Un bel segnale, chiaro: BONUS BEBE’ per i nati a Siena nel 2019 PDF Stampa E-mail
Varie
Sabato 22 Giugno 2019 10:39

Un regalo di benvenuto destinato alle famiglie dei neonati senesi  grazie al quale il Comune si impegna a sostenere la natalità. La misura, denominata "Benvenuto al mondo", è stata presentata questa mattina, 20 giugno, in una conferenza stampa a cui hanno partecipato l’assessore ai Servizi Sociali Francesca Appolloni e il Presidente ASP Città di Siena Monica Crociani. Il bonus sarà erogato ai nuovi nati o adottati nel 2019, allo scopo di sostenere le famiglie residenti nel Comune di Siena da almeno 5 anni e che si trovano in condizioni socio economiche più bisognose. Si tratta dell’erogazione una tantum di un buono spesa, del valore di 200 euro, spendibile nelle Farmacie dell’Asp Città di Siena per acquistare beni di prima necessità per il nuovo nato. In totale l’amministrazione comunale mette a disposizione per l’erogazione del bonus un plafond di 80mila euro.

“Il sostegno alla natalità rappresenta una delle priorità di questa amministrazione e attraverso Benvenuto al mondo andiamo  a supportare, con un segnale concreto rivolto alle famiglie, la scelta di avere un bambino in una provincia dove, dati alla mano presentati da ‘Il Sole 24 ore’, il tasso di natalità è in diminuzione”, ha spiegato Appolloni. “Si tratta di un provvedimento che, insieme a una serie di interventi, in parte già messi in atto, è pensato per fornire un supporto reale per i bambini e, dunque, per le famiglie senesi, attraverso l’acquisto di beni destinati ai neonati” ha aggiunto l’assessore.

 

 

“L’Asp ha aderito con entusiasmo all’iniziativa con un accordo che prevede anche l’applicazione, al momento dell’utilizzo del buono, di uno sconto aggiuntivo che le Farmacie Comunali mettono a disposizione sui prodotti parafarmaceutici”, ha commentato Crociani. Il marchio Asp “nasce dalla volontà di fidelizzare i clienti offrendo prodotti di alta qualità con materie prime altamente selezionate, a prezzi contenuti”, ha aggiunto la presidente, rimarcando anche che “acquistare prodotti nelle Farmacie Comunali significa alimentare un circolo virtuoso, perché il ricavato va a migliorare i servizi offerti alla comunità”.

I beneficiari. I requisiti per richiedere il voucher prevedono di essere residenti nel Comune di Siena da almeno 5 anni, essere cittadini italiani, comunitari o extra comunitari, questi ultimi in possesso di Permesso di soggiorno di lungo periodo in corso di validità. Per ricevere il contributo è necessario possedere un’attestazione Isee con reddito familiare non superiore a 17.141,45 euro. Il bonus viene erogato per le nascite o le adozioni comprese tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2019 e la domanda va presentata entro 20 giorni dalla nascita o adozione del bambino.

Il bonus. Il contributo per ciascun nato nel 2019 è pari a 200 euro ed è utilizzabile esclusivamente per l’acquisto di prodotti farmaceutici - tra quelli presenti in un apposito elenco - nelle farmacie dell’Asp Città di Siena. Le domande vanno presentate entro il 30 settembre per la graduatoria che si chiuderà il 31 ottobre ed entro il 31 dicembre per la graduatoria che si chiuderà il 31 gennaio.

L’avviso e il modulo di domanda potranno essere scaricati al link https://www.comune.siena.it/La-Citta/Sociale/Famiglie-e-Minori/BONUS-BENVENUTO-AL-MONDO Per maggiori informazioni si può contattare il Servizio "Sociale, Terzo Settore e Raccordo con SdSS", ai numeri 0577/292624 - 2496 – 2133.

Nella foto: l’assessore Francesca Appolloni.

 
Il benvenuto di Voltiamo Pagina al nuovo arcivescovo PDF Stampa E-mail
Varie
Venerdì 14 Giugno 2019 12:21

Il gruppo consiliare Voltiamo Pagina rivolge il più sincero benvenuto al nuovo Arcivescovo di Siena. Auguriamo a monsignor Augusto Paolo Lojudice un fecondo ministero nella nostra comunità, certi che la sua azione, anche sul piano sociale e culturale, non potrà che favorire la ferma volontà di rilancio che scaturisce dalla società senese.

 

 

Per quanto ci riguarda, in quanto partecipi della società civile cittadina e, per diretta esperienza, della realtà sociale di Siena, ci mettiamo a disposizione del nuovo Arcivescovo per quanto occorrer possa a livello di collaborazione e reciproca conoscenza.

Benvenuto, dunque, Eccellenza, nella nostra bellissima città.

Gruppo consiliare Voltiamo Pagina

 
Sì all'Europa, ma per farla nuova PDF Stampa E-mail
Politica
Domenica 12 Maggio 2019 12:29

"Sì all'Europa, per farla" è il tema del convegno, organizzato dal Movimento Cristiano Lavoratori, svoltosi a Firenze sabato 11 maggio. I lavori sono stati introdotti e coordinati da Pierandrea Vanni, presidente regionale MCL, e al dibattito hanno preso parte Diva Gonfiantini, presidente provinciale MCL Firenze, Marco Falorni, componente del consiglio regionale MCL, Andrea Fagioli, direttore di Toscana Oggi. Le conclusioni sono state a cura di Giovanni Gut, vicepresidente nazionale MCL.

Qui di seguito, ecco l'intervento pronunciato da Marco Falorni.

 

 

"Dunque parliamo di Europa, e lo facciamo fra persone impegnate nell’associazionismo. A questi dati ne dobbiamo aggiungere un altro: il nostro Movimento si chiama Cristiano dei Lavoratori. Alla luce anche di questo, parliamo allora di una Europa che, come disse il santo e carismatico papa Giovanni Paolo II, o sarà cristiana, o non sarà. E allora domandiamoci se oggi l’Europa è, o non è.

Per capire dove vogliamo andare, credo bisogna rifarsi alla storia, che è maestra di vita. L’Europa, da insieme disordinato di popoli e tribù, acquista una consapevolezza di continente attraverso un minimo comune denominatore: la fede cristiana. Con il cristianesimo i popoli acquisiscono il valore della solidarietà e il valore della sacralità della vita umana: i bambini non voluti non vengono più gettati da una rupe, ma anche i trovatelli vengono accolti, allevati, istruiti, avviati ad un mestiere o a una professione e aiutati a formarsi una famiglia. Il Santa Maria della Scala, a Siena, per secoli ha svolto anche questo compito, e lo ha fedelmente rappresentato negli affreschi del Pellegrinaio. Ma si potrebbe citare anche lo spedale degli Innocenti, in piazza Santissima Annunziata a Firenze, che è qui a due passi da noi.

Il cristianesimo ha fondato gli ospedali, le università, ha contribuito alla emancipazione della donna, che dalla foemina romana diventa la domina cristiana, cioè la signora, e acquisisce ruoli e diritti prima non riconosciuti. Duemila anni di instancabile opera di promozione umana hanno forgiato l’anima di un continente. Anche gli scambi culturali e commerciali sono in gran parte figli dei grandi pellegrinaggi sulla via Francigena, sul cammino di Santiago, sui percorsi verso Gerusalemme come verso altri grandi santuari: l’Europa è nata sui valichi delle Alpi come dei Pirenei, laddove uomini di diversa provenienza, lingua e cultura hanno imparato a riconoscersi e a rispettarsi, nel nome della comune fede cristiana.

Nei giorni scorsi, nella mia città, si sono svolte le feste internazionali in onore di Santa Caterina da Siena, patrona d’Europa. Laica e donna di popolo, Caterina aveva chiarissimo il concetto di Europa, tenuta insieme dalla comune fede in Gesù Cristo, ed a tale concetto si rifaceva spesso nelle sue lettere a re, regine, papi. Una donna, Caterina, che convincendo il papa Gregorio XI a ritornare a Roma, liberandolo così dalla pesante tutela di un potente sovrano, ha permesso alla Chiesa di recuperare libertà, autonomia, autorità e universalità.

Torniano ai nostri tempi. Dopo la devastante esperienza di due guerre mondiali, tre grandi cattolici democratici, Schuman, Adenauer e De Gasperi, quest’ultimo già avviato verso la santità, ebbero l’intuizione di fondare il primo nucleo di quella che è oggi l’Unione Europea.

E dopo tutto questo, le radici cristiane non hanno trovato posto neppure nel preambolo della costituzione europea, lo stesso partito popolare non è riuscito ad ottenere neppure questo minimo risultato.

Quando il contenuto di una carta non è aderente alla realtà, può sì esserne imposta con la forza l’applicazione, ma è difficile ottenere per lo stesso uno spontaneo consenso popolare. Mi spiego con un esempio: quando Caligola decise di nominare senatore il suo cavallo, seguì una procedura corretta e l’imperiale atto di nomina era formalmente ineccepibile. E tuttavia noi sappiamo che quello nominato non era un senatore, perché era un cavallo.

Allora, tornando al tema, bisogna domandarsi: è questa l’Europa che vogliamo? Io penso di no. Anche se, sia chiaro, ritengo impossibile e controproducente il solo pensare ad uno sganciamento dell’Italia dall’Unione. La cosa doveva essere chiara già prima, ma l’esperienza della Brexit e della sua sciagurata gestione, la rendono evidentissima. Così come non è pensabile una rinuncia alla moneta unica europea.

Ma in che misura bisogna rinunciare a un po’ di Italia per avere un po’ più di Europa? L’articolo 1 della costituzione italiana, di recente vittoriosamente difesa dai nostri concittadini, ci ricorda che “la sovranità appartiene al popolo”. A quale popolo? A quello italiano, ovviamente. Eppure, spesso si sente dire, e talvolta anche a ragione, che bisogna essere disposti a cedere porzioni di sovranità. Cosa vuol dire? Ciò è sicuramente sensato se ci si riferisce alla ricerca di una difesa comune e di una politica estera comune, cioè delle uniche due cose che, anche al di là della forza economica, potrebbero rendere autorevole e credibile l’Unione fra le altri grandi potenze dello scacchiere mondiale. I popoli europei, nella storia, avevano già dato prova di sapersi unire, nei momenti di pericolo, si pensi a quanto accaduto a Lepanto e a Vienna. Ma oggi non è così. Si veda cosa succede in Libia, dove la politica estera degli stati europei è ben diversificata. Occorre porre rimedio a queste grandi incongruenze.

Ma c’è di peggio. Se per obiettivi così alti si può accettare la perdita di una fetta di sovranità, appare ben più difficile digerire che l’Italia non possa decidere in materia di quote latte, come di olio tunisino o di arance marocchine, di lunghezza dei cetrioli come di curvatura delle banane. Questa è l’Europa dei vincoli, degli indici e dei decimali, della burocrazia assurda che alimenta se stessa. Appare poco spiegabile che settori importanti dell’Unione sostengano il Ceta, il trattato di libero scambio Europa-Canada, che, stando a quanto denunciano numerose associazioni, Coldiretti in testa, metterebbe a rischio non solo la salute dei connazionali - infatti potrebbero entrare prodotti agricoli trattati con sostanze che in Italia sono vietate - ma anche tutta una serie di prodotti enogastronomici, di dubbia riconoscibilità, che metterebbero in crisi le eccellenze del nostro territorio, e quindi la nostra economia. Altro che filiera corta e prodotti a chilometri zero. Mentre in Italia si fatica ad inserire le etichette obbligatorie per rendere evidente la provenienza dei prodotti - si pensi al grano, con i nostri produttori messi in ginocchio dalla importazione di cereali di più bassa qualità, e a quanto hanno dovuto lottare per inserire l’etichetta di riconoscibilità del territorio di produzione - in Europa si legifera per liberalizzare al massimo la circolazione delle merci, abbassando la qualità dei controlli.

Personalmente, non credo che, in economia, la liberalizzazione selvaggia, così come la privatizzazione nella erogazione di servizi pubblici essenziali e talvolta strategici per gli interessi nazionali, possa far parte di una politica cristianamente ispirata. Credo che l’economia sociale di mercato possa essere la risposta cristiana a questa manìa privatizzatrice che permea la sinistra non meno della destra politica.  Noi non siamo liberali? Come no?! Non possiamo non dirci liberali, parafrasando Croce, ma il capitalismo accettabile non è quello senza regole e senza etica. E questi princìpi dovremmo farli valere anche in Europa, in particolare da parte di quelle forze, da anni troppo cedevoli, che si rifanno ad una ispirazione cristiana.

Non c’è solo l’economia. C’è il problema di fronteggiare l’attacco continuo, martellante, alla famiglia tradizionale, alla vita umana dal suo sorgere al suo tramonto, alla libertà educativa, a tutto il sistema dei valori cristiani che soli, dando certezze di riferimenti, possono motivare individui e popoli a fare e a fare bene, incentivando il progresso vero, economico, culturale, e morale, e non solo quello tecnologico e quello di una scienza sempre più svincolata dall’etica.

C’è poi, gravissimo, l’attacco ai corpi intermedi, ai partiti e ai sindacati, che si tende sempre più a svilire, provocandone una caduta di prestigio, alle associazioni e ai movimenti, penalizzati con tutta una congerie di adempimenti, balzelli, complicazioni burocratiche che scoraggiano lo sviluppo delle attività e delle nuove iniziative, c’è l’attacco alle famiglie tradizionali, fino a farle sentire addirittura un retaggio di un passato oscuro, piuttosto che una realtà viva, cellula fondamentale per la tenuta del tessuto sociale. Insomma, si tende a rendere l’individuo sempre più solo, solo e senza corpi intermedi che lo difendano, di fronte ad un potere statale o sovranazionale spaventoso. Ed è proprio questo l’interesse delle lobbies finanziarie internazionali, che hanno tutto da guadagnare a trovarsi davanti masse indistinte di individui soli, poco politicizzati, poco sindacalizzati, senza il conforto solidale di affetti familiari stabili, e sempre più anche senza lavoro garantito, ma ricattati da situazioni di precarietà, e senza la possibilità di programmare matrimoni, figli, mutui, acquisto di case. Così gli individui sono sempre più schiavi, anche se la schiavitù, teoricamente, non esiste più, perché sradicata, guarda il caso, proprio dal cristianesimo. E oltre gli individui, anche gli stati sono sempre più deboli e manovrabili dalle suddette lobbies finanziarie internazionali.

In questo quadro l’Unione Europea deve essere un baluardo a difesa dei popoli e degli individui, e non certo uno strumento di ulteriore repressione delle aspirazioni umane e degli stati membri.

Bisogna quindi essere molto esigenti con i candidati al parlamento europeo, anche con quelli più vicini ai nostri riferimenti culturali e politici, bisogna non stancarsi di chiedere chiarimenti, impegni, e di seguire da vicino l’attività degli eletti, per non far mancare i giusti stimoli, oltre a fornire i necessari supporti.

In questo il nostro movimento può svolgere un ruolo grande. Mcl ha già fornito, a livello nazionale come regionale, ed anche in collaborazione con altre associazioni, dei documenti che possono essere utili per chi vuole avvicinarsi consapevolmente al rinnovo del parlamento europeo, da candidato come da semplice elettore.

Il quadro dell’Europa che ho appena delineato è sicuramente denso di problemi, ma non per questo deve venirci a mancare una sana dose di ottimismo cristiano. Il cristiano triste, lo sapete, è un triste cristiano. Quindi dai problemi deve venirci la voglia di affrontarli e di rilanciare, per fare di nuovo dell’Europa una luce per il mondo, per recuperare l’ispirazione originaria dei fondatori e per rinnovare senza paura l’ispirazione cristiana della politica che vogliamo professare e sostenere. Bisogna pretendere dagli eletti una via cristiana all’economia, al sociale, alle conquiste scientifiche, ai diritti umani, a quelli veri e non ai desideri individuali più o meno legittimi. Bisogna tornare a proclamare con fierezza questa identità e ravvivare così quella luce che dall’Europa ha irradiato il mondo per millenni, e che può e deve continuare a farlo".

Marco Falorni

 
Approvata la mozione per sollecitare la riapertura della Pinacoteca PDF Stampa E-mail
Cultura
Venerdì 17 Maggio 2019 14:00

Il consiglio comunale ha approvato, all’unanimità, la mozione, sottoscritta da Pietro Staderini, in merito alla chiusura della Pinacoteca di Siena.

Il consigliere ha ricordato come già nel 2016 il Circolo Sena Civitas aveva posto all'attenzione pubblica la mancanza di una idonea promozione delle opere d'arte presenti in Pinacoteca, una inadeguata manutenzione dei locali, nonché un deficit di bilancio di 150mila euro.

 

 

Partendo dal dato relativo alla scarsa affluenza dei visitatori, nonostante Palazzo Buonsignori-Brigidi, sede della Pinacoteca, contenga opere d'arte di grandi maestri quali Beccafumi, Sodoma, Duccio di Buoninsegna, Pietro e Ambrogio Lorenzetti, Simone Martini, e i necessari interventi di manutenzione, comunicati dal direttore del Polo Museale della Toscana, senza la certezza dei finanziamenti e dei tempi di realizzazione, Staderini ha chiesto l'impegno del Sindaco e della Giunta  per sollecitare una celere riapertura della Pinacoteca riferendone l'esito in Consiglio.

 
Approvata la mozione per introdurre il “DASPO urbano” PDF Stampa E-mail
Politica
Giovedì 16 Maggio 2019 16:11

E’ stata approvata la mozione, presentata da Eleonora Raito, Francesco Mastromartino, Paolo Salvini, Anna Masignani, Andrea Piazzesi, Davide Dore, con la quale è stato richiesto il recepimento, all’interno del Regolamento di Polizia Municipale, del cosiddetto Decreto Salvini.

Una richiesta, come ha evidenziato Eleonora Raito, che nasce proprio dalla particolare attenzione alla sicurezza dei cittadini e al decoro urbano, dimostrata dal sindaco e dal Consiglio Comunale. Come ha spiegato, il decreto Salvini ha, di fatto, introdotto una serie di nuove norme in materia di sicurezza al fine di poter garantire al massimo queste due priorità.  Il cosiddetto “DASPO urbano” permette, infatti, al sindaco, tramite i competenti organi, di multare ed emettere un primo ordine di allontanamento da alcune zone della città nei confronti di persone che mettono a rischio la salute dei cittadini o il decoro urbano, aggiungendo ulteriori aree a cui si può proibire l’accesso, tra cui i mercati.

 
Primo messaggio del nuovo arcivescovo alla diocesi di Siena PDF Stampa E-mail
Varie
Giovedì 09 Maggio 2019 13:20

Carissimi,

il primo sentimento, un po’ scontato ma reale, che sento di comunicarvi è lo stupore. Dio fa sempre le cose a modo suo e, anche se lo sappiamo e lo diciamo spesso, quando l’esperienza della sua originalità e della sua libertà ti coinvolgono da vicino, ti lasciano sempre un po’ storditi. Alla vita non è si è mai pronti abbastanza ed alla vita di fede ancor meno. Provo, come potete comprendere, da qualche giorno, cioè da quando mi è giunta la notizia, una grande emozione unita, però, ad una notevole serenità. Quando ti senti dire: “Papa Francesco vuole che tu sia il nuovo Arcivescovo di Siena - Colle di Val d’Elsa - Montalcino” … anche se rimani un po’ perplesso, non puoi dire di no.

Voglio porgere un caro ed affettuoso saluto all’intero popolo di Dio: i sacerdoti, religiosi e diocesani, i consacrati e le consacrate, i seminaristi, le associazioni, il laicato. Un pensiero particolare a tutte le famiglie, in particolare a quelle che portano il peso, la croce di una malattia o di una sofferenza; ai carcerati e ad ogni persona, di qualunque credo o fede religiosa ed anche ai lontani, a chi non frequenta la Chiesa, a chi si considera non credente... E’ da un dialogo costante e sincero con tutti che possono venir fuori le soluzioni giuste per un futuro più sereno, in particolare per le giovani generazioni. Saluto cordialmente le autorità civili e militari. Un saluto particolare al mio predecessore, Mons. Buoncristiani, ed a tutti i collaboratori degli uffici diocesani: vi chiederò di presentarmi e farmi conoscere la nostra Chiesa nella sua verità, in lungo e in largo, senza remore e senza timori.

Ed è proprio con la collaborazione di ognuno di voi che vorrei riuscire a guidare questa nostra Chiesa diocesana verso Cristo in una comune e intensa vita di preghiera, di lavoro, di sacrificio, nella carità e nell’attenzione a tutti, senza ambiguità, nel rispetto coraggioso della verità e nella ricerca costante della comunione. Vorrei seguire l’invito di San Gregorio Magno: “Il pastore sia accorto nel tacere e tempestivo nel parlare... perché un discorso imprudente trascina nell’errore e un silenzio inopportuno lascia in una condizione falsa coloro che potevano evitarla”.

Chiedo al Signore di poter vivere la responsabilità di questa comunità senza “imporre” ma chiedendo ed essendo esigente innanzitutto con me stesso; chiedo al Signore di poter guidare e accompagnare una chiesa diocesana di uomini e donne, ragazzi e bambini, sacerdoti, religiosi e laici che, pur diversi tra loro, decidano e riescano a vivere insieme la fede, nel rispetto di tutte le differenze e nell’affermazione di un’unica verità: quella di Cristo. Vorrei essere con voi e per voi uno strumento della presenza e dell’amore di Dio, con disponibilità, docilità ed anche fermezza.

Spero di incontrare presto le parrocchie e le comunità. Vorrei poterle conoscere così come sono, nella loro realtà e concretezza, con le loro gioie ed i loro dolori… Sono stato per parecchi anni viceparroco e poi parroco in alcune parrocchie di Roma: spero di riuscire a condividere la vita di tutti voi confratelli sacerdoti con quella “nostalgia della parrocchia” che porterò sempre nel cuore. Vorrei visitarvi e celebrare con voi non solo nei momenti solenni, ufficiali, ma anche nella vita quotidiana, ordinaria... Vorrei vedere non ‘la parrocchia che non c’è’, ma quella vera, viva, fatta anche di banchi vuoti e tanti anziani: sperando e lavorando affinché ogni parrocchia sia sempre più un vero punto di riferimento per tutta la cittadinanza.

Ci proteggano e ci accompagnino Maria Santissima, da noi venerata come Madonna del Soccorso, ed i santi patroni: Sant’Ansano e San Marziale. Ci guidino e ci siano di modello San Bernardino da Siena e, in particolare, Santa Caterina, con la sua passione, il suo “fuoco”. Caterina è patrona d’Italia e d’Europa. Con questa sua doppia “responsabilità” ci richiama alle nostre responsabilità, in un momento molto particolare per l’Italia e per l’Europa.

Diceva il Papa Emerito, Benedetto XVI, in una sua catechesi: “…E’ proprio nei momenti di maggiore difficoltà che il Signore non cessa di benedire il suo Popolo, suscitando Santi e Sante che scuotano le menti e i cuori provocando conversione e rinnovamento. Caterina è una di queste e ancor oggi ella ci parla e ci sospinge a camminare con coraggio verso la santità per essere in modo sempre più pieno discepoli del Signore… Come lei, ogni credente possa sentire il bisogno di uniformarsi ai sentimenti del Cuore di Cristo per amare Dio e il prossimo come Cristo stesso ama. E noi tutti possiamo lasciarci trasformare il cuore ed imparare ad amare come Cristo, in una familiarità con Lui nutrita dalla preghiera, dalla meditazione sulla Parola di Dio e dai Sacramenti…”.

Vorrei lasciarvi una immagine che traggo dal vangelo di Giovanni al capitolo 12: Maria versa sui piedi di Gesù “…una libbra di olio profumato di vero nardo, assai prezioso…”. Uno spreco? Oppure un grande gesto d’amore? Gesù lo considera così, un gesto d’amore. Mi viene spontaneo paragonare la nostra Diocesi, la bellezza di Siena, il suo enorme patrimonio artistico, la sua struttura architettonica, le sue tradizioni, come quel vero nardo, assai prezioso...

Solo il forte legame di Maria con Gesù poteva portarla a “sprecare” per lui tutto quello... Mi auguro che tutta la bellezza e la grandezza della nostra città sia sempre più “sprecata” per Gesù, offerta a lui, messa a Suo servizio, così come l’arte, la letteratura e la cultura in genere sono state per secoli a servizio della fede. Che quel nardo prezioso sia versato sui piedi di Gesù, su quei piedi ‘belli’ di cui parla Isaia che non si stancano di camminare ancora oggi sulle nostre strade, sulle nostre vie, nelle nostre contrade, per farle diventare sempre più dei luoghi di condivisione, di fraternità e di prossimità con i più piccoli e i più poveri.

Chiedo di pregare per me, come io farò certamente per ciascuno di voi. Grazie!

Monsignor Augusto Paolo Lojudice

 
La fonte di San Carlo, bella e sconosciuta PDF Stampa E-mail
Croce del Travaglio
Domenica 21 Aprile 2019 16:56

E’ tanto graziosa quanto sconosciuta, anche ai senesi, la fonte di San Carlo, posta appunto sulla ripida via che porta lo stesso nome e che da via Massetana Romana si arrampica fino a sbucare vicino alla piaggia del Giuggiolo. La fonte, in cotto, con due vasche dove l’acqua scorre veloce, quella superiore per uso potabile (fino agli anni ’70 del secolo scorso) e quella inferiore usata come lavatoio (occasionalmente fino a pochi anni fa).

 

 

La fonte è cosiddetta perché proprio qui si fermò il cardinale di Milano San Carlo Borromeo (1538-1584), per dissetarsi e riposare, durante un suo viaggio verso Roma per incontrare il papa. La fonte San Carlo, ridotta in condizioni di estremo degrado negli anni ’80 del Novecento, qualche anno dopo ha conosciuto un parziale recupero. Oggi ci sarebbe di nuovo bisogno di cure.

Senio Ghibellini

 
Via libera al piano di abbattimento delle barriere architettoniche PDF Stampa E-mail
Varie
Mercoledì 03 Aprile 2019 14:30

Via libera ad un atto fondamentale per il rispetto dei disabili, a conferma della volontà di questa amministrazione di produrre atti concreti, e non vuote enunciazioni.
E' stata infatti approvata, all’unanimità, dal consiglio comunale la seconda fase del Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche (Peba). Il documento, che segue alla prima fase approvata nel febbraio 2018, è stato illustrato in aula dall’assessore all’urbanistica, Francesco Michelotti che ha spiegato il lavoro svolto dagli uffici dell’amministrazione comunale, partendo dalla mappatura del territorio e suddividendolo in 40 lotti funzionali urbani. Il precedente documento riguardava il centro storico mentre questa seconda fase ha analizzato le zone periferiche, realizzando un atto particolarmente corposo e composto da varie relazioni e tavole oltre a 147 schede rilevazione edifici, 143 schede di rilevazione ambiti e 92 schede di rilevazione connessioni. "In questo modo - ha evidenziato Michelotti - sono stati catalogati gli edifici e manufatti, principalmente di proprietà comunale, secondo diversi gradi: inaccessibile, parzialmente accessibile e accessibile. In base alle risultanze si potrà dunque realizzare una quantificazione di massima degli interventi e dei costi connessi per renderli accessibili, indicando le priorità da inserire nel Piano triennale dei lavori pubblici".

 
Giustizia è fatta: nella “Y storica” tornano taxi e auto dei disabili PDF Stampa E-mail
Varie
Domenica 31 Marzo 2019 10:40

Dopo che al momento del varo della “Y storica”, alcuni anni fa, le opposizioni consiliari avevano inutilmente contestato l’esclusione dalla circolazione anche per i taxi e i veicoli con portatori di handicap, finalmente viene fatta giustizia.

E’ stata infatti approvata all’unanimità, nella seduta del consiglio comunale di giovedì 28 marzo 2019, la delibera che prevede modifiche alla circolazione nella zona a traffico limitato della città,  nello specifico la possibilità di transitare nella “Y Storica” per i taxi e p eri veicoli dei titolari di contrassegno CUDE (Contrassegno Unificato Disabili Europeo). “A seguito delle notevoli criticità - ha esordito il vicesindaco Andrea Corsi - emerse dall’ulteriore restrizione alla Ztl nella cosiddetta ‘Y Storica’ effettuata dalla precedente amministrazione, con questo provvedimento i taxi potranno  nuovamente accedervi per prelevare e accompagnare i residenti della zona, in particolare le persone anziane che hanno oggettivamente bisogno di questo tipo di servizio, e i clienti diretti ad attività ricettive, ristoranti, uffici postali, farmacie e ai servizi pubblici e privati della zona”. L’autorizzazione riguarderà anche i titolari CUDE che potranno raggiungere la propria residenza, le attività e i servizi con sede nella “Y storica”.

Il divieto di sosta e transito resterà invariato per tutti gli altri che non  potranno accedere nella zona in questione costituita da: Banchi di sopra, Banchi di sotto (da via San Vigilio a via di Città), via di Beccheria, via delle Campane, l’anello superiore del Campo, via del Castoro (da via di Città a via del Poggio), via di Città, vicolo del Coltellinaio, via delle Donzelle (da Banchi di Sotto a vicolo del Viscione), via dei Pellegrini (da via di Città a via di Monna Agnese), vicolo Beato Pier Pettinaio, via dei Pontani, via dei Rossi (da Banchi di Sopra a via del Refe Nero), via delle Terme (da piazza Indipendenza a via di Città) e vicolo della Torre, con l’esclusione di alcune tipologie di veicoli come stabilito nelle passate deliberazioni.

 
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