Conferita la cittadinanza onoraria al 186° reggimento paracadutisti Folgore PDF Stampa E-mail
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Il Comune di Siena ha conferito, il 21 marzo2019 durante una seduta straordinaria del Consiglio Comunale con cerimonia solenne alla quale erano presenti le autorità cittadine, la cittadinanza onoraria al 186° Reggimento Paracadutisti Folgore. La consegna per le mani del Sindaco Luigi De Mossi al Colonnello Michele Fraterrigo. Un omaggio all’unità militare che da oltre 40 anni è di stanza nella caserma “Bandini” della nostra città,  incentrato sul valore e il merito dimostrato dai paracadutisti in tempo di guerra e di pace.

“La Folgore vanta nella sua storia gloriosa - ha ricordato il presidente del Consiglio Comunale Marco Falorni - una lunga serie di episodi e di atti di eroismo, e anche, in tempi a noi relativamente vicini e fino all’attualità, tante importanti missioni di pace in diversi paesi del mondo, tutte aree molto difficili, dove il lavoro dei nostri militari è stato sempre particolarmente apprezzato. Tutti i paracadutisti della Folgore maturano così preziose esperienze, che, al loro ritorno in Patria, possono essere messe a frutto e arricchiscono ulteriormente l’Italia e la nostra Siena”. Ed è proprio per questo costante impegno che è nata la volontà, da parte dell’Amministrazione, di consegnare la cittadinanza onoraria all’unità militare dei paracadutisti.

 

 

“Questa città è particolarmente grata ai paracadutisti per la loro lunga e proficua permanenza nella nostra comunità - ha sottolineato il Presidente - che li ha visti spesso operare in sinergia, in tante iniziative, con il Comune e con altri enti e istituzioni senesi. Piace sottolineare, per esempio, quanto sia importante la collaborazione fornita a questa amministrazione, sotto il coordinamento delle autorità preposte all'ordine pubblico, in tema di sicurezza, una esperienza tuttora in corso, molto apprezzata dai cittadini e anche dai visitatori della nostra Siena”.

“Ci tengo a ricordare che, in tema di cittadinanza onoraria - ha continuato - questa amministrazione per prima ha ritenuto di dotarsi di un apposito regolamento, contemplando anche la possibilità che la stessa sia assegnata ad enti benemeriti. Tale regolamento è stato approvato da questo consesso il 27 settembre 2018. Di lì a poco, il 30 gennaio del corrente anno, in quest’aula è stata approvata pure la decisione di assegnare, per la prima volta a un ente presente sul territorio, proprio al 186esimo Reggimento Folgore, la cittadinanza onoraria senese”. “Possiamo quindi - ha concluso Falorni - a buon diritto considerare storica la seduta consiliare di questa mattina, finalizzata a onorare i nostri paracadutisti senesi, e che gratifica pure questo consiglio comunale che tale scelta ha fortemente voluto”.

 

 

Un giorno importante e speciale anche per il colonnello Michele Fraterrigo che, ringraziando l’Amministrazione comunale, ha ricordato “quanto questo importante riconoscimento abbia sublimato il forte legame che unisce ormai da 40 anni i paracadutisti alla città di Siena. Questo legame passa attraverso la condivisione di fattori sociali, valori e ideali - ha continuato il comandante del Reggimento - in base ai quali si creano e consolidano sinergie positive per il territorio e per il Paese. Questa identità si costruisce nel tempo, operando per il bene della collettività.  Con il conferimento della cittadinanza al Reggimento viene riconosciuto  il sacrificio dei nostri paracadutisti che con encomiabile senso del dovere, onore e fedeltà alle istituzioni servono la bandiera italiana. Alcuni di loro sono caduti combattendo, altri si sono rialzati feriti ma mai domi, continuando a servire il Paese con lo stesso slancio del primo giorno. Con questo gesto oggi avete reso onore al loro sacrificio”.

“Siete a rappresentare - è intervenuto l’assessore alla sicurezza Francesco Michelotti - un’eccellenza dell’esercito italiano, un esempio da seguire per le giovani generazioni, per i valori e i comportamenti che trasmettete. La Folgore ha al primo posto il senso del dovere, il servizio, servire l’Italia, sempre tenendo presente lo spirito di corpo, l’essere comunità. Un messaggio semplice e rivoluzionario che va in controtendenza rispetto alla deriva e allo scollamento dei valori cui oggi assistiamo”.  Michelotti ha quindi ricordato le motivazioni che hanno portato al conferimento della medaglia d’oro al valor militare per la battaglia di El Alamein e da qui ha riportato alla memoria dei consiglieri, e delle autorità presenti nella sala consiliare, alcuni fra i tanti atti di coraggio di cui la Folgore è stata protagonista. Il vigliacco attentato di Kabul del 17 settembre 2009 durante il quale persero la vita giovani militari: il tenente Antonio Fortunato, il caporal maggiore Matteo Mureddu, il primo caporal maggiore Davide Ricchiuto, il sergente maggiore Roberto Valente, il primo caporal maggiore Gian Domenico Pistonami, il primo caporal maggiore Massimiliano Randino. “La storia di sei vite spezzate. La ferita di una nazione, di un corpo militare. Una ferita patita anche nella città di Siena. Dopo Nassirya è stato il giorno più doloroso per l’Italia. Oggi -  ha concluso l’assessore - Siena ricorda,  anche, e soprattutto, loro. Cittadini di Siena, servitori della patria”.

“Un momento emozionante - ha detto il sindaco Luigi De Mossi - perché quando c’è questo rispetto, questo abbraccio, reciproco, questa continuità in pace, come nelle missioni di peacekeeping, è facile comprendere il senso di questo riconoscimento da parte della città. Un momento importante, e di affetto, verso gli uomini e le donne della Folgore. La cittadinanza onoraria rappresenta e concretizza proprio questo, soprattutto per quelli che non possono più servire, o perché sono stati congedati o perché non ci sono più. È questa la cifra di Siena: città mite, che rispetta chi la rispetta come è avvenuto durante questi 40 anni di presenza della  Folgore. Questa cerimonia vuole essere un riconoscimento a tutto quello che avete fatto e che continuate a fare”.

 
Ritrovato l’incrociatore affondato, legato al ricordo di un caduto senese PDF Stampa E-mail
Cultura
Domenica 10 Marzo 2019 10:29

E’ di questi giorni la notizia che è stato trovato il relitto della nave militare “Giovanni delle bande nere”, nei fondali delle isole Eolie, vicino a Stromboli. I tre pezzi, in cui la nave si divise sono ad una profondità compresa tra 1460 e 1730 metri. La nave fu affondata il 1 aprile 1942, dal sottomarino inglese “Urge”, le perdite, secondo il Bollettino della Marina Militare, furono di 373 uomini, di cui 16 ufficiali, 57 sottoufficiali, 295 tra sottocapi e comuni e 5 militarizzati.

 

 

Questo ritrovamento ha a che fare con Siena, o meglio, con una panca che si trova nella cripta di San Domenico, esattamente l’ottava panca nella fila a sinistra dopo l’entrata. Sul legno di questa panca è inciso un nome: Barbucci Alvaro. “Il Popolo di Siena”, organo della Curia senese, dell’11 agosto 1940 a pagina 3, riporta la notizia del suo decesso e sempre dallo stesso giornale apprendiamo che era un ragazzo senese di ventisei anni, aveva frequentato l’oratorio di San Girolamo e si era arruolato in aeronautica come volontario. Imbarcato come sergente radiotelegrafista il 7 luglio del 1939 sull’ incrociatore “Giovanni delle Bande Nere”, trovò la morte, durante uno scontro aeronavale il 19 luglio 1940. In questa data l’incrociatore “Giovanni dalle Bande Nere” fu inviato nell’Egeo, insieme all’incrociatore gemello “Bartolomeo Colleoni”, ma i due incrociatori si scontrarono con l’incrociatore australiano HMAS Sydney, scortato da cinque cacciatorpediniere britanniche nella Battaglia di Capo Spada.

L’incrociatore Colleoni affondò, mentre il Bande Nere, comandato dall’ammiraglio Ferdinando Casardi, riuscì a fuggire, ma fu colpito con danni leggeri all’imbarcazione, da un proiettile da 152 mm nell’aviorimessa. Ci furono quattro feriti e quattro vittime, tra queste il senese sergente Alvaro Barbucci. Due anni più tardi, come detto all’inizio, il fatale affondamento.

I due incrociatori italiani Colleoni e Bande Nere erano soprannominati “gli incrociatori di carta”, perché costruiti in modo che fossero leggeri e veloci per sfuggire al nemico.

 

Fonti bibliografiche:

“Un eroe senese”, Il Popolo di Siena, 11 agosto 1940, Anno XLIII n. 32 pag. 2

Chi volesse visionare il filmato dell’incrociatore affondato può collegarsi ai siti www . ansa . it e www . lastampa . it.

Franca Piccini

 
Ok ad una via di Siena intitolata ai Martiri delle foibe, è un fatto storico PDF Stampa E-mail
Politica
Domenica 24 Febbraio 2019 11:42

Durante la seduta consiliare del 21 febbraio 2019, l'assemblea ha approvato la mozione sull'intitolazione di una via o piazza senese ai Martiri delle foibe, sottoscritta  da vari consiglieri comunali di maggioranza.

Si tratta di un grande passo avanti sul piano culturale, prima ancora che politico, a maggior ragione se si considera che il documento ha avuto la stragrande maggioranza dei voti (un solo voto contrario), compresi quelli del PD. Un fatto storico, indubbiamente.

 

 

Eleonora Raito, partendo dalla legge che ha istituito il Giorno del Ricordo, il 10 febbraio, una ricorrenza che “si propone di conservare e rinnovare la memoria degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo degli istriani, fiumani e dalmati, nel secondo  dopoguerra. Circa 20 mila persone persero la vita nelle cavità carsiche istriane, mentre circa 300 mila furono costrette ad abbandonare la propria terra per evitare i massacri”.  Per far conoscere alle vecchie e nuove generazioni questa triste vicenda e coltivarne la memoria, è stato chiesto l'impegno del sindaco e della giunta “a individuare una strada o una piazza da intitolare ai Martiri delle foibe”. La consigliera ha, inoltre, richiesto che venga scelto anche un luogo dove installare una targa o un cippo commemorativo a ricordo.

L’atto è stato arricchito da un emendamento a firma di Alessandro Masi (PD), con il quale si è chiesto l’impegno affinché anche il Comune assuma un ruolo attivo per programmare periodici momenti di approfondimento dei fatti e delle testimonianze della tragedia delle foibe, anche in collaborazione con le Università di Siena e le realtà culturali cittadine, promuovendo anche la visita dei luoghi di queste sofferenze.

 
Cinque senesi fra le vittime delle foibe PDF Stampa E-mail
Politica
Venerdì 15 Febbraio 2019 14:57

In occasione del consiglio comunale del 14 febbraio 2019, ecco l’intervento pronunciato in apertura dal presidente Marco Falorni.

 

 

 

“Essendo il presente consiglio, quello più vicino al 10 febbraio, Giorno del Ricordo dedicato alle vittime delle foibe e all’esodo dei giuliano-dalmati, e come ho già fatto recentemente in occasione della Giornata della Memoria, mi preme prima di tutto citare le parole usate dal nostro Presidente della Repubblica.

Celebriamo, ha detto Sergio Mattarella, “un capitolo buio della storia nazionale e internazionale, che causò lutti, sofferenza e spargimento di sangue innocente”.  “Non si trattò - ha precisato il Presidente - di una ritorsione contro i torti del fascismo, perché tra le vittime italiane di un odio, comunque intollerabile, che era insieme ideologico, etnico e sociale, vi furono molte persone che nulla avevano a che fare con i fascisti e le loro persecuzioni. Per una serie di coincidenti circostanze, interne ed esterne, sugli orrori commessi contro gli italiani istriani, dalmati e fiumani cadde una ingiustificabile cortina di silenzio, aumentando le sofferenze degli esuli, cui veniva così precluso perfino il conforto della memoria. Solo dopo la caduta del muro di Berlino, una paziente e coraggiosa opera di ricerca storiografica, non senza vani e inaccettabili tentativi di delegittimazione, ha fatto piena luce sulla tragedia delle foibe e del successivo esodo, restituendo questa pagina strappata alla storia e all’identità della nazione”. Fin qui le parole del Presidente.

In un quadro di avvenimenti ormai chiaro, ha scritto nei giorni scorsi lo storico Francesco Perfetti che non è nemmeno più un problema di perseguire una memoria condivisa, ma semplicemente è una questione di verità storica.

Voglio ricordare che, grazie alle ricerche storiche condotte dal giornalista concittadino Andrea Bianchi Sugarelli, oggi sappiamo che fra le vittime delle foibe ci furono anche cinque nostri conterranei senesi. Ecco i loro nomi: Isolina Micheli vedova Turchi, nata a Torrita di Siena nel 1887; Pompilio Paganini, nato a Piancastagnaio nel 1899; Agostino Saletti, nato ad Asciano nel 1903; Mario Fanfani, nato a Montepulciano nel 1924; tutti questi erano ferrovieri o parenti di ferrovieri; il quinto, il cui nome si è aggiunto recentemente e sul quale sono ancora in corso le ricerche di maggiori dettagli, era un militare, si chiamava Sabatino Burani, ed era nato a San Casciano dei Bagni nel 1916.

Ed ora, colleghi, per onorare la memoria di questi nostri conterranei e di tutte le vittime delle foibe, vi invito ad osservare un minuto di raccoglimento”.

Marco Falorni

Presidente Consiglio Comunale di Siena

 
Marco Falorni eletto nel collegio nazionale dei provibiri MCL PDF Stampa E-mail
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Venerdì 01 Febbraio 2019 14:20

Il XIII congresso nazionale del Movimento Cristiano Lavoratori, svoltosi nei giorni scorsi a Roma, è stato bellissimo e per certi versi entusiasmante, per quantità e qualità dei partecipanti, e soprattutto per i contenuti. Nell'occasione, Marco Falorni, della delegazione di Siena, è stato eletto nel collegio nazionale dei probiviri MCL.

 

 

Oltre al presidente Carlo Costalli, fiorentino, sono numerosi i toscani presenti nel consiglio nazionale e nei vari organismi nazionali MCL. Fra questi Piergiorgio Sciacqua, Umberto Viliani, Pierandrea Vanni, Diva Gonfiantini, Fiorella Dolfi, Roberto Milaneschi, Guglielmo Borri, Luciano Della Croce, Vittorio Benedetti, Daniele Bagnai, Stefano Costalli, Giovanni Pecchioli, Luca Tognozzi, Davide Miracula ed altri ancora.

 
Shoah, l’intervento del presidente Falorni. Minuto di raccoglimento in consiglio comunale PDF Stampa E-mail
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Giovedì 31 Gennaio 2019 09:00

Questo il testo dell’intervento di Marco Falorni, pronunciato in apertura della seduta consiliare di mercoledì 30 gennaio 2019.

“In apertura, colleghi, come anticipato ai capigruppo, ritengo opportuno effettuare una comunicazione al consiglio in base a quanto previsto dall'articolo 50 del regolamento del consiglio comunale.

Essendo il presente consiglio, quello più vicino alla Giornata della Memoria, mi preme intanto fare menzione delle altissime parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha detto: "Sono passati settantaquattro anni dalla liberazione del campo di sterminio di Auschwitz. Eppure, nonostante il tanto tempo trascorso, l’orrore indicibile che si spalancò davanti agli occhi dei testimoni è tuttora presente davanti a noi, con il suo terribile impatto. Ci interroga e ci sgomenta ancora oggi. Perché Auschwitz non è soltanto lo sbocco inesorabile di un’ideologia folle e criminale e di un sistema di governo a essa ispirato. Auschwitz, evento drammaticamente reale, rimane, oltre la storia e il suo tempo, simbolo del male assoluto. Quel male che alberga nascosto, come un virus micidiale, nei bassifondi della società, nelle pieghe occulte di ideologie, nel buio accecante degli stereotipi e dei pregiudizi. Pronto a risvegliarsi, a colpire, a contagiare, appena se ne ripresentino le condizioni. Una società senza diversi: ecco, in sintesi estrema, il mito fondante e l’obiettivo perseguito dai nazisti”.

Le parole del presidente ci ricordano l'importanza di non dimenticare le vittime della Shoah. Queste parole vanno profondamente meditate.

Dobbiamo chiederci se l’antisemitismo, esplicito o latente, sia presente ancora oggi, anche in Italia. Cosa risponde la nostra società civile? Bastano, forse, tanti pavidi silenzi? Interroghiamo le nostre coscienze.

A proposito del dibattito sviluppatosi nei giorni scorsi, aggiungo che non c'è stata mai l'intenzione di “equiparare” tragedie diverse, né da parte di questa amministrazione, né da parte mia personale, né tantomeno da parte del sindaco. “Equiparare” non è la parola giusta. Tra l'altro, per vari motivi, siamo entrambi personalmente vicini alla comunità ebraica senese. Tutto ciò emergerà con evidenza, credo, anche nel prossimo consiglio comunale, che non si svolgerà affatto il 10 febbraio, come da qualcuno è stato erroneamente scritto, ma il 14 febbraio.

 

Colgo l'occasione per ricordare, anche a nome del sindaco, a tutti i presenti in aula, a tutta la cittadinanza e in particolare alla comunità ebraica senese, l'invito a partecipare alla proiezione del film "La tregua" di Francesco Rosi, tratto dall'omonimo libro di Primo Levi, che avrà luogo domani giovedì 31 gennaio alle 17 presso la biblioteca degli Intronati.

 

E adesso colleghi, per onorare la memoria delle vittime della Shoah, vi invito ad osservare un minuto di raccoglimento”.

 
Da dieci anni don Carlo Guerrieri ci ha lasciato PDF Stampa E-mail
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Sabato 05 Gennaio 2019 15:57

6 gennaio 2009 - 6 gennaio 2019: sono passati esattamente dieci anni e a me manca ancora tanto. Ciao Donca, guardami le spalle da lassù, ci conto.

 

 

Dieci anni fa, il 6 gennaio 2009, don Carlo Guerrieri è tornato alla casa del Padre, e chi gli ha voluto bene davvero non può dimenticarlo.

Uomo buono e generoso, sacerdote infaticabile, fino ai suoi ultimi giorni - è morto a 92 anni - ha dato tutto per le sue mille benefiche attività e per la sua creatura più amata, Radioalleluia (oggi Mia Radio), la radio diocesana. E’ morto “in battaglia”, attivo fino all’ultimo, senza mai arrendersi, a niente e a nessuno, se non alla volontà di Dio.

Il “mestiere” che gli riusciva meglio era quello di prete, ma don Carlo sapeva fare, e faceva, cento altri mestieri: muratore, elettricista, falegname, fabbro, tecnico elettronico, ed anche, da uomo di cultura tanto profonda quanto non ostentata, regista teatrale e radiofonico, precursore delle comunicazioni sociali, giornalista senza la tessera, appassionato di cinema (era dirigente nazionale dei cinema cattolici), amministratore saggio, parsimonioso e premuroso di associazioni e di complessi immobiliari. Era anche uno sportivo autentico, appassionato di calcio, ciclismo, basket. Uomo di fede genuina e salda, aveva allevato generazioni di ragazzi senesi ed era amatissimo da interi quartieri cittadini, contrade, famiglie, in tutti i luoghi che aveva avuto modo di frequentare o di avervi cura d’anime.

La sua vita era un romanzo, piena di aneddoti gustosissimi, che dispensava ogni tanto agli amici ma, per quanto pregato in tal senso, non ha mai voluto scrivere le sue memorie, o forse non ne ha avuto il tempo, tutto preso dalla sua intensissima quotidianità. Durante la seconda guerra mondiale, allora giovane prete di campagna, aveva raccolto l’invito dell’arcivescovo Toccabelli: aiutate tutti, senza chiedere loro come la pensano, salvate vite umane, anche a costo della vostra vita! E don Carlo si era prodigato per tutti, rischiando più volte la pelle - come aveva lui stesso raccontato - minacciato prima dai soldati tedeschi e poi dai partigiani. Ma era sempre andato per la sua strada, senza compromessi, animato da una fede incrollabile nella giustizia.

In politica, a beneficio dei curiosi, se la cavava con una battuta: “Se Gesù Cristo si è fatto crocifiggere al centro, ci sarà pure un motivo!”.

Quando se ne va un grande personaggio, si usa dire che lascia un vuoto incolmabile. A distanza di dieci anni si può dire forte: don Carlo ha lasciato un vuoto davvero incolmabile. Ciao Donca, ci rivedremo, se Dio vorrà.

Marco Falorni

 
Marco Falorni eletto presidente del consiglio comunale PDF Stampa E-mail
Politica
Venerdì 13 Luglio 2018 16:55

Il consigliere Marco Falorni (Voltiamo Pagina) è stato eletto, con la maggioranza qualificata dei due terzi, presidente del consiglio comunale, durante la seduta consiliare del 12 luglio 2018. Qui di seguito, ecco l’intervento di saluto pronunciato in aula da Falorni.

 

 

“Permettetemi di rivolgere un saluto all’aula. Prima di tutto per augurare buon lavoro a tutti gli eletti in consiglio comunale, chiamati ad un compito tanto importante per il bene della nostra città.

Colleghi consiglieri e colleghe consigliere, vi voglio ringraziare per la fiducia che mi avete accordato eleggendomi a vostro presidente. Vi assicuro che avverto su di me tutto l’onore, ma anche tutta la responsabilità che questo ruolo comporta.

Ringrazio anche coloro che non mi hanno votato, È stata un’elezione vera, di quelle che mi piacciono tanto.

Intendo svolgere tale compito con imparzialità ed impegno. In particolare, credo di poter dire che pochi altri in quest’aula sanno come me quanto sia importante rispettare i diritti della minoranza, ed è ciò che intendo garantire. Vi assicuro trasparenza, disponibilità, ascolto attento, ma chiedo anche a tutti i colleghi che mi stanno davanti, ma anche ai signori assessori e al signor sindaco che mi stanno ai lati, la loro comprensione e la loro collaborazione.

Io credo che tutti dobbiamo sentire su di noi il peso della storia, in quest’aula così bella che è il tempio della democrazia del popolo senese, e dobbiamo provare fierezza per poter servire concretamente la nostra comunità. Io spero che le nostre discussioni siano sempre alte, serene, disinteressate, evitando, pur nella necessaria dialettica politica, eccessi e sconfinamenti, cosicché questo consesso possa essere di esempio per la cittadinanza.

Sono consapevole che in questa assemblea c’è un tasso notevole di rinnovamento, con moltissimi consiglieri di prima elezione, e questo è un bene, anche se comporterà per gli stessi, inizialmente, un supplemento di applicazione per penetrare all’interno dei meccanismi, ma soprattutto dello spirito, dei lavori consiliari. Mi conforta in ogni caso la presenza di diversi consiglieri già molto esperti, basti pensare che in aula ci sono ben tre ex-sindaci, che da un lato fanno onore all’assemblea, e dall’altro avranno il compito di essere di esempio ai più giovani, trasmettendo loro il senso del rispetto profondo per le istituzioni. E il consiglio comunale, non dimentichiamolo mai, è la più alta e più democratica istituzione cittadina, diretta espressione del popolo senese. Ringrazio quindi in anticipo i consiglieri più esperti per l’aiuto che potranno dare, anche a questa presidenza.

Mi prendo come compito ulteriore quello di favorire la conoscenza, da parte dei cittadini, dei lavori del consiglio comunale. Mi auguro che i senesi imparino sempre più a conoscere e ad apprezzare l’assemblea dei loro eletti. Quindi non mancheranno iniziative, anche fuori da quest’aula, per coinvolgere la cittadinanza e per divulgare i contenuti e i risultati di ciò che qui viene dibattuto.

Di nuovo grazie a tutti, e adesso al lavoro!”.

 
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