Quel muro pericolante è la prova del nove dell’incapacità di amministrare PDF Stampa E-mail
Vedochiaro

Da quanti anni la via Fiorentina ha la carreggiata ristretta, con i conseguenti disagi e pericoli, a causa di quel famoso muro pericolante?

 

 

A memoria, è più o meno dall’inizio del mandato del sindaco Valentini che dura questa situazione, con il muro a rischio frana recintato alla meglio e sostenuto da una lunga teoria di traballanti paletti. Ormai si profila la fine del mandato dell’attuale giunta, che così lascerà in eredità anche questo problema alla prossima amministrazione.

 

 

D’accordo che la faccenda è complicata dalla proprietà privata del muro, ma ci sono problemi più difficili da risolvere, per una amministrazione. Ma è possibile trascinare questo scandalo da un anno all’altro? La risposta la diano i senesi, al momento giusto e nel posto giusto, se necessario rimandando di un’oretta la partenza per il mare.

Vedochiaro

 
Buona notizia: finalmente sta per riaprire al pubblico il “Giardino dei profumi” a porta Pispini PDF Stampa E-mail
Varie
Lunedì 18 Settembre 2017 12:42

Salvo sorprese, nelle prossime settimane il “Giardino dei profumi”, l’area verde interna alle mura ed attigua alla porta Pispini, dovrebbe tornare nella disponibilità della città e della contrada del Nicchio. Finalmente una buona notizia, e volentieri si deve darne atto alla giunta, ed in particolare all’assessore Paolo Mazzini. Su questa area verde, che sorge nel luogo dei vecchi lavatoi dei Pispini, avevo presentato una interrogazione a risposta scritta, in quanto, dopo che la stessa era stata ristrutturata a caro prezzo anni fa, da molto tempo risultava inaccessibile al pubblico, sbarrata da un cancello chiuso a chiave.

 

 

Nella sua risposta scritta, l’assessore Mazzini spiega che i lavori di ristrutturazione dell’area e della vicina torretta dell’ex complesso della Vita Eterna erano stati finanziati con i BOC (prestito obbligazionario comunale) e con i residui della vecchia legge speciale per Siena, per un totale di oltre 387 mila euro, e che nel 2011 l’area era stata concessa in uso gratuito alla contrada del Nicchio.

Nel corso del 2016, però, l’area era stata chiusa per effettuare lavori di restauro per sopravvenute necessità e adeguamento alle nuove norme, lavori con i quali è stato ricavato anche un piccolo bagno a servizio della cittadinanza. Ora i lavori sono finiti, e si spera che la riapertura al pubblico avvenga a breve. Qui di seguito pubblico il testo della mia interrogazione, che ha originato la risposta dell’assessore.

 

 

“Premesso:

- Che circa sette anni fa furono restaurati, molto bene, i vecchi lavatoi situati presso porta Pispini, con ingresso dall’interno dell’antemurale della porta stessa, trasformando l’area a giardino pubblico;

- Che tale area, chiamata “giardino dei profumi”, non è aperta al pubblico, e risulta sbarrata da un cancello di ferro chiuso a chiave;

CHIEDO al Sig. Sindaco:

- Se è vero che per ristrutturare l’area in questione furono spesi circa 390 mila euro, attingendo ai fondi della legge speciale per Siena;

- Se tale area verrà resa fruibile per la cittadinanza, almeno di giorno, ed eventualmente da quando”.

Marco Falorni

Impegno per Siena

 
Scordatevi il collegamento pedonale in via Esterna Fontebranda, non si fa più PDF Stampa E-mail
Politica
Venerdì 15 Settembre 2017 16:28

Ricordate la promessa, reiterata da diverse amministrazioni, di realizzare un collegamento pedonale fra il parcheggio di Pescaia (detto Fagiolone) e le fonti di Fontebranda, con messa in sicurezza di tutto il percorso lungo la via Fontebranda Esterna? Bene, non si farà, perché, spiega l’assessore Paolo Mazzini, “l’importo totale e la complessità dell’opera comportano un ripensamento che ad ora non rende realizzabile l’intervento”. Come si suol dire… sapevatelo!!!

E’ il finale della risposta scritta che l’assessore ha dato ad una mia interrogazione, in cui chiedevo fra l’altro “quale è il costo complessivo relativo a tale opera finora sostenuto dall’amministrazione”, quesito al quale non è stata data assolutamente alcuna soddisfazione.

L’assessore ha ricordato che in base ad un progetto di fattibilità del 2004, approvato dalla giunta Cenni, si prevedeva di spendere 800 mila euro per realizzare il primo stralcio dell’intera opera, e che nello stesso anno, con delibera G.C. n. 199/2004, fu approvato anche il relativo progetto preliminare. Tuttavia “per scelte diverse dell’amministrazione, alla fase preliminare non ebbero seguito altri livelli progettuali successivi” racconta Mazzini.

Si arriva così al 2014, quando, con una spesa di 55 mila euro viene realizzato il tratto di marciapiede in via Esterna Fontebranda fra il civico 11 e il civico 33. “Si ritiene con questo intervento di aver dato una prima risposta alle esigenze di percorrenza” chiosa l’assessore. Se sono contenti i senesi…

Qui di seguito pubblico il testo integrale della mia interrogazione a risposta scritta.

 

 

“Premesso:

- Che con delibera G.C. n. 81 del 18 febbraio 2004 era stato approvato il progetto di fattibilità del collegamento pedonale fra il parcheggio di Pescaia e via Fontebranda Esterna;

- Che l’iter progettuale era proseguito, forse con l’esproprio di alcuni terreni, e certamente con l’effettuazione di trivellazioni per indagini geologiche, avvenute nel 2009;

- Che tale opera, di indubbia utilità, non figura fra quelle attualmente in programma;

CHIEDO al sig. sindaco:

- Quale è il costo complessivo relativo a tale opera finora sostenuto dall’Amministrazione, considerate le spese per il progetto di fattibilità, i sondaggi geologici e rilievi effettuati, gli eventuali espropri e quant’altro;

- Se l’Amministrazione Comunale ha rinunciato definitivamente a realizzare quest’opera, e per quale motivo;

- In caso contrario, quali tempi si prevedono per la realizzazione del collegamento pedonale”.

Marco Falorni

Impegno per Siena

 
Le liste civiche lanciano la sfida e presentano l’identikit del candidato sindaco PDF Stampa E-mail
Politica
Mercoledì 19 Luglio 2017 08:08

Conosciamo la nostra città ed abbiamo nettamente percepito, stavolta davvero, una grande voglia di cambiamento da parte dei senesi. Ad una lunga e stanca egemonia del PD si sono aggiunte le troppe promesse elettorali tradite da Valentini, ed ora anche una parte della sinistra è pronta a voltare pagina. Quello che i cittadini vogliono è una rivoluzione dolce, senza vendette e ritorsioni, ma che finalmente riapra ad ogni senese la possibilità di esprimere le sue migliori qualità, senza guardare a tessere di partito. Per questo il cambiamento dovrà essere a trazione civica, con una coalizione ampia, trasversale, che rifugga solo da ogni estremismo e che metta in campo persone oneste, ben conosciute e stimate.

 

 

Per tenere insieme una siffatta compagine si dovrà individuare un candidato sindaco con precise caratteristiche: esperienza personale e professionale, riconosciuta stima, passione civile e politica senza però condizionamenti di partito, nessuna compromissione con il potere che ha oppresso e opprime la città, conoscenza vera di Siena, della sua storia, delle contrade, del Palio e amore per tutto ciò che è espressione di una grande tradizione. Noi siamo pronti, come ci pare siano pronte altre compagini ed associazioni. Con queste forze che vogliono il cambiamento nel senso che abbiamo delineato, saremo ben lieti di parlare e di collaborare ad un progetto comune.

L’Alternativa - Impegno per Siena - Uniti per Siena

 
Stefano di Giovanni detto il "Sassetta", un gigante nella pittura senese del '400 PDF Stampa E-mail
Croce del Travaglio
Venerdì 15 Settembre 2017 09:08

Nato forse a Siena, o secondo altri a Cortona, negli ultimi anni del ‘300, Stefano di Giovanni di Consolo, che fu poi detto il “Sassetta”, fu pittore eccellente. Se non raggiunse i livelli dei grandissimi del secolo XIV, egli può comunque essere considerato senz’altro il massimo rappresentante della pittura senese del secolo XV. Probabilmente allievo di Paolo di Giovanni Fei (1344-1411), che continuava e sviluppava dignitosamente la tradizione gotica senese, Stefano di Giovanni fu artista di tempra elettissima, di mestiere esemplare e di fantasia instancabile, capace di trasfigurare liricamente, per mezzo di linea e colore, gli elementi narrativi dominanti nel gusto senese della fine del ‘300. La sua formazione artistica è fondamentalmente senese ma egli, in gioventù, ebbe modo di conoscere le ricerche formali della scuola fiorentina, ed in seguito si mantenne informato degli sviluppi del gotico internazionale. Tuttavia egli manifesta un certo ritardo stilistico rispetto ai contemporanei, che in realtà non è che una sapiente congiunzione della tradizione senese con le rivoluzionarie novità del primo rinascimento. L’intelligenza vivace e sperimentatrice del Sassetta approda a risultati peculiarissimi; tra le righe delle novità rinascimentali, è singolare riscoprire, nella sua pittura, la diretta discendenza dalle inclinazioni astrattive proprie della tradizione senese, nonché le derivazioni dall’arcana e sublime ritmica lineare di Simone Martini, rinnovata, peraltro, con gusto sensibile e personalissimo. Alla scuola del Sassetta si formarono, oltre al figlio Giovanni di Stefano, moltissimi validi artisti senesi, fra i quali Giovanni di Paolo, il Vecchietta, Sano di Pietro.

 

 

La produzione artistica del Sassetta fu molto vasta, ed è oggi conservata, oltre che a Siena e nel territorio, in varie collezioni italiane e straniere. La prima opera di Stefano di Giovanni è considerata lo smembrato polittico per l’arte della lana di Siena (1423-26), di cui si conservano alcuni pannelli nella Pinacoteca nazionale, tra cui sono da citare la tavola con “L’ultima cena” e la tavola con “Sant’Antonio abate bastonato dai diavoli”. Questi pannelli, non troppo tocchi dal gotico, sono eseguiti con raffinatezza degna delle migliori opere della scuola del Martini e mostrano, nelle architetture, un senso prospettico di derivazione lorenzettiana. Altri frammenti del polittico sono conservati nel Szépművészeti Múzeum di Budapest (“San Tommaso d’Aquino ispirato dallo Spirito Santo”), nella Pinacoteca Vaticana (“Preghiera di San Tommaso d’Aquino”) ed in altre collezioni. Del 1428-29 circa è la minuscola tavola con la “Adorazione dei magi” nella collezione Chigi Saracini a Siena; l’opera, per l’armoniosa composizione, per la squisita bellezza dei colori, per la nobiltà dei personaggi raffigurati, assurge al ruolo di autentico capolavoro, ed è la vera perla della raccolta in cui si trova. In questo dipinto si notano dei riferimenti a Gentile da Fabriano (1370-1427), che aveva soggiornato per due volte a Siena, nel 1425 e nel 1426. Ancora nella collezione Chigi Saracini, sono da citare le tavole con il “San Martino che divide il mantello col povero”, con la “Madonna piangente” e con il “San Giovanni piangente”, realizzati nel 1433 come parti terminali di un “Crocifisso” (poi distrutto a fine ‘700) per la chiesa di San Martino in Siena..

Del 1430 circa è un polittico (“Madonna col Bambino e quattro santi”) per la chiesa di San Domenico a Cortona, oggi nel museo Diocesano di quella città, e del 1430-32 è un polittico per il minicipio di Chiusdino. Ancora del 1430-32 è la bella tavola con la “Madonna della Neve” (“Madonna col Bambino e quattro santi, e nella predella “Storie della fondazione di Santa Maria Maggiore”) eseguita per il duomo di Siena, ed attualmente conservata nella collezione Contini Bonacossi presso la galleria degli Uffizi a Firenze. Da una vasta composizione, di cui doveva far parte anche la “Adorazione dei magi” della collezione Chigi Saracini, proviene il prezioso “Viaggio dei magi”, attualmente presso la collezione Maitland e Griggs al Metropolitan museum di New York.

In Siena il Sassetta ha lasciato opere in varie chiese, tra cui sono da ricordare un “Sant’Antonio abate” nella collezione della Banca Monte dei paschi, sala San Donato, ed un bellissimo “San Giorgio che uccide il drago” per la chiesa di San Cristoforo, attualmente presso il museo Diocesano d’arte sacra in piazza San Francesco. Va detto che taluni assegnano quest’ultima opera al cosiddetto Maestro dell’Osservanza. Nella basilica di San Francesco, nella controfacciata, sono stati collocati i resti dell’affresco staccato con la “Incoronazione della Vergine” che era posto sulla porta Romana, iniziato dal Sassetta nel 1447, e finito da Sano di Pietro dopo la morte di Stefano nel 1450. L’artista lavorò anche nel territorio senese, come a Pienza (“Madonna col Bambino” oggi nel museo della Cattedrale, in palazzo Vescovile), ad Asciano e altrove. Del 1437-44 è la sua opera forse fondamentale: il grande polittico, il più grande della pittura del ‘400 italiano, composto da circa cinquanta tavole disposte su due facce, opera purtroppo smembrata all’inizio dell’800, per la chiesa di San Francesco a Borgo Sansepolcro. La parte centrale del polittico (“Madonna in trono col Bambino fra i Santi Giovanni evangelista e Antonio da Padova”), è conservata al Louvre di Parigi; un’altra parte è conservata nella collezione Berenson nella villa “I Tatti” di Settignano, presso Firenze; vari pannelli con “Storie francescane” si trovano nella National gallery di Londra, nel musée Condé di Chantilly, all’Institute of arts di Detroit, nel museo Pushkin di Mosca. Per rendere l’idea dell’importanza di quest’opera, si può dire che il “polittico dei francescani” sta alla pittura senese del Quattrocento come la “Maestà” di Duccio di Buoninsegna sta a quella del Trecento.

Stefano di Giovanni, che fu anche un bravo miniatore, morì a causa di una polmonite contratta mentre eseguiva gli affreschi sulla porta Romana, il 1 aprile 1450. L’artista finì i suoi giorni in miseria, lasciò la moglie Gabriella, e tre figli, fra cui Giovanni di Stefano, destinato a diventare artista molto conosciuto e apprezzato, soprattutto come scultore.

Al Sassetta sono state attribuite numerose altre opere, di cui si citano le diverse tavole con la “Madonna dell’Umiltà” eseguite durante la carriera dell’artista e che ne segnano l’evoluzione pittorica, conservate presso: la fondazione Giorgio Cini di Venezia (opera del 1430 circa), la Pinacoteca Vaticana di Roma (1433 circa), il museo Diocesano di Cortona (1434 circa), la National gallery of Art di Washington (1435-1440), la Pinacoteca nazionale di Siena (1438), il Frick art museum di Pittsburgh (1440 circa), la Strossmayerova Galerija di Zagabria (1440 circa), il museo d'arte sacra di Grosseto (1445 circa), il Metropolitan museum of art di New York (1445-1450), la Gemäldegalerie di Berlino (1445-1450), il museo Amedeo Lia di La Spezia. Infine, da ricordare anche la tavola cuspidata con il “San Bernardino da Siena” (1445 circa) conservata presso la collezione Salini nel castello di Gallico presso Asciano.

Senio Ghibellini

 
Il Comune si attivi contro il CETA, accordo letale per i prodotti senesi PDF Stampa E-mail
Politica
Lunedì 11 Settembre 2017 16:33

Il Parlamento italiano si appresta ad approvare in via definitiva il CETA, il trattato di libero scambio fra Canada e Unione Europea. Si tratta di un trattato capestro per l’Italia, e più che mai per la provincia di Siena, con prevedibili conseguenze negative per diversi nostri prodotti alimentari di prestigio e per l’economia provinciale in generale.

Solo a titolo di esempio, va ricordato che resteranno esclusi da ogni forma di tutela prodotti come il maiale di cinta senese, la finocchiona, l’olio delle nostre campagne, la castagna dell’Amiata, lo zafferano di San Gimignano e perfino il panforte di Siena. Gravi le implicazioni sul piano sanitario, in quanto c’è il rischio di ingerire alimenti trattati con prodotti fitosanitari che in Italia sono vietati da decenni, perché ritenuti cancerogeni. Sarebbe quindi del tutto inutile e contraddittorio vietare questi prodotti nocivi in Italia, se poi se ne consente la libera importazione, per giunta difficilmente riconoscibile dai consumatori.

Invitiamo pertanto il Comune di Siena ad ascoltare e farsi interprete delle proteste che arrivano da tante associazioni di categoria, e ad attivarsi in tutte le forme possibili per bloccare il trattato CETA con il Canada, perfetto esempio di malintesa globalizzazione, ed accordo al ribasso a scapito della qualità dei prodotti e della tutela dei consumatori.

Laura Sabatini

Alessandro Trapassi

Marco Falorni

Massimo Bianchini

Andrea Corsi

 
Dai due nuovi autovelox già 17.248 verbali alla data del 18 agosto PDF Stampa E-mail
Varie
Mercoledì 06 Settembre 2017 16:50

Forse si ricorderà che il 10 maggio 2017 è stato installato un autovelox sulla Cassia, in località Malamerenda, e che il 26 giugno 2017 è stato installato un altro autovelox sul raccordo fra Siena-Grosseto e Siena-Bettolle. Ho quindi presentato una interrogazione a risposta scritta per chiedere il numero delle multe elevate, e l’importo complessivo delle relative sanzioni irrogate, in collegamento alle rilevazioni effettuate dai due autovelox citati.

E’ pervenuta la risposta scritta, firmata dall’assessore Stefano Maggi, e riferita ai dati maturati fino al 18 agosto 2017. Ecco quanto emerge.

 

 

In relazione all’autovelox posto sul raccordo della SS 223, i verbali sono stati 11.167, elevati in 53 giorni (dal 26 giugno al 18 agosto) per una media giornaliera di 210,69. E’ per ora irrisorio l’importo incassato, pari a euro 354,90, ma solo perché sono state appena avviate le notifiche nei tempi prescritti.

In relazione all’autovelox posto a Malamerenda, i verbali sono stati 6.081, elevati in 100 giorni (dal 10 maggio al 18 agosto) per una media giornaliera di 60,81. Essendo più avanti le notifiche, l’importo incassato è già consistente, ed ammonta ad euro 260.994,58.

Marco Falorni

Impegno per Siena

 
Siena ha bisogno dell’acqua di Montedoglio PDF Stampa E-mail
Varie
Lunedì 04 Settembre 2017 15:27

Invece di pavoneggiarsi per cento metri di strada asfaltati in una settimana abbondante, il sindaco farebbe bene a mettere al centro della sua agenda il problema dell’approvvigionamento idrico di Siena.

 

 

Abbiamo letto che l’acqua dell’invaso di Montedoglio, sull’Appennino aretino, sta prendendo solo la strada della Valdichiana, terra che ne ha certamente bisogno, ma… e Siena? Bene ha fatto l’ex assessore Pierpaolo Fiorenzani, al quale va dato atto di essersi a suo tempo battuto per completare il cosiddetto “anello senese”, a ricordare che la Regione Toscana aveva stanziato decine di milioni di euro, a fronte di un accordo con sedici comuni della provincia di Siena, che avevano come capofila proprio la nostra città. Il nostro Comune dovrebbe quindi farsi sentire, presso la Regione, per sollecitare il mantenimento degli impegni presi.

Non si dimentichi, poi, che con i soldi della Fondazione Monte dei Paschi era stato raddoppiato il serbatoio di Montarioso, proprio per accogliere l’acqua di Montedoglio, che avrebbe dovuto arrivare dallo “snodo” di Rapolano. Insomma, se una prolungata siccità basta a dimostrare che il nostro sistema di approvvigionamento idrico ha dei limiti, bisogna programmare per il futuro, e l’acqua di Montedoglio è necessaria.

L’Alternativa

Impegno per Siena

Uniti per Siena

 
Il nuovo presidente di Tiemme è segretario provinciale del PD di Arezzo PDF Stampa E-mail
Politica
Domenica 10 Settembre 2017 09:22

Passano gli anni, i sindaci e le sigle di partito (Pds, Ds, Pd...) ma la gestione delle poltrone da parte del partito che governa la nostra città da oltre settant'anni è sempre quella: conta la tessera che si ha in tasca.

Nei giorni scorsi è stato rinnovato il vertice di Tiemme spa, la società pubblica che ha ereditato da Train la gestione del trasporto pubblico locale a Siena e provincia. A Massimo Roncucci, presidente di lunghissimo corso prima di Train e poi di Tiemme, è succeduto l'aretino Massimiliano Dindalini, di mestiere apicoltore, ma che guarda caso è anche segretario provinciale del Pd di Arezzo. Resta l'amarezza per questa gestione delle società pubbliche dove troppo spesso la competenza e il merito vengono affiancate dalla “giusta” tessera di partito.

Stranamente il sindaco di Siena Valentini non ha ancora espresso commenti con uno dei suoi frequenti post sui social network, che gli sia sfuggita la notizia?

L’Alternativa

Impegno per Siena

Uniti per Siena

 
Falorni: “Finalmente stanato il Comune sulla difesa del 118” PDF Stampa E-mail
Politica
Mercoledì 30 Agosto 2017 14:15

Finalmente il Comune di Siena ha preso nettamente e pubblicamente posizione contro il depotenziamento del 118 paventato dalla Usl. Sono contento delle parole pronunciate in consiglio comunale dall’assessore Anna Ferretti, ma in pari tempo l’ho invitata e ripeterle, con grande forza, davanti ai dirigenti della sanità. Resta sorprendente la contraddittorietà delle dichiarazioni di questi ultimi. In ogni caso, non si può chiamare sociale uno stato che vuole far scendere i medici dalle ambulanze. Qui di seguito il comunicato stampa predisposto dal Comune di Siena sulla interrogazione firmata da me, da Corsi e da Bianchini.

Marco Falorni - IPS

 

 

È partita dalla recente proclamazione dello stato di agitazione dell’Intersindacale medica dell’Emergenza sanitaria territoriale 118 per il progetto di estrema riduzione dei medici l’interrogazione presentata, durante la seduta consiliare del 29 agosto 2017, da Marco Falorni (Impegno per Siena), Andrea Corsi e Massimo Bianchini (L’Alternativa).

Falorni dopo aver ricordato che è attualmente in corso, a livello regionale, “un processo di stabilizzazione per i medici precari del servizio 118, mentre in parallelo c’è la volontà aziendale di sostituire i mezzi di soccorso avanzato con medico e infermiere con dei mezzi dotati, invece, di soli volontari”, ha sottolineato “pur riconoscendo l’importanza delle associazioni di volontariato, i rischi che questa scelta potrebbe far incorrere ai pazienti e le responsabilità medico-legali che ricadrebbero sui volontari”.

Il consigliere, riportando quanto pubblicato dalla stampa locale circa “la richiesta del direttore DEU dell’azienda USL Toscana sud-est che paventa il taglio di 34 medici del servizio 118, dei quali la maggior parte nei territori di Siena e Arezzo, con il conseguente peggioramento del soccorso anche per le patologie tempo dipendenti come ictus e infarto”, ha chiesto informazioni sull’argomento e di poter conoscere “le iniziative dell’Amministrazione comunale nei confronti dei vertici dell’azienda sanitaria e della Regione Toscana, a tutela della salute dei cittadini senesi, del personale medico e sanitario presente sul territorio provinciale e, in particolare, dei soccorritori volontari chiamati ad assumere impropriamente compiti che non competono loro”.

“Non ci sono decisioni - ha risposto l’assessora alla Sanità, Anna Ferretti - circa il depotenziamento del servizio 118 sul nostro territorio”.

La riorganizzazione del servizio, come ha evidenziato l’assessora, sarà proposta dalla Commissione regionale costituita lo scorso 12 giugno e che ha funzioni di stesura dei protocolli da applicare su tutto il territorio regionale, di formulazione di linee guida regionali e di monitoraggio sull'applicazione dei percorsi diagnostico-terapeutici, in particolare per le patologie tempo dipendenti. “La Commissione si confronterà poi con il mondo del volontariato, disponibile a fare la sua parte, ma non quella che spetta ad altri, con i direttori del 118 e con i territori. C'è un progetto di riorganizzazione in elaborazione in Regione, dallo scorso marzo, e come Società della Salute Senese, se ci proporranno cambiamenti, chiederemo in base a quali analisi vengono proposti, dove saranno posizionati i mezzi con personale sanitario a bordo e quale è il tipo di personale sanitario previsto. Ma anche la verifica e il rispetto delle tempistiche di intervento nelle patologie tempo dipendenti e una chiara definizione degli ambiti di intervento dei volontari”. Ferretti ha ribadito anche la necessità che i volontari, come ormai proposto a tutti i cittadini, siano in grado di usare i defibrillatori, “soprattutto quelli che operano nelle ambulanze”.

Sulla possibile riduzione dei medici del 118 è stato fermo il “no” dell’assessora a nome di tutta l’amministrazione. “E dalla lettera ricevuta dal direttore generale dell’azienda USL Toscana sud-est, Enrico Desideri, si apprende come il processo di riordino in atto sia finalizzato a garantire continuità e appropriatezza al servizio, determinando in alcune aree della Toscana sud-est un netto incremento del livello di tutela della salute dei cittadini. Secondo quando asserisce Desideri, non è in atto una riduzione dei medici o delle postazioni 118: semmai, al momento, ci sono difficoltà per la copertura di alcuni turni nelle tre province. A Siena, per un significativo numero di certificazioni per malattia, situazione del tutto straordinaria, si ricorre alla disponibilità di altri medici con l’effettuazione di orario aggiuntivo”.

“Se Desideri - ha aggiunto l’assessora - ci comunica che l’azienda sta facendo ricorso a tutti gli strumenti contrattuali per sopperire a questa carenza, significa che non vi è alcuna intenzione di depotenziare il servizio, né di intervenire nell’organizzazione della rete DEU se non per l’implementazione dei nuovi mezzi BLSD sul territorio grossetano e senese”.

Nella stessa nota, Desideri conferma di non voler sostituire i mezzi di soccorso avanzato con medico e infermiere a bordo con mezzi con solo volontari, “i quali - ha specificato Ferretti - rappresentano invece una risorsa che andrà ad aggiungersi a quelli medicalizzati, per avere una copertura più estesa e capillare possibile. Come si apprende dalla lettera, l’azienda ha impegnato in questo progetto per le patologie tempo dipendenti circa 900 mila euro all’anno: progetto che non implica responsabilità medico-legali per i volontari, né in tutti gli altri casi nei quali è previsto l’uso di questa tecnologia da parte di cittadini, vigili del fuoco o altri operatori che abbiano conseguito la certificazione Basic Life Support Defibrillation (BLSD)”.

La nota di Desideri termina sostenendo che “le associazioni di volontariato hanno encomiabilmente aderito a tale modello riconoscendone evidentemente il valore ai fini della tutela della salute dei cittadini. L’azienda, a breve, si impegnerà a mantenere l’attuale assetto nel rispetto delle norme e del diritto del lavoro e in coerenza con le indicazioni regionali. Il direttore generale ribadisce, inoltre, che sta collaborando ai tavoli regionali per rappresentare le specificità del nostro territorio”.

“Non resta che affermare ancora - ha concluso l’assessora Anna Ferretti - la massima attenzione dell’Amministrazione comunale su questo tema e l’impegno a non accettare alcun cambiamento che non vada nella direzione di avere un servizio efficace ed efficiente: più ambulanze con BLSD, quindi, e nessuna diminuzione o variazione di personale qualificato. Verificheremo che il servizio 118 sia organizzato in base alle esigenze dei vari territori e che l’apporto del volontariato non si sostituisca mai al ruolo riservato esclusivamente al personale medico e infermieristico”.

Marco Falorni si è dichiarato “parzialmente soddisfatto sulle notizie apprese, ma contento per le contrarietà espresse dall’assessora Ferretti. L’auspicio è che queste contrarietà siano ripetute, con forza, nelle sedi di confronto con le autorità sanitarie, perché per mantenere un corretto stato sociale i tagli al personale e alle risorse non si dovrebbero assolutamente fare in un settore così importante come quello della salute”.

 
© 2008 impegnopersiena