pieno Trecento, era senz’altro perseguibile con la condanna a morte.

Caterina scriveva al magistrato “vi prego e vi costringo che voi ci poniate quel rimedio che vi pare, e più convenevole; sì che si ponga rimedio a tanta abominazione”.

Ma la mantellata di Fontebranda aggiungeva: “Non vorrei, però, che egli perdesse la vita: ma d’ogni altra pena io sarei molto consolata”.

Quindi la nostra Santa diceva sì alla giusta pena per punire il reato, ma no alla pena di morte, perché della vita umana è padrone solo Colui dal quale la vita stessa viene.

E nella stessa Lettera 170 Caterina scriveva: “Siate vero giudice e signore nello stato che Dio v’ha posto; e drittamente rendiate il debito al povero, e al ricco secondo che richiede la santa Giustizia, la quale sempre sia condita con misericordia”.

Sono concetti di estrema e sempiterna attualità".

Marco Falorni

 
Voltiamo Pagina è incompatibile con Renzi e con i renziani PDF Stampa E-mail
Politica
Venerdì 15 Novembre 2019 14:31

A beneficio di chiunque fosse interessato al tema, il gruppo consiliare Voltiamo Pagina ci tiene a far sapere la propria posizione politica nei confronti del neonato movimento Italia Viva, fondato da Matteo Renzi.
Per quanto riguarda il fondatore, ci sono bastate le cose che ha fatto a suo tempo da premier, e quelle che non ha fatto a favore della città di Siena. E ci è bastato il suo tentativo di imporre una riforma pasticciata e pericolosa della costituzione, tentativo bocciato a furor di popolo dagli italiani.  E non dimentichiamo la promessa da lui fatta, e tradita, di abbandonare la politica in caso di bocciatura del citato referendum.
Per quanto riguarda Italia Viva, abbiamo ben chiaro il suo ruolo di indispensabile stampella ad un governo nazionale nefasto per gli italiani, per l'ennesima volta non votato dal popolo, ma nato da alchimie di palazzo a cui proprio Renzi ha dato un sostanzioso contributo, e non rappresentativo dell'attuale realtà sociale e politico-elettorale del paese.
Per questi motivi, Voltiamo Pagina si oppone, come più non potrebbe, a Renzi e al suo movimento, e condanna ogni eventuale connessa presenza, reale o in pectore, nell'ambito della maggioranza comunale e delle nomine in società partecipate dal Comune di Siena.
Sperando che questa posizione sia abbastanza chiara, Voltiamo Pagina può comunque ribadirla, se necessario, in tutte le sedi.

Gruppo consiliare Voltiamo Pagina

 
Quando la pagina è voltata all’indietro PDF Stampa E-mail
Politica
Mercoledì 30 Ottobre 2019 14:36

Riceviamo e pubblichiamo.

Con questo nuovo assetto di giunta si perde ancora di più il contatto con i cittadini, soprattutto con quel mondo civico e con l'elettorato che hanno sostenuto l'Avv. Luigi De Mossi fin dalla presentazione della lista  alla Fortezza Medicea. Avevamo promesso di "Voltare Pagina" cambiando nomi e metodi ma prendiamo atto che siamo ancora lontani dal riuscirci. Dopo aver fatto una serie di nomine molto discutibili, ora si premia chi per mesi ha sparato addosso alla giunta definendola un "comitato organizzatore di feste" e spostando deleghe verso assessori che rappresentano solo se stessi o al massimo un singolo consigliere comunale. Non comprendiamo i metodi ed i tempi con i quali è stato portato avanti questo rimpasto, ma leggiamo con chiarezza la volontà di qualcuno di provare a chiudere l'esperienza di "Voltiamo Pagina" e rinnegare l'area civica che ha permesso la vittoria elettorale.

Federico Minghi e Carlo Marsiglietti

Consiglieri Comunali Voltiamo Pagina

 
La droga leggera è un ricordo, e le conseguenze della cannabis “attuale” sono devastanti PDF Stampa E-mail
Varie
Sabato 19 Ottobre 2019 13:14

Non esiste più la droga cosiddetta “leggera”. Le mutazioni genetiche della cannabis che finisce sul mercato (forse l’unico ogm contro cui non si scagliano gli ecologisti) hanno una quota di principio attivo circa dieci volte superiore rispetto a pochi anni fa. Per fare un esempio, fumare la cannabis di oggi sarebbe come bere una birra non di 4 gradi di contenuto alcolico, ma di 40 gradi. Come si fa a definire leggera questa droga qui? Lo ha spiegato, in maniera chiarissima il dottor Giovanni Serpelloni, nell’incontro organizzato al Santa Maria della Scala dall’Osservatorio di bioetica di Siena. Il dottor Serpelloni ha anche dimostrato, dati alla mano, l’evidenza scientifica dei mutamenti sul cervello (e di conseguenza sul comportamento) di coloro che fanno uso anche di pochissimi “spinelli”. Le leggi possono dunque anche essere cambiate, ma la realtà medica e scientifica, ormai provata, è ben altra cosa.

 

 

Il dottor Alfredo Mantovano, magistrato, ha spiegato benissimo gli aspetti giuridici legati alla droga ed il terribile peggioramento sociale che ha provocato la riforma della legge nel 2014, che ha limitato la punibilità dei reati, con ciò facendo esplodere il fenomeno e le sue conseguenze sociali, in termini di salute, soprattutto dei giovani, e di sicurezza.

Interessanti tutti gli interventi, svoltisi alla presenza di un foltissimo pubblico, circa 300 persone, con larga rappresentanza di avvocati ed insegnanti. Manifestazione riuscitissima, complimenti agli organizzatori dell’Osservatorio di bioetica.

 
Cose da sapere & da ricordare / Una "fotografia" di Siena nel dicembre 2010 PDF Stampa E-mail
Politica
Domenica 01 Settembre 2019 13:27

Questo articolo, intitolato "I secoli per costruire la ricchezza di una città, pochi anni per distruggerla", compariva sul numero di dicembre 2010 del periodico comunale "La Balzana" ed era stato da me redatto, a nome delle liste civiche senesi (Impegno per Siena, Libera Siena, La Mongolfiera). Se il contenuto era vero, lo lascio giudicare ai lettori, almeno a quelli che all'epoca erano già adulti e sufficientemente attenti alla realtà.

Marco Falorni


 
Consiglio comunale, un anno record PDF Stampa E-mail
Politica
Venerdì 28 Giugno 2019 07:20

Presidente Marco Falorni, è passato il primo anno di attività anche per il nuovo consiglio comunale.

“Quasi. Il consiglio si è insediato il 12 luglio 2018, dunque è operativo da neppure un anno intero, ma ha già prodotto tantissimo lavoro, nelle sedici sedute consiliari svolte, che sono un buon numero”.

Parliamone.

“Intanto 75 delibere sono state approvate, tutte quelle proposte dalla giunta, ed alcune di grande importanza, 27 le mozioni discusse e ben 108 le interrogazioni effettuate, che sono tantissime. Fra queste, 102 discusse in aula, di cui 96 ordinarie e 6 con procedura di urgenza, e 6 chieste con risposta scritta. Complessivamente un ottimo risultato. Mi dispiace solo per le poche interrogazioni scritte, che fra l’altro garantiscono la risposta entro 30 giorni, ma questo dipende dai consiglieri, in particolare da quelli di minoranza, non certo dal presidente. Al momento, ancora da evadere ci sono appena 14 interrogazioni e 5 mozioni, pochissime”.

Facciamo un cenno alle commissioni consiliari.

“Certo, queste importanti articolazioni del consiglio si sono riunite complessivamente 88 volte, di cui 44 nell’anno 2018 e finora 44 anche nell’anno 2019. Un bel numero, e per alcune il grosso del lavoro dovrà venire più avanti, fra l’altro con la revisione del regolamento del consiglio comunale e dello statuto comunale”.

 

 

Le delibere che ricorderà più volentieri?

“Per esempio nel 2018 quella sul Palio straordinario, che non è cosa da tutte le consiliature, e poi nel 2019 il conferimento della cittadinanza onoraria al reggimento paracadutisti Folgore, da oltre 40 anni a Siena, a suggello di una lunga amicizia e collaborazione con la nostra città”.

E le delibere più dolorose?

“Quelle per il riconoscimento dei debiti fuori bilancio e del corposo extra deficit, complessivamente circa 15 milioni di euro di imprevisto passivo, non gradita eredità della vecchia amministrazione”.

Che giudizio si è fatto del nuovo consiglio comunale?

“Nella maggioranza c’è un tasso di novità eccezionale, sono quasi tutti esordienti. E questo porta entusiasmo, ma anche iniziale inesperienza, perché il ruolo del consigliere non è semplice, se lo si vuole esercitare con piena consapevolezza e responsabilità e con competenza. Nel corso di questo anno, per fortuna, ho visto crescere molto il livello dei consiglieri di maggioranza, e questo è di grande conforto per il prosieguo del mandato”.

E sul fronte della minoranza?

“In questo caso il livello di esperienza è ben maggiore, basti pensare che ci sono addirittura tre consiglieri che hanno svolto il ruolo di sindaco, uno a Siena, uno a Siena e Monteriggioni, uno a Sovicille. Anche per questo dalla minoranza mi aspetto una forte collaborazione al funzionamento dell’organo consiliare, nell’ottica di perseguire il bene della nostra città. Collaborazione che a tratti c’è stata, ma che può migliorare”.

Da più parti si vorrebbe una programmazione delle sedute consiliari.

“Tale programmazione, che per inciso non è prevista da alcuna norma, in passato è stata fatta, ma ben poco rispettata. Sicuramente, però, una attendibile programmazione semestrale delle sedute consiliari aiuterebbe molto, non solo la minoranza, ma anche la maggioranza e soprattutto l’amministrazione, e inoltre migliorerebbe la qualità della vita del presidente. Sembra facile, ma non lo è, per un complesso di problemi e scadenze legate all’attività amministrativa. Tuttavia sono fiducioso, con l’aiuto del bravissimo segretario generale, di riuscire a fornire anche questa programmazione”.

Un obiettivo da realizzare?

“Coinvolgere di più i cittadini senesi nella conoscenza e nelle attività del consiglio comunale. Questo starà anche ai singoli gruppi consiliari che, dopo il necessario periodo di rodaggio, ritengo che sapranno cominciare a muoversi bene pure in tal senso, in piena autonomia”.

 
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