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Via chi ha fallito, ripartiamo tutti insieme con IPS! |
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Politica
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Mercoledì 22 Maggio 2013 06:39 |
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Alcuni candidati a sindaco (tra gli altri, Valentini, Marzucchi e Corsini) hanno lamentato che in questa campagna elettorale ci sono troppe critiche sul passato, troppo rancore verso chi ha governato Siena nell’ultimo decennio, troppo catastrofismo per come è messa la città.
Ma la situazione parla purtroppo di un generalizzato fallimento. Negli ultimi due anni la città ha subìto un crollo economico senza precedenti e la sua immagine danni incalcolabili, con l’edificio del Tribunale che ha ormai sostituito la Piazza del Campo in tutti i telegiornali.

La nostra grande Banca cerca acquirenti e l’occupazione dei suoi dipendenti è a rischio; il patrimonio della Fondazione, in dieci anni, è sceso da 12 miliardi di euro a 600 milioni, metà dei quali gravati da debiti. Il dissesto dell’Università resta grave nonostante la vendita degli immobili del policlinico e del San Niccolò, e l’ultimo bilancio non è stato approvato dai sindaci revisori. Le cooperative di servizi perdono lavoro e occupati. Le “biotecnologie” sono in cassa integrazione. Il Comune è gravemente indebitato e mancano persino i soldi per levare l’erba dalle aiuole e dalla Piazza. E si potrebbe continuare.

Tutto questo disastro non è nato per caso o per sfortuna, ma è il pesante risultato del fallimento di un sistema di potere ben riconoscibile, quello che il PD ha costruito, alimentato e difeso con i suoi docili alleati (Siena Futura, Riformisti e SEL) e, spesso, grazie ai silenzi interessati dei partiti di opposizione (UDC e PDL). Nel decennio “Ceccuzzi - Cenni - Mussari” la città nel suo complesso è stata preda di un diffuso malgoverno che ha visto fondersi l’incapacità amministrativa, la forzatura delle leggi, in qualche caso l’alterazione dei bilanci, il diffuso clientelismo e familismo, il privilegio delle ambizioni e degli interessi personali rispetto al bene comune. Ma quel sistema non è magicamente finito con il tramonto dei “tre” dai loro ruoli; è anzi ben vivo nei loro numerosi eredi, più o meno palesi, animati da nuove ambizioni.

Dobbiamo allora chiederci: possiamo affidare la rinascita della città a chi ha contribuito a gestire questa stagione sciagurata o ne ha condiviso i benefici? Si può costruire il futuro insieme a coloro che hanno distrutto il nostro presente? Chi ha partecipato al fallimento non dovrebbe sparire dalle scene politiche invece che proporsi come curatore?
Questo non è catastrofismo, come non lo era quando lottavamo contro lo scempio di Ampugnano, ci opponevamo all’acquisto di Antonveneta o eravamo contrari al piano strutturale del Comune, altra fonte di spreco, o ci opponevamo a bilanci comunali costruiti per mantenere il consenso e non per il bene comune. Ci definivano catastrofisti e nemici di Siena, ma abbiamo purtroppo visto dove i suoi “amici” hanno portato questa città.

Con un programma semplice e concreto, la vera Lista Civica “Impegno per Siena” si candida a scrivere il futuro di Siena, pienamente legittimata dal fatto di essere stata capace di denunciare apertamente gli errori del passato. Chiediamo allora di rinnovarci la fiducia a chi già ce l’ha accordata e il voto a coloro che finora ce l’hanno negato, perché i fatti ci hanno dato ragione.
Lavorando con serietà, onestà e concretezza sarà possibile riconquistare la nostra dignità, ritrovare la nostra prosperità e la nostra sicurezza: TORNIAMO A SIENA!
Marco Falorni
Candidato sindaco di Impegno per Siena |
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Le istruzioni per il voto |
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Politica
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Sabato 18 Maggio 2013 22:07 |
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Per esprimere il proprio voto a favore del candidato sindaco Marco Falorni, è necessario crocettare il simbolo della lista Impegno per Siena Falorni situato in alto a destra.

A seguito della novità introdotta dalle legge 215/2012, per l’elezione dei consiglieri comunali non esiste più l’obbligo della preferenza unica. È perciò possibile indicare fino a due preferenze, purché attribuite a candidati di sesso diverso.
Si potrà quindi scrivere il cognome (ed in caso di omonimia anche il nome) di un candidato e di una candidata, purché appartenenti alla stessa lista. |
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Il Santa Maria della Scala deve diventare una fabbrica delle culture |
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Politica
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Giovedì 23 Maggio 2013 07:15 |
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In queste elezioni tutti i candidati hanno dedicato particolare attenzione al turismo. E’ naturale: si tratta di una delle "aziende" senesi con grandi potenzialità di crescita. Meno attenzione è stata dedicata a come potenziare l'offerta culturale legata ai beni artistici capace, questa sì, di riqualificare il tessuto produttivo di Siena e migliorarne anche la proposta turistica. Per fare di Siena una vera capitale della cultura fuori dalle scadenze burocratiche è indispensabile tornare, da subito, a valorizzare adeguatamente le formidabili potenzialità che la città possiede. La principale di esse è il Santa Maria della Scala, la grande occasione perduta di Siena.
A questo scopo è indispensabile tornare, aggiornandolo, al progetto originario, partorito negli anni ’90, che voleva trasformare l’antico Spedale in un grande centro polifunzionale di produzione legato all'arte, al restauro, agli studi, alle tecnologie applicate, alla formazione, alle esposizioni, così come una sede di attività ricettive e commerciali, in grado di creare per gli operatori e per gli ospiti uno spazio integrato da vivere, non solo da visitare. Una vera e propria fabbrica per le culture dove modi diversi di produrre e linguaggi diversi si devono e si possono incontrare. Un progetto che nella proposta gestionale ribadisca che l'esposizione è il risultato di un percorso produttivo che crea lavoro e rilancia il territorio in cui lo Spedale e la sua antica rete organizzativa è storicamente insediato.

Per fare tutto ciò è necessario che l'amministrazione comunale recuperi il ruolo che le spetta, quello di committente capace, intelligente e lungimirante. Un Comune che non subisca le pressioni di organizzazioni che operano in questo settore che considerano il bene culturale, anche quello di proprietà pubblica, come semplice oggetto speculativo finalizzato all'interesse privato. Queste organizzazioni non fanno che riproporre rendite di posizione, di cui Siena è vittima, che non prevedono un rilancio innovativo e occupazionale all'altezza dei tempi di crisi e in grado di anticipare il futuro. Soltanto un ampio progetto sarà capace di attrarre i capitali privati necessari al rilancio del Santa Maria della Scala e di parte consistente dell'economia senese. Capitali che devono trovare nell'investimento a Siena una reale valorizzazione che non è detto debba per forza essere legata agli aspetti economici. È sempre necessario tener conto dell'immagine che operazioni mirate possono creare per gli investitori in uno spazio di grande prestigio, dove la storia si sedimenta diacronicamente dall'età classica ai nostri giorni. Dove, altresì, un forte committente pubblico e alcuni selezionati interessi privati devono essere capaci di non interrompere una storia, ma continuare a progettare per anticipare il futuro creando lavoro.

La dimensione internazionale del Santa Maria della Scala richiede inoltre una direzione di grande valore professionale che superi il localismo, che sappia dialogare con le istituzioni internazionali di pari livello, che introduca sistemi di previsione gestionali e di controllo operativo che faccia del bilancio il vero strumento di governo.

Lo sviluppo di buona parte dell'economia senese, come quella del turismo e della sua riqualificazione, passa per il rilancio intelligente del Santa Maria della Scala che costituisce, nonostante tutto e gli errori fatti nel passato, una occasione unica. L'antico Spedale può rappresentare per l’intero Paese un vero laboratorio dove si può dimostrare che il bene culturale è capace di generare reddito e occupazione se non è relegato a semplice oggetto, ma inserito in un processo di valorizzazione complessivo che fa del territorio un asset vincente. Questa è la sfida che mi sento di lanciare e sulla quale mi impegno fin da subito senza aspettare le "novelle" del 2019 di un gruppo dirigente, come quello del PD, che ha sprecato occasioni e mortificato professionalità.
Marco Falorni
Candidato sindaco di Impegno per Siena |
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Simona Capece: il perché di una scelta per IPS |
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Politica
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Venerdì 17 Maggio 2013 07:35 |
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Marco Falorni parte dai cittadini, mentre Bruno Valentini riparte da Alberto Monaci e Alberto Brandani. Solo un nuovo dinamismo gestionale risolleverà le sorti della città.
La scelta di voto è sempre una scelta critica, almeno per chi è in grado di porsi criticamente di fronte ai cambiamenti economico-sociali che stiamo vivendo e che richiedono una messa in discussione.
La messa in discussione è, oggi, d’obbligo soprattutto per quanto riguarda il modus operandi della gestione di quasi tutte le istituzioni cittadine. Il livello di crisi economica complessivo della città è serio, ma non irreversibile. Soltanto coniugando un nuovo dinamismo gestionale in grado di far convergere la tenuta delle istituzioni pubbliche con le necessarie e legittime istanze di carattere privato nel settore commerciale, nella ricettività e promozione turistica, nel settore della cultura e nella valorizzazione e potenziamento della ricerca scientifica, sarà possibile recuperare quella credibilità istituzionale necessaria per riportare Siena ad un livello di competitività nazionale e internazionale.

Occorre dunque creare quel rapporto di “scambio alla pari” tra politica e società che finora a Siena è mancato, poiché il potere politico ha sovrastato, condizionato e spesso piegato ai propri bisogni l’iniziativa dei privati. L’investitura dei pubblici amministratori da parte del corpo sociale deve consistere in un dialogo continuo, che non cessi il giorno dopo le elezioni o addirittura prima.A questo riguardo credo necessario contestare un argomento che il candidato Valentini spesso adopera per rivendicare una propria maggiore legittimazione rispetto ai suoi avversari: cioè l’essere stato scelto dalle primarie. Le primarie ci sono state, ma è evidente come successivamente colui che le ha vinte innalzando la bandiera del cambiamento, abbia finito poi col ricoverarsi sotto l’ala protettrice proprio di quei poteri che hanno caratterizzato la cattiva politica artefice dell’attuale crisi senese. La differenza sostanziale tra la proposta di governo cittadino della lista Impegno per Siena con Marco Falorni candidato sindaco e il raggruppamento delle liste a sostegno dell’ex sindaco di Monteriggioni, Bruno Valentini, è semplice e di immediata comprensione: Marco Falorni “parte” dai cittadini dopo aver fatto una dura e trasparente opposizione; Bruno Valentini “riparte” da Alberto Monaci, dall’apparato ceccuzziano e da ciò che rimane dell’UDC di Brandani per riproporre logiche di gestione del potere obsolete e autoreferenziali.
Per creare a Siena un nuovo dinamismo gestionale, libero dai condizionamenti delle vecchie e fallimentari consorterie, è indispensabile portare avanti uomini del tutto estranei alle stesse. Sarà poi loro compito recuperare, con i dovuti adeguamenti tecnici, quella cultura di buon governo della macchina comunale, nello specifico della gestione dei bilanci, che deve essere basata sulla massima trasparenza e rigore amministrativo; tutto ciò anche attraverso un armonioso rapporto tra organi elettivi e dipendenti comunali. Solo in questo modo il Comune può tornare ad essere credibile e soprattutto aperto alle istanze dei cittadini, quali unici soggetti a cui l’attività di questa istituzione deve essere rivolta. Analogo atteggiamento gestionale deve essere adottato dal Comune in ordine alle nomine della Fondazione MPS, non più una scelta discussa e condivisa tra sindaco e segreteria del partito, ma tra sindaco e consiglio comunale quale unica espressione di democrazia cittadina. Diviene prioritario il coinvolgimento di tutti gli attori sociali, culturali ed economici della città per evitare i disastri del passato, perché la dissipazione del patrimonio collettivo degli ultimi anni ci ha insegnato, con amare sorprese, che istituzioni nevralgiche per lo sviluppo della città devono essere gestite da figure dotate di indubbia professionalità e competenze e non certo da funzionari di partito.
Simona Capece
Candidato di Impegno per Siena al consiglio comunale |
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Impegno per Siena: album di famiglia - 5 |
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Politica
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Mercoledì 22 Maggio 2013 21:19 |
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Gli orari dell'ufficio elettorale |
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Politica
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Sabato 18 Maggio 2013 21:54 |
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In occasione delle prossime elezioni amministrative del 26 e 27 maggio 2013, gli uffici di via Salicotto 6 effettueranno degli orari di apertura al pubblico straordinari. In particolare, per il rilascio delle tessere elettorali e dei loro duplicati, sarà possibile recarsi all’ufficio elettorale da martedì 21 a sabato 25 maggio, dalle 9 alle 19; domenica 26 dalle 8 alle 22, e lunedì 27 dalle 7 alle 15.

L’ufficio certificazioni, per il rilascio delle carte di identità e delle loro proroghe, sarà invece aperto sabato 25, dalle 15 alle 19; domenica 26, dalle 8 alle 22, e lunedì 27 dalle 7 alle 15.
Inoltre, nelle due giornate del voto, il Comune di Siena mette a disposizione un servizio pubblico di trasporto disabili ai seggi elettorali: per richiederlo, è necessaria una prenotazione telefonica ai numeri 0577/292230-292242, da lunedì 20 a lunedì 27, in orario 8-12.
Per informazioni, contattare il numero telefonico 0577/292234-292372. |
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Con IPS e Marco Falorni sindaco... TORNIAMO A SIENA! |
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Politica
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Sabato 18 Maggio 2013 21:22 |
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Una Siena più europea per rilanciare il turismo e l'economia |
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Politica
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Lunedì 20 Maggio 2013 14:43 |
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Riguardo al futuro della nostra città mi sembra che si oscilli tra due estremi. C’è chi vede tutto nero, considerando Siena ormai consegnata ad una irreversibile decadenza, e chi va in giro distribuendo sogni, assicurando che Siena, grazie alle sue magnifiche qualità e capacità, trionferà immortale, ma senza preoccuparsi di spiegare, in concreto, come. Personalmente mi ascriverei tra i fiduciosi critici: penso che in questa città esistano grandi risorse di persone e di mezzi in grado di permetterle di uscire dalla attuale crisi, ma a condizione che al suo interno avvenga una complessiva messa in discussione di logiche e abitudini che hanno imperato negli scorsi anni.
Il punto di svolta, a mio parere, sta nel comprendere che le risorse di cui prima parlavo dovrebbero sviluppare una nuova capacità di integrazione operativa e strategica e, al contempo, imparare a meglio sfruttare le opportunità che la cooperazione europea può offrire.

A Siena abbiamo una diffusa piccola imprenditoria privata di natura individuale, così come abbiamo forti e radicate organizzazioni che uniscono artigiani, commercianti, agricoltori. In passato, quando c’era il “Monte” a provvedere, ciascuno, forte di quel sostegno, ha costruito autonomamente il proprio divenire. Da parte del Comune è mancata quella funzione di cabina di regìa che sarebbe stata necessaria per costruire un modello di sviluppo organico, poiché in realtà il referente reale della politica economica cittadina era la Banca, che dava, ma non coordinava, perché non era suo compito. Oggi la realtà è mutata e il Comune non potrà/dovrà sottrarsi a tale ruolo; dovrà farlo muovendo dalle risorse che ci sono, ma soprattutto trovandone di nuove.
Un banco di prova fondamentale può essere il turismo, che Siena in passato non ha mai sfruttato in termini strategici, perché ben alimentata da altre fonti; al riguardo basta considerare come si è lasciata deperire una possibile miniera di ricchezza quale è il Santa Maria della Scala. Inoltre è d’obbligo considerare quanto Siena non abbia mai sfruttato le possibilità offerte dall’Unione Europea, si consideri che nel periodo di programmazione 2007-2013 su 45,1 milioni di euro arrivati sul territorio solo 36.631,25 sono stati destinati alla cultura e al turismo, tra l’altro per un progetto che non è stato neanche portato a termine e titolato “Sperimentazione del metodo territoriale di turismo sostenibile e competitivo della rete di regioni europee necstour”. Se queste sono le premesse, le conseguenze non possono certo essere diverse.
Un turismo rilanciato, organizzato, messo in rete, stanziale può significare rilancio non solo per alberghi e ristoranti, ma anche per il commercio, le imprese artigiane, l’edilizia, l’industria culturale e così via. Ma in una tale prospettiva è indispensabile che gli operatori economici non procedano in ordine sparso, bensì in modo coordinato: a questo deve pensare il Comune.

Se questo lavoro sarà organico e programmato, sarà più facile accedere alle risorse che la comunità europea può fornire. Anche perché, e questo lo sanno bene tutti gli operatori che hanno in passato partecipato alla sfida sui fondi europei, se non si crea una rete di soggetti validi e ben coordinati i fondi europei non sono accessibili.
A questo proposito è necessario che il nuovo sindaco si ponga nell’ottica di intervenire in maniera estremamente rapida per far sì che la nostra città sia protagonista ai tavoli di concertazione già attivi per l’attuazione della strategia comunitaria finalizzata alla valorizzazione delle città. In questa fase i comuni stanno partecipando attraverso l’ANCI, ma in tempi brevi si porrà come prioritaria una partecipazione diretta volta a tutelare gli interessi specifici dei singoli territori per essere protagonisti nella gestione dei fondi europei. Altrettanto protagonismo sarà richiesto nel prossimo futuro per la partecipazione attiva alla programmazione che interesserà il periodo 2014-2020 per il quale gli stanziamenti previsti ammontano a 959,9 miliardi di euro di cui 2,5 destinati alla competitività delle imprese anche nel settore del turismo.
Allora le parole d’ordine del prossimo futuro devono essere competenza, efficienza, volontà e organizzazione in rete per sfruttare al meglio tutte le opportunità che il nostro territorio merita.
Simona Capece
Candidata di Impegno per Siena al consiglio comunale |
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