Bufale elettorali senza pudore... Senesi, ecco la verità PDF Stampa E-mail
Politica
Martedì 19 Giugno 2018 12:56

Un volantino a firma Pierluigi Piccini, offensivo per l'intelligenza dei senesi, recita che "l'altro candidato (de Mossi, ndr), ha proposto accordi non ufficiali, ma semplici spartizioni di poltrone. Ho creduto giusto rifiutare". Siccome io c'ero, posso dire: ma che cavolo ha rifiutato Piccini se si è parlato solo di programma e non gli è stato offerto nessuna poltrona, anche perché non ne avevamo e non ne abbiamo alcuna? Si era parlato di un accordo, anche scritto e pubblico, sul programma, cosa conseguente alle dichiarazioni di Piccini che il giorno prima aveva detto in tv di non volere poltrone. L'apparentamento ci è stato chiesto, a me e a Vittorio Stelo, dai suoi inediti emissari, Alessandro Francesconi e Bonura, solo dopo che era già uscita urbi et orbi la notizia dell'accordo fatto con Valentini.

Ed ora Piccini fa il bello a dire che ha rifiutato? Che cosa ha rifiutato, quello che lui stesso non aveva nemmeno chiesto? Lo capisce anche un bambino che le poltrone le cerca chi chiede l'apparentamento, e non il contrario. E Piccini le poltrone le ha chieste a Valentini, e le ha ottenute: quattro posti di assessore, fra cui il vicesindaco, e quattro consiglieri comunali in più grazie all'eventuale premio di maggioranza. Un'autentica bulimia di poltrone, che misura la disperazione di Valentini, che le ha concesse, tradendo l'impegno e la fiducia di coloro che lo avevano sostenuto, anche quando dipingeva il Piccini come rappresentante di un periodo oscuro. Giudichino i senesi chi racconta balle e chi no.

Marco Falorni

 
Passa il treno della storia... #VOLTIAMOPAGINA PDF Stampa E-mail
Politica
Venerdì 08 Giugno 2018 13:05

Cari amici, domenica 10 giugno a Siena passa il treno della storia. Può essere il giorno del cambiamento epocale, dopo 74 anni. Possiamo farcela!

Vorrei rivolgermi a ciascuno di voi concittadini, per darvi coraggio, perché lasciate a casa le vostre paure, perché ricordiate bene che cosa ci ha fatto il malgoverno del PD negli anni scorsi, perché ritroviate l’orgoglio di senesi, per liberare la nostra amata città, per ridarle speranza, per rilanciare le sue grandi potenzialità, per esaltarne la bellezza, per ritrovare dignità e decoro, per tornare a farne quella capitale del sapere che è stata per secoli.

 

 

Per me, dopo tanti anni di opposizione seria e senza sconti ma, spero, mai volgare, è arrivato il momento delle risposte definitive. Mi sono impegnato tanto, e lo sapete, mi rimetto ora completamente nelle vostre mani. Avrei tanta voglia di contribuire al riscatto di Siena, ma accetterò di buon grado qualunque vostra decisione.

Se in questi anni mi sono guadagnato la vostra stima e la vostra fiducia, allora vi chiedo di votarmi. Ecco come si fa. Per esprimere la propria preferenza a favore del candidato consigliere Marco Falorni, è necessario mettere la croce sul simbolo della lista “Voltiamo Pagina - De Mossi Sindaco”, e nello spazio a lato scrivere Marco Falorni.

Vi saluto e vi abbraccio, uno per uno. Viva Siena! Viva la Libertà!

Marco Falorni

 
Falorni: “Dopo 74 anni di sinistra, Siena deve voltare pagina” PDF Stampa E-mail
Politica
Martedì 05 Giugno 2018 14:11

Intervista tratta dal sito internet www . ilcittadinoonline . it.

Quattro chiacchiere con Marco Falorni, uno dei consiglieri “anziani”, che ha fatto la storia dell’opposizione a Siena. Una opposizione coerente, pacata, fatta di impegno costante.

Marco Falorni, tanti anni da consigliere comunale, sempre all'opposizione. Ci sono state delle soddisfazioni? E cosa l’ha spinta a candidarsi a sindaco cinque anni fa, nel 2013?

La soddisfazione consiste nell’aver sempre fatto da punto di riferimento per i cittadini, ed aver prodotto migliaia di atti pubblici, fra interrogazioni, mozioni, richieste di accesso agli atti, interventi pronunciati in aula e nelle commissioni consiliari.

Le soddisfazioni in senso stretto sono state poche, perché al momento del voto sulle mie proposte, il PD non ha mai guardato al merito ma alla provenienza della proposta stessa, con un atteggiamento assolutamente pregiudiziale. Una piccola ma significativa soddisfazione consiste nell’essere riuscito a far intitolare il nuovo policlinico a Santa Maria alle Scotte, perpetuando così il patrocinio di Maria sulla sanità senese, che dura da undici secoli.

Cinque anni fa mi candidai a sindaco con la mia lista civica, perché la coalizione di Eugenio Neri era troppo eterogenea e poco coesa.

 

 

C'è stato un tema a lei particolarmente caro che ha seguito in tutti questi anni? Ha raggiunto l'obiettivo sperato o è stata una battaglia persa? E perché?

Mi sono occupato di tante cose, ma direi che il filo conduttore è stato costituito dall’attenzione al decoro urbano, fondamentale per una città di cultura e turistica come Siena, tema collegato con l’ambiente, la sicurezza e la salvaguardia del patrimonio artistico. Il PD ha sempre sottovalutato queste tematiche, divulgando per anni la novella della città sicura, sana e sostenibile.

Spesso in città si dice che anche l'opposizione si sia resa responsabile, per connivenza, dei danni fatti dal partito al potere, Lei ritiene che il ruolo dell'opposizione in consiglio comunale, in questi anni difficili a Siena, sia stato ben svolto o ha notato, a volte, delle cadute di "azione" che hanno di fatto favorito il "sistema Siena"? Ci può raccontare un episodio che le ha lasciato qualche perplessità?

L’opposizione, in genere, ha fatto il possibile. E’ però vero che ci sono stati alcuni anni in cui i rappresentanti del centrodestra hanno votato con il PD su temi fondamentali, quali i documenti sulla Fondazione Monte dei Paschi. Di queste scelte disastrose il PD porta la massima responsabilità, ma non sono esenti da colpe neppure i suoi vecchi alleati in maggioranza, ed anche in quella parte di opposizione che subiva l’influenza della politica verdiniana in Toscana. Tutti questi soggetti politici sono oggi riuniti in un raggruppamento di liste civiche, imbottite di personaggi che improvvisamente si sono scoperti improbabili oppositori.

Ha affrontato questa campagna elettorale a sostegno del candidato sindaco Luigi De Mossi. Perché questa scelta?

Perché il centrodestra senese, oggi finalmente depurato dai tentennamenti del passato, si è unito intorno a questo bravo professionista, autentica espressione della società civile. Personalmente resto civico e non iscritto a partiti, ho aderito quindi alla lista “Voltiamo pagina”, autentica espressione del migliore civismo senese. Ci tengo a sottolineare che nello schieramento di De Mossi, sia fra i candidati, sia un domani nella eventuale giunta, non ci sono e non ci saranno personaggi che hanno ricoperto un qualsiasi ruolo nel nefasto periodo del cosiddetto “groviglio armonioso”. Fra i principali competitori, chi può dire altrettanto?

Se entrerà in consiglio comunale, quali saranno i suoi primi obiettivi politici, qualora si trovasse nei banchi della maggioranza?

Naturalmente ripartirò dal decoro urbano, fondamentale per riqualificare l’immagine della città, con risvolti importanti anche sul piano economico. Spingerò per la istituzione vera ed effettiva del vigile di quartiere in tutte le aree cittadine. E porterò avanti tematiche tutte collegate e conseguenti, quali pulizia della città, cultura, turismo, lavoro, razionalizzazione di traffico e sosta e quindi miglioramento della qualità della vita dei senesi.

Spero davvero che, dopo 74 anni di governo della sinistra, Siena si liberi delle sue paure, volti pagina e torni a rilanciarsi, prima di tutto come quella capitale del sapere che è stata per secoli.

 
Decoro urbano e aree verdi, ecco le mie idee e i miei impegni PDF Stampa E-mail
Politica
Domenica 27 Maggio 2018 07:52

Il decoro urbano è il punto centrale da cui bisogna partire, se si vuole rilanciare una città a forte vocazione culturale e turistica. Se sarò eletto in consiglio comunale, ecco alcuni punti sui quali intendo personalmente impegnarmi per promuoverne la realizzazione.

 

 

1) Istituzione di un assessorato al decoro urbano, ambiente e polizia municipale.

2) Porre sotto il coordinamento dell’assessore competente la polizia municipale e l’ufficio comunale aree verdi.

3) Ripristinare il gruppo di operai comunali che possano intervenire dietro segnalazione dei cittadini per piccole riparazioni.

4) Porre sotto il coordinamento dell’assessore competente il gruppo degli operai comunali suddetto ed un piccolo nucleo all’interno della polizia municipale, per individuare ed effettuare interventi di ripristino o razionalizzazione in tema di decoro e temi assimilati.

5) Istituzione del vigile di quartiere, reperibile, in alcune ore del giorno, anche per i cittadini del quartiere assegnato, e che periodicamente si relazioni con l’assessore al decoro per segnalare tutte le situazioni a rischio individuate.

Inoltre, a causa della sciagurata politica urbanistica degli ultimi decenni, l’ambiente urbano è stato degradato, ed anche le aree verdi hanno sofferto molto. Servirà una cura certosina, quotidiana, per recuperare e migliorare gli spazi verdi, non escludendo forme organizzate di collaborazione da parte di cittadini volontari. In particolare, occorrerà attuare un programma di piantumazione di nuovi alberi, selezionando specie realmente autoctone, preferibilmente sempreverdi, e che presentino il minimo possibile di disagi collaterali a causa di radici, rami pericolanti eccetera.

Marco Falorni

Candidato nella lista “Voltiamo Pagina - De Mossi Sindaco”

 
Impegno, onestà, coerenza, questa la mia promessa elettorale PDF Stampa E-mail
Politica
Venerdì 25 Maggio 2018 13:17

 

Impegno, onestà, coerenza

Cari amici, credo sia doveroso spiegarvi i motivi della mia ricandidatura a consigliere comunale, nella lista “Voltiamo Pagina - De Mossi Sindaco”.

Per me non chiedo poltrone. Spero solo di dare un contributo per realizzare quel cambiamento, quella svolta storica che Siena attende da troppo tempo.

Negli anni trascorsi in consiglio comunale, credo di aver fatto tutto il possibile per rappresentare i cittadini, con diverse migliaia di atti, fra interrogazioni, mozioni, accessi agli atti e interventi pronunciati in aula. Sono sereno in coscienza e abbastanza soddisfatto del lavoro svolto. Ma mi resta l’amarezza nel vedere la nostra città molto più povera di quando sono entrato in consiglio. E questo per responsabilità del PD e dei suoi alleati, che oggi si presentano da improbabili alternativi.

Quanto alla giunta Valentini, essa ha ereditato il disastro già fatto, ma non ha certo invertito la tendenza, anzi, ed il sindaco uscente ha tradito tutte le sue principali promesse elettorali, a cominciare dalla ricerca delle responsabilità sul crac Montepaschi e dal libro bianco che doveva contenere tali responsabilità.

E’ vero che il sindaco uscente ha fatto bene a ridurre il debito comunale, pagando le rate di mutui e boc. Ma questo a prezzo di zero investimenti, salvo l’attivismo abbastanza ridicolo degli ultimi due mesi. Ci voleva più equilibrio. E le risorse liberate andavano spese per rifare strade e marciapiedi, e non per pagare un concerto.

In questa campagna elettorale sentirete tante false promesse. Non fidatevi. Da parte mia, prometto solo l’impegno, l’onestà e la coerenza di sempre. E naturalmente, farò tutto il possibile, dalla posizione in cui mi troverò in base alle scelte dei cittadini. Se sarò eletto, cercherò di portare avanti, prioritariamente, iniziative su questi temi, che sono tutti collegati e conseguenti: decoro urbano, pulizia della città, cultura, turismo, lavoro, razionalizzazione di traffico e sosta e quindi miglioramento della qualità della vita dei senesi.

Ma la cosa più importante sarà far riemergere Siena dalla mediocrità in cui è stata precipitata, liberare le potenzialità dei senesi, migliorare i collegamenti, ricreare quella capitale del sapere che la città è stata per secoli, liberare soprattutto i cittadini dalla paura, farli sentire davvero liberi di esprimersi, in qualsiasi circostanza.

Dopo 74 anni di potere della sinistra, mi aspetto che Siena scelga il centrodestra. Tutti gli altri sono finti cambiamenti, con schieramenti di sinistra mascherati da civici.

E nell’ambito del centrodestra, in coerenza con la mia storia politica, mi sono candidato nella lista civica “Voltiamo Pagina - De Mossi Sindaco”, che rappresenta uno scatto di orgoglio civico e civile, un segno della volontà della nostra città di liberarsi dal buio degli ultimi decenni e di tornare a vedere la luce, prima di tutto con le proprie forze.

Vi invito dunque a barrare il simbolo della lista e, se volete, ad aggiungere a fianco la vostra preferenza, scrivendo il mio nome e cognome. Vi ringrazio comunque, e vi abbraccio tutti.

Viva Siena! Viva la libertà!

Marco Falorni

 
Falorni: “Dopo 74 anni di sinistra, l’unico cambiamento vero è il centrodestra” PDF Stampa E-mail
Politica
Domenica 13 Maggio 2018 19:50

E’ stata pubblicata su Rielpublishing una intervista, curata da David Busato, a Marco Falorni, giornalista, consigliere comunale di lungo corso, ed ora candidato nella lista “Voltiamo Pagina De Mossi Sindaco”. Qui di seguito eccone il testo.

 

 

Tua ricandidatura. Un commento.

“Per me non chiedo poltrone, la mia ricandidatura è solo un servizio che spero possa contribuire a realizzare il cambiamento, la svolta storica per la nostra città”.

Un tuo bilancio da consigliere.

“Personalmente credo di aver fatto tutto il possibile per rappresentare i cittadini, con diverse migliaia di atti, fra interrogazioni, mozioni, accessi agli atti e interventi in consiglio. Sono sereno in coscienza e abbastanza soddisfatto. Ma resta l’amarezza per lasciare la città molto più povera di quando sono entrato in consiglio. E questo per responsabilità del PD e dei suoi alleati, che oggi si presentano da improbabili alternativi”.

Giudizio su operato amministrazione comunale.

“La giunta Valentini ha ereditato il disastro già fatto, ma non ha certo invertito la tendenza, anzi, ed il sindaco uscente ha tradito tutte le sue principali promesse elettorali, a cominciare dalla ricerca delle responsabilità sul crac Montepaschi e dal libro bianco che doveva contenere tali responsabilità”.

Mancata partecipazione dei 5 Stelle.

“Quando manca una voce, o peggio viene soffocata, è sempre una sconfitta per la democrazia e per me non è retorica. Un abbraccio a Pinassi e Aurigi, con i quali abbiamo condiviso molte battaglie in consiglio comunale, e a Furiozzi, così assurdamente penalizzato”.

Il "tuo" programma. Quali le priorità.

“Le priorità sono collegate e conseguenti: decoro urbano, pulizia della città, cultura, turismo, lavoro, razionalizzazione di traffico e sosta e quindi della qualità della vita dei senesi”.

Il 16 giugno il "Gay Pride" con patrocinio Comune. Un commento.

“Non mi oppongo al Gay Pride, a patto che non ci siano eccessi, ma il patrocinio non l’avrei dato”.

Quali le emergenze della città?

“Farla riemergere dalla mediocrità in cui è stata precipitata, liberare le potenzialità dei senesi, migliorare i collegamenti, ricreare quella capitale del sapere che è stata per secoli, liberare soprattutto i cittadini dalla paura, farli sentire davvero liberi”.

Una scelta giusta a tuo modo di vedere di Valentini Sindaco...

“Ha fatto bene a ridurre il debito comunale, pagando le rate di mutui e boc. Ma questo a prezzo di zero investimenti, salvo l’attivismo abbastanza ridicolo degli ultimi due mesi. Ci voleva più equilibrio. E le risorse liberate andavano spese per rifare strade e marciapiedi, non per il concerto della Zilli”.

Che campagna elettorale è secondo te?

“Come tutte le altre. Prepariamoci a sentire bugìe in quantità industriale e promesse ridicole, contando sulla memoria corta dei cittadini. Io prometto solo l’impegno, l’onestà e la coerenza di sempre. Dopo 74 anni di potere della sinistra, mi aspetto che Siena scelga il centrodestra. Tutti gli altri sono finti cambiamenti, con schieramenti di sinistra mascherati da civici”.

David Busato

 
I senesi continueranno a vedere la tv, per ora, ma l’incubo continua PDF Stampa E-mail
Varie
Giovedì 17 Maggio 2018 13:10

E’ arrivata la risposta del Comune, a firma dell’assessore Paolo Mazzini, alla interrogazione a risposta scritta a suo tempo presentata dal consigliere Marco Falorni, in merito ad una sentenza del Tar del Lazio. In sostanza, si richiedeva se, stante la sentenza dello stesso Tar del Lazio che aveva rigettato un ricorso del Comune di Siena,  i senesi potranno o meno continuare a vedere la televisione, che come noto in città è distribuita via cavo dall’amministrazione. Il Tar motivava che il Comune non solo non ha l’autorizzazione per trasmettere, ma neppure ne ha fatto richiesta. La risposta è, in pratica, che il problema sarà lasciato in eredità alla prossima amministrazione comunale. Infatti l’attuale giunta ha manifestato l’intenzione di fare appello al Consiglio di Stato.

Ma andiamo con ordine. Nella sua lunga risposta, l’assessore Mazzini riepilogava, fra l’altro, la vicenda della prima diffida al Comune di Siena a distribuire il segnale televisivo via cavo, risalente al novembre 2006, e partita dal Ministero delle Comunicazioni. Il Comune fece ricorso al Tar Lazio, che nel febbraio 2007 accordava la sospensiva, congelando gli effetti della diffida. Da allora sono passati ben 11 anni, fino a quando, all’inizio del 2018, il Tar del Lazio ha rigettato definitivamente il ricorso del Comune di Siena, intimandogli, sostanzialmente, di cessare la divulgazione del segnale tv.

“Lo spegnimento del segnale tv - argomenta Paolo Mazzini - esporrebbe sicuramente il Comune a responsabilità giuridiche ben superiori, andando a ledere pesantemente il diritto di informazione costituzionalmente garantito ai cittadini”. Da qui “l’intenzione di appellare la sentenza n. 2389/18 emessa dal Tar Lazio, richiedendo altresì al Consiglio di Stato la sospensione dell’efficacia del provvedimento medesimo”. Il Comune sta quindi “procedendo agli opportuni adempimenti in proposito”.

Riepilogando, si tratta di una vicenda tipicamente italiana, con tempi biblici da parte della giustizia, in conseguenza di una decisione - l’eliminazione delle antenne televisive e la trasmissione del segnale tv via cavo - nata male con Piccini, e proseguita peggio con Cenni, Ceccuzzi e Valentini. Insomma, una bella gatta da pelare in più per il prossimo sindaco.

 

 

Infine, ecco il testo della interrogazione presentata da Marco Falorni.

Appreso:

- Che la Sezione Terza Ter del Tar per il Lazio (presidente Riccardo Savoia, estensore Massimo Santini), con decisione depositata lo scorso 2 marzo 2018, ha rigettato il ricorso del Comune di Siena per l’annullamento del provvedimento del Ministero delle Comunicazioni, Ispettorato Territoriale Toscana, recante diffida a continuare nell’attività di distribuzione via cavo dei segnali irradiati via etere dalle concessionarie del servizio di radiodiffusione televisiva terrestre e satellitare;

- Che, in particolare, l’Ispettorato Territoriale Toscana, dopo aver rilevato che il Comune di Siena aveva installato uno specifico impianto per la ripetizione e la distribuzione via cavo di programmi trasmessi dalle concessionarie del servizio radiotelevisivo, aveva inibito la prosecuzione di tale attività per la mancanza, al riguardo, della prescritta autorizzazione ministeriale;

Considerato:

- Che il Tar del Lazio ha rigettato il ricorso del Comune di Siena, avendo rilevato che il titolo concessorio non era stato richiesto;

- Che, con il rigetto del ricorso da parte del Tar del Lazio, la diffida a suo tempo emanata dall’Ispettorato Territoriale Toscana ha ripreso efficacia, e conseguentemente il Comune di Siena dovrebbe cessare il sistema di ripetizione e distribuzione via cavo;

CHIEDO al sindaco:

- Se ha intenzione di ottemperare a quanto disposto dal Tar del Lazio e come pensa di assicurare ai cittadini senesi la regolare ricezione del segnale televisivo trasmesso dalle concessionarie”.

 
Pernottamenti a Siena: ecco i risultati della politica “Siena in tre ore” PDF Stampa E-mail
Politica
Domenica 13 Maggio 2018 10:41

L’indagine dell’Istat sul numero delle presenze negli esercizi ricettivi in Italia è veramente rivelatrice, e mette a nudo i limiti della politica turistica “Siena in tre ore” portata avanti dal duo Valentini-Pallai. Sono disponibili i dati del 2016 e del 2015. E’ stato un anno positivo, per il turismo italiano, il 2016. Per quanto riguarda i pernottamenti negli esercizi ricettivi, essi sono stati 403 milioni, in aumento del 2,6 per cento sul 2015.

Per quanto riguarda Siena, nel 2016 la città è sparita dal prospetto delle prime cinquanta in classifica. Infatti nel 2015 Siena occupava il 49esimo posto, con 1.038.347 presenze, ma anche un meno 7,3 per cento sull’anno precedente. Nel 2016, come detto, non è dato sapere, perché la città è sparita dalle top 50, con l’ultimo posto, il cinquantesimo, che è occupato da Rosolina, anonimo comune sulla costa veneta, in provincia di Rovigo.

 

 

Il primo posto è occupato da Roma, con oltre 25 milioni di presenze, poi Milano, Venezia, Firenze, e diversi comuni dell’hinterland veneziano e della costa romagnola. In Toscana, oltre che da Firenze, Siena è preceduta anche da Pisa (29esimo posto, quasi 1 milione e 700 mila presenze), Montecatini Terme (30esima), Castiglione della Pescaia (34esimo posto), Viareggio (46esimo posto) e Orbetello (48esimo posto, con 1.114 mila presenze). Da notare che nel 2016 è finita fuori classifica anche Grosseto, che però nel 2015 precedeva Siena, piazzandosi al 44esimo posto (con 1.127 mila presenze), grazie alle frazioni di Marina e Principina a Mare.

Insomma, forse a Siena si potrebbe far meglio, che dite?

Marco Falorni

Consigliere comunale

 
Immobili del Comune affittati o dati in comodato: c’è tanto da riesaminare PDF Stampa E-mail
Politica
Giovedì 01 Marzo 2018 14:01

Mi pare interessante la risposta che ho ricevuto alla mia interrogazione a risposta scritta per saperne di più in merito al patrimonio immobiliare del Comune di Siena dato in locazione o in comodato. Dalla risposta fornita dall’assessore Paolo Mazzini si apprendono molti dati interessanti. Qui di seguito ne riepilogo alcuni, in estrema sintesi.

Gli immobili comunali (case, uffici, negozi, magazzini eccetera) dati in locazione, nel 2017 erano complessivamente 99, mentre gli immobili dati in comodato gratuito erano complessivamente 24.

 

 

Fra gli immobili locati, quelli che sono stati affittati prevedendo un canone annuo  inferiore a 1.000 euro, quindi molto basso e comunque inferiore ai 100 euro mensili, erano 35. Fra questi ultimi ci sono circoli ricreativo culturali, ma anche negozi e studi professionali, e addirittura un locale in via di Città affittato a 0,52 euro all’anno.

Passando ai locali dati gratuitamente in comodato, ce ne sono alcuni occupati da associazioni storico politiche, e addirittura un locale ad uso sportello bancomat in uso ad una banca.

In questo quadro, spiccano alcuni casi singolari: per esempio i locali affittati alla Arciconfraternita di Misericordia a San Miniato, per l’importo annuo, non certo simbolico, di euro 22.451,31; soprattutto, la ex scuola materna di Montalbuccio, da tempo usata come casa famiglia dalla Associazione Papa Giovanni XXIII, affittata al canone annuo, anch’esso piuttosto consistente, di euro 18.000, pari a 1.500 euro al mese.

Si noti che fino a poco tempo fa l’immobile della casa famiglia era dato in comodato gratuito, e recentemente è stato concesso in locazione a 18.000 euro all’anno perché, fu giustificato in consiglio comunale, altrimenti la corte dei conti ci contesterebbe un danno erariale. Sicuri che fra gli altri 122 immobili comunali concessi a terzi non ce ne sia qualcun altro meritevole di attenzione da parte della corte dei conti, per constatare eventuali danni erariali?

Certo è che la prossima amministrazione, qualunque essa sia, dovrà fare un serio esame del patrimonio immobiliare comunale concesso a terzi, per non incorrere in contestazioni da parte della corte dei conti, e non solo.

Nella foto: la casa famiglia di Montalbuccio.

Marco Falorni

Impegno per Siena

 
Sull’Enoteca un voto storico. Ecco chi ha votato per lo scioglimento e chi contro PDF Stampa E-mail
Politica
Mercoledì 25 Ottobre 2017 13:33

La delibera per procedere alla liquidazione dell’Enoteca è stata approvata dal consiglio comunale con 17 voti a favore a fronte di 11 contrari. Cinque erano i consiglieri assenti al momento del voto: Nesi e Maestrini, assenti fin dall’inizio della seduta, e tre assentatisi in corso d’opera (strategicamente?), e cioè Alessandro Piccini, Becchi e Marzucchi.

La maggioranza è stata disciplinata e compatta, con tutti i piddini (valentiniani e scaramelliani) uniti appassionatamente, e con gli alleati di Siena Cambia, Riformisti e gruppo misto che, in spregio ai ripetuti proclami di autonomia, e alle rivendicazioni di non votare a loro scelta le delibere proposte dal sindaco, hanno invece dato il loro docile voto favorevole.

La delibera è stata comunque storica, ed è giusto che ognuno, nel bene o nel male, si assuma le responsabilità di competenza. Pertanto ricordo tutti i nomi dei consiglieri votanti. A favore dello scioglimento dell’Enoteca: Valentini, Ronchi, D’Onofrio, Lorenzetti, Di Renzone, Cappelli, Zacchei, Persi, Petti, Simone Vigni, Lolini, Bruttini, Periccioli, Guazzi, Da Frassini, Bufalini, Porcellotti. Contro lo scioglimento dell’Enoteca: Falorni, Corsi, Bianchini, Giordano, Sabatini, Trapassi, Pinassi, Aurigi, Campanini, Staderini. Qui di seguito pubblico il mio intervento pronunciato in aula (m.f.)

 

 

 

“Per la distruzione dell’Enoteca, per questo ennesimo disastro a danno della città di Siena, bisogna riconoscere che il Comune di Siena, pur avendone grande responsabilità, non è il solo colpevole, ci sono anche altri enti, a cominciare dalla Regione Toscana. Diciamo, in sintesi, che INSIEME CI SIETE RIUSCITI.

L’Enoteca di Siena, formalizzata nel 1960, affonda le radici nella mostra dei vini tipici d’Italia, tenuta nel 1933 in fortezza con grande successo. In quella occasione i migliori intellettuali toscani del tempo, Lorenzo Viani, Maccari, Bilenchi, Cesarini, Rosai si sfidavano a colpi di sonetti nel festival della poesia bacchica. E questa storia la facciamo finire nel 2017, con l’amministrazione Valentini. Bravi! Paolo Maccherini sicuramente si rivolta nella tomba, e con lui Gianni Brera ed altri grandi amici, e direi anche cantori dell’Enoteca.

Il vicesindaco Mancuso mi è buon testimone che, proprio nei primi giorni di questo mandato consiliare gli parlai dell’Enoteca come una delle prime emergenze, se non la prima in assoluto, da affrontare, ed egli manifestò sincera preoccupazione e volontà d intervenire. E dopo cinque anni, cosa è stato fatto? Quali sono i risultati?

In una provincia che, unica fra tutte, vanta ben quattro vini DOCG, come si fa a chiudere il principale ente vocato al vino? Anticamente l’Italia, o almeno una parte di essa, si è chiamata Enotria, terra del vino, e noi oggi come raccogliamo questa eredità? Nel tempo, la nostra città ha sempre subìto, senza mai reagire, nonostante i reiterati allarmi lanciati in quest’aula, la nascita e lo sviluppo di nuovi enti e iniziative vocate al vino, dal Vinitaly in poi. L’Enoteca aveva l’esclusiva nazionale della promozione vinicola, ed oggi è la cenerentola. Abbiamo subìto perfino lo schiaffo dello scippo della selezione dei vini di Toscana, alla quale ho personalmente partecipato come assaggiatore in rappresentanza della stampa, selezione emigrata a Firenze, guarda caso alla Leopolda, una location eloquente.

Oggi si viene a dire che continuare a finanziare l’Enoteca sarebbe un danno erariale. Questo è il risultato di decenni in cui si sono messi nelle posizioni di vertice esponenti del PD in parcheggio, invece che esperti del settore economico di competenza, fino alla recente nomina di Egidio Bianchi, bravo commercialista, sicuramente esperto anche in liquidazioni societarie, ma comprensibilmente non altrettanto esperto di agricoltura ed enologia. E non lo si è messo nelle condizioni di elaborare un piano industriale di rilancio dell’ente. Non basta la recente iniezione di liquidità da parte della Regione, volatilizzata in fretta, perché scollegata da ogni idea di futuro.

Potremmo anche accettare il peggio, ma non senza aver prima lottato fino all’ultimo. Ci dicono che perfino il Governo è insolvente. E perché il sindaco non fa una conferenza stampa per denunciarlo apertamente? Perché il PD di Siena non prende contatto con il ministro dell’agricoltura Martina, che poi è anche il vicesegretario nazionale del Partito Democratico, e quindi il vice di Renzi? Perché i consiglieri comunali del PD non invitano a Siena il ministro Lotti, e stavolta non per portarlo a cena in contrada, ma per portarlo a vedere in che condizioni è stata ridotta l’Enoteca? Perché il sindaco Valentini, che vanta grandi relazioni con il governatore Rossi, non lo coinvolge nel problema Enoteca? E che cosa hanno fatto i parlamentari del territorio, Susanna Cenni e Luigi Dallai, perché non spendono nemmeno una interrogazione parlamentare, una parola per difendere concretamente l’Enoteca?

Provo a darvi una road map: riunite sindacati e dipendenti e chiedete loro una proroga di fiducia, scrivete una relazione alla corte dei conti per giustificare la situazione, fate una spedizione presso il Governo e una presso la Regione e date loro la sveglia. Riunite un tavolo con le associazioni di categoria del mondo agricolo e con i consorzi dei nostri grandi vini e di altri vini d’Italia per coinvolgerli nella salvezza e, con nuove prospettive, nella gestione dell’Enoteca. Mettete tutti i soggetti competenti di fronte alle loro responsabilità e datene puntualmente conto alla cittadinanza senese. E intanto valorizzate la fortezza come polo di accoglienza turistica e di promozione dei prodotti enogastronomici locali. E in attesa di recuperare tutta la fortezza, recuperate almeno ad un livello di decenza l’ingresso della fortezza stessa, dove c’è l’Enoteca. Cambiate i cartelli rotti, togliete le pozzanghere, riempite la zona di fiori, di cure, di amore.

Se prima non fate tutto questo, non potete oggi chiederci l’autorizzazione a sciogliere l’ente.

In conclusione, mi rivolgo, non all’amministrazione Valentini o al PD come soggetto politico, che ritengo irredimibili, mi rivolgo invece ai singoli consiglieri comunali di maggioranza, del PD e degli altri gruppi, non date il vostro voto, non apponete la vostra simbolica firma sulla fine dell’Enoteca, non fate la storia a rovescio. Aggiungo che, per nutrire la legittima ambizione di contribuire al riscatto della città, è necessario che oggi diano un segnale di effettiva autonomia, di sincera volontà di aderire prima agli interessi collettivi dei senesi che agli ordini di partito o di scuderia. E’ necessario che oggi, da questo consiglio, venga un voto contrario alla proposta di delibera che il sindaco ci ha sottoposto”.

Marco Falorni

Impegno per Siena

 
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