I tempi cambiano PDF Stampa E-mail
Varie
Venerdì 17 Febbraio 2017 13:14

Quando era consentito circolare

con l'auto e con la moto anche nel corso,

dico, mi sembra e non vorrei sbagliare,

perché parecchio  tempo è ormai trascorso,

 

di vigili intenti a sorvegliare

ce n'erano diversi ben piazzati,

a ché il traffico andasse regolare,

nelle diverse zone dislocati!

 

Ma oggigiorno i tempi son cambiati,

il vigile appiedato non esiste,

perché tutti si son motorizzati!

 

La vigilanza allora in che consiste?

Per vietare l'accesso ai motorini,

non resta che piazzare i colonnini!

 

Mario Petri (14  febbraio 2017)

 
L’Autorità anticorruzione dà ragione all’opposizione e torto a Valentini PDF Stampa E-mail
Politica
Venerdì 10 Febbraio 2017 14:28

Ci voleva l'intervento dell'Autorità nazionale anticorruzione per far cambiare idea al Sindaco di Siena. Adesso che Raffaele Cantone ha formalmente chiesto il commissariamento di Sei Toscana, anche Valentini è costretto a dare ragione alla nostra richiesta che ormai da qualche mese portiamo avanti con forza. Se il Sindaco avesse avuto l'umiltà di ascoltarci, probabilmente avrebbe potuto risparmiare a Siena questa ennesima figuraccia. Anche in questo caso abbiamo avuto la conferma che Valentini ed il Pd non possono presentarsi come soluzione per il fallimento della classe dirigente della nostra città, ma continuano ad esserne i protagonisti.

Andrea Corsi

Massimo Bianchini

Marco Falorni

Giuseppe Giordano

Pietro Staderini

Laura Sabatini

Alessandro Trapassi

 
Si è superato ogni limite di strumentalizzazione PDF Stampa E-mail
Politica
Sabato 04 Febbraio 2017 13:18

Con il vergognoso striscione appeso questa notte davanti all'Asilo Monumento riteniamo si sia superato ogni limite di strumentalizzazione generato da una semplice e misurata interrogazione, peraltro iscritta all'ordine del giorno da svariati mesi. Adesso basta! Tutti si sono sentiti in dovere di montare un caso per ottenerne qualche vantaggio politico a partire dal Sindaco Valentini, che ancora una volta si affida a Facebook per distorcere la verità e provare a demonizzare chi da anni sta portando avanti un'opposizione seria, corretta, ben documentata e mai caratterizzata da toni beceri.

Ci dissociamo da chi ha affisso lo striscione e da chi, in generale, con commenti discutibili ha espresso giudizi indiscriminati ed ingiuriosi, completamente estranei al tenore e all'intento dell'interrogazione, e garantiamo che continueremo a portare avanti, senza farci intimidire da nessuno, la nostra azione amministrativa, volta a far sì che Siena abbia quel buongoverno che da troppo tempo attende.

Andrea Corsi

Marco Falorni

 
Il vero scopo è intimidire l’opposizione che dà fastidio PDF Stampa E-mail
Politica
Giovedì 02 Febbraio 2017 13:19

Dispiace che una nostra legittima iniziativa istituzionale, mia e di Corsi, sia stata travisata. Avendo ricevuto una precisa segnalazione sul fatto che in una bacheca di un asilo comunale c’era una scritta che poteva apparire ambigua, ci è sembrato ragionevole e per niente scandaloso presentare una interrogazione, per chiedere maggiori notizie sui fatti e su quali erano le collegate finalità educative.

Con la nostra interrogazione non abbiamo offeso nessuno, non è nel nostro stile, non abbiamo fatto alcun nome, né tantomeno abbiamo strumentalizzato i fatti. Abbiamo semplicemente esercitato un diritto, ma soprattutto un dovere dei consiglieri comunali: quello di fare interrogazioni, di porre domande legittime su fatti inerenti la nostra città, a maggior ragione se avvenuti in un asilo comunale.

 

 

Prego di porre attenzione a questo passaggio: lo strumento che i consiglieri possono usare è proprio l’interrogazione all’amministrazione, cioè a chi è titolato a rispondere, e non certo la richiesta informale di informazioni a chi non ha titolo per darle, ed anzi proprio non le può dare. Insomma, il consigliere non può chiedere ad una maestra, perché questa non può e non deve rispondergli, mentre invece la stessa deve rispondere al sindaco o all’assessore, ed è a questi che deve rivolgersi il consigliere. Magari sarà complicato, i cittadini non lo capiscono, ma è così che funziona.

Una cosa la dobbiamo ammettere: sul mondo della scuola comunale, ne sappiamo ancora troppo poco. Infatti ora vogliamo sapere tutto su tutte le strutture comunali: costi, appalti, progetti, assegnazioni, bandi, tutto; e lo chiederemo a chi ce lo può e ce lo deve dire: il sindaco. Chiedendo di pubblicare tutti i documenti sul sito internet del Comune, in modo chiaro e facilmente accessibile per qualsiasi cittadino.

Con la nostra interrogazione noi non abbiamo né drammatizzato né rivolto accuse a chicchessia. Rivendichiamo la possibilità di svolgere il compito per il quale siamo stati democraticamente eletti, e non accettiamo intimidazioni o tentativi di condizionarci nello svolgimento di tale ruolo. Siamo sotto attacco della politica e delle istituzioni, con il sindaco che lancia minacce generiche, usando i social. Si vuole intimidire l’opposizione e si sta montando un caso per raggiungere questo scopo. Non dobbiamo mollare, e i senesi, che hanno fiducia nella nostra serietà, certamente ci capiranno.

Marco Falorni

Impegno per Siena

 
Vogliono tappare la bocca all'opposizione PDF Stampa E-mail
Politica
Lunedì 30 Gennaio 2017 16:54

Con un blitz a sorpresa, il presidente del consiglio comunale, Mario Ronchi ha inserito all'ordine del giorno una sua personale richiesta di delibera per modificare il regolamento del consiglio, e rovesciare l'ordine di trattazione dei punti iscritti all'ordine del giorno. Ora si trattano prima le interrogazioni, poi le mozioni, poi le delibere. Ronchi vorrebbe invece così: prima le delibere, poi le mozioni, poi le interrogazioni. Con il risultato che queste ultime sarebbero trattate a notte fonda, in un'aula semivuota, quando la stampa sarebbe già andata a letto, e quando la maggioranza avrebbe facilmente l'arma di far mancare il numero legale per rinviare sine die i quesiti scomodi. La cosa è stata rinviata, per ora, ma Ronchi la riporterà all'ordine del giorno della prossima seduta consiliare.

 

 

Si tratta di una iniziativa dirompente, che pare inverosimile che il presidente Ronchi abbia fatto motu proprio, anche perché non si era mai preso iniziative, anche di ben minore portata. Ma questo non conta. Conta il livello di affidabilità del sindaco Valentini, che in campagna elettorale aveva promesso massima trasparenza e di far diventare il palazzo Comunale una casa di vetro. Ecco i risutati: il periodico comunale (che aveva uno spazio per la minoranza) è stato abolito; la ripresa televisiva del consiglio comunale è stata abolita; i consigli si svolgono spesso di pomeriggio, limitando ulteriormente lo spazio per le minoranze; alle interrogazioni a risposta scritta non rispondono più, se non con mesi di ritardo e dopo diffide varie; le interrogazioni in aula le vogliono spostare in piena notte. Questa è la democrazia del Partito "Democratico", declinata in salsa senese. Concittadini...... svegliaaaa!!!!!!!!!!

Marco Falorni

Impegno per Siena

 
Locali del Centro “Conti”: in barba alle promesse, il Comune sta ancora “valutando” PDF Stampa E-mail
Politica
Giovedì 26 Gennaio 2017 18:01

Dopo 72 giorni di attesa, a fronte dei 30 previsti dalla legge, è arrivata la telegrafica risposta scritta, a firma dell’assessore Paolo Mazzini, alla interrogazione da me presentata, insieme ai consiglieri Andrea Corsi, Massimo Bianchini, Laura Sabatini e Alessandro Trapassi, in merito alla situazione logistica del Centro socio culturale per la terza età “Antonio Conti”. Ecco dunque il testo del “telegramma” firmato da Mazzini: “L’amministrazione comunale ha intenzione di adeguare i locali del Centro socio culturale Antonio Conti all’interno di una serie realistica di operazioni di completamento - o almeno di completamento parziale - di quanto non ancora compiuto al San Marco. Si stanno valutando le modalità più utili per realizzare questo adeguamento insieme ai lavori di altro tipo”.

A questo punto devo aggiungere che, in campagna elettorale, nel 2013, in un incontro al Centro “Conti”, Bruno Valentini affermò che non ci sarebbe stato problema, con lui sindaco, a sistemare i locali. Lo posso dire perché ero presente all’incontro, in qualità di candidato sindaco. La realtà è che, nel 2017, il Comune sta ancora “valutando”. Qui di seguito il testo integrale della interrogazione a risposta scritta a suo tempo depositata.

Marco Falorni

Impegno per Siena

 

 

“Premesso:

- Che il 23 settembre 1991, in seno alla Circoscrizione 4 venne costituito il Centro socio culturale per la erza età “Antonio Conti” con 44 soci, al quale fu concessa come sede il corridoio della Circoscrizione, con annessi un tavolo, un armadio, alcune panche e sedie;

- Che il 20 maggio 2006 la Circoscrizione 4 concesse al Circolo “Conti” l’attuale sede in via provvisoria, ma dopo pochi mesi la stessa fu trovata allagata con 5 centimetri di acqua, e tale fenomeno si è periodicamente ripetuto;

- Che fino dagli anni ‘90 era stata individuata nella stanza adiacente la terrazza della Circoscrizione 4 la nuova sede del Centro della terza età “Antonio Conti”;

- Che purtroppo, a seguito della ristrutturazione del collegio San Marco, questa parte dell’immobile è rimasta a “grezzo”;

Considerato:

- Che Lei, signor Sindaco, in occasione della campagna elettorale del 2013 che La vedeva candidato, durante un incontro pubblico al Centro “Conti” dichiarò che gli attuali locali del Centro non erano degni “di essere considerati nemmeno come magazzino”;

- Che recentemente Lei ha annunciato, tramite stampa, di voler riprendere in maniera consistente gli investimenti del Comune fino dal corrente anno 2016;

CHIEDIAMO

Se l’Amministrazione Comunale ha intenzione o meno di adeguare dignitosamente i locali del Centro socio culturale per la terza età “Antonio Conti”, che ad oggi conta 254 soci, e che si vede costretto a girovagare per portare avanti le attività statutarie, fondamentali per togliere gli anziani dalla solitudine e mantenerli nell’autosufficienza, con notevole risparmio per le casse dell’Amministrtazione Comunale”.

 
Un condominio nei guai per l’acqua. Il Comune: “Non ci riguarda” PDF Stampa E-mail
Varie
Giovedì 26 Gennaio 2017 16:55

Il problema non è di competenza del Comune: per rispondere così l’assessore Paolo Mazzini ha impiegato 99 giorni, a fronte dei 30 consentiti dalla legge. Il riferimento è alla interrogazione a risposta scritta, presentata dai consiglieri Ernesto Campanini e Marco Falorni, in merito alla rottura di una tubatura dell’acqua in passaggio di Doccino, avvenuta nel novembre 2015. C’è voluta una diffida ad adempiere ai sensi dell’articolo 328 codice penale per indurre l’amministrazione a fare il suo dovere. Ma veniamo al merito. Qui di seguito ecco il testo integrale della risposta scritta e firmata da Paolo Mazzini.

 

 

“La questione di cui all’oggetto non è di competenza del Comune di Siena in quanto trattasi di tubazioni private che insistono su proprietà private. Ciononostante il Comune ha effettuato sopralluoghi con i tecnici propri ed agenti di polizia municipale per verificare l’effettivo stato delle cose; a seguito di questo, chiarita la materia privata della questione, si è comunque fatto parte attiva per provocare un incontro tra i residenti e Acquedotto del Fiora: non ha ancora ricevuto le risposte richieste da parte dei cittadini coinvolti”.

Ed ora, per completezza di informazione, ecco il testo integrale della interrogazione a suo tempo presentata da Campanini e Falorni.

“Premesso che:

- in data 26 novembre 2015 si è rotta la tubatura dell’acqua nel passaggio del Doccino e il contatore condominiale della medesima via al numero civico 14;

- con l’immediato intervento dei vigili del fuoco si è bloccato l’allagamento di tale via allestendo un tubo volante esterno con la funzione di by-pass e chiudendo il contatore;

Considerato che:

- le famiglie coinvolte hanno più volte contattato Acquedotto del Fiora Spa senza che fosse sostituito il vecchio tubo di ghisa con uno nuovo in plastica;

- è stata scritta una lettera al sindaco senza ricevere risposta alcuna;

- a distanza di 11 mesi le famiglie coinvolte continuano a vivere una situazione di forte disagio con la presenza del tubo esterno by-pass;

si chiede al signor sindaco:

- di provvedere a contattare Acquedotto del Fiora Spa e risolvere al più presto una situazione di evidente disagio per le famiglie coinvolte, ma anche  di rischio, per un’ulteriore rottura di un tubo per sua natura provvisorio”.

 
Luigi Mussini, fondatore della scuola purista senese PDF Stampa E-mail
Croce del Travaglio
Domenica 22 Gennaio 2017 17:02

Pittore e scrittore, Luigi Mussini, nato a Berlino il 19 dicembre 1813 (figlio di Natale Mussini, maestro di cappella alla corte prussiana, e di Giuliana Sarti) e morto a Siena il 18 giugno 1888, ha scritto una pagina importante nella storia dell’arte e della cultura senese. Nato all’estero da famiglia italiana, il Mussini fu poi, già dalla fanciullezza (1818), a Firenze, dove portò avanti i suoi studi di pittura insieme col fratello Cesare, perfezionandosi in tutte le tecniche, dall’olio al mosaico. Allievo, dal 1830, presso l’Accademia di belle arti fiorentina, di Pietro Benvenuti (1769-1844) e di Giuseppe Bezzuoli (1784-1855), reagì al loro insegnamento e si formò autonomamente sui pittori fiorentini del secolo XV. Basato su questa concezione stilistica fu il suo “Samuele unge David re d’Israele” (1836). Dopo aver vinto, nel 1840, il premio di pensionato dell’Accademia fiorentina, si trasferì a Roma, ed eseguì in quella città il dipinto su “La musica sacra”, conservato oggi nella Galleria d’arte moderna di Firenze, opera di un purismo assai originale e diverso da quello di altri suoi contemporanei. Tornato a Firenze nel 1844, vi aprì una scuola insieme con l’artista svizzero Franz Adolf Sturler (1802-1881), ed ebbe validi seguaci, quali Silvestro Lega (1826-1895) e Michele Gordigiani (1835-1909). In questo periodo consolidò l’amicizia con artisti ed intellettuali toscani, ed in particolare senesi, quali lo scultore Giovanni Duprè e i fratelli, storici e letterati, Carlo e Gaetano Milanesi. Infiammato dagli ideali patriottici, nel 1848 il Mussini partì volontario per partecipare ai moti rivoluzionari, ma l’anno successivo, disgustato dagli avvenimenti politici che avevano fatto crollare le illusioni d’Italia, si recò a Parigi. In questa città il Mussini conobbe Jean Auguste Dominique Ingres (1780-1867), alle cui teorie ispirò anche la sua opera, rivolta a una radicale riforma dell’arte in senso idealista e purista. Inseritosi nell’ambiente pittorico parigino, egli ottenne diversi buoni successi, lavorando anche per il governo francese, per il quale dipinse “I parentali di Platone celebrati da Lorenzo il Magnifico a Careggi”, opera conservata nel Musée de Brou a Bourg en Bresse (la replica di quest’opera, eseguita nel 1862, si trova nella Pinacoteca civica di Torino).

 

 

Tornato in Italia, nel 1851 Luigi Mussini accettò la direzione dell’Accademia senese di belle arti. E’ grazie alla superba e geniale attività di insegnante che qui svolse fino alla morte, che egli trova un posto fra i senesi da ricordare. Il Mussini, ripugnando ogni forma di accademismo, applicò il libero insegnamento come si usava nelle antiche botteghe, e creò, ispirandosi al purismo nella declinazione di Ingres, una legione di validissimi artisti, alcuni dei quali iscrissero il loro nome fra i migliori pittori senesi degli ultimi due secoli (fra gli altri: Amos Cassioli, Cesare Maccari, Pietro Aldi, Alessandro Franchi, Gaetano Marinelli, Angelo Visconti). L’Accademia di belle arti, sotto l’impulso del Mussini, permise la realizzazione di un numero grandissimo di opere, non solo a Siena, ma anche in molte altre città; anche se oggi a qualcuno non piace lo stile propugnato dai suoi esponenti, bisogna limitarsi a rilevare la sua importanza storica e a constatare la sua notevole influenza in molti monumenti che abbelliscono Siena, senza contare che nel corso dei secoli i gusti artistici dei critici e del popolo sono estremamente mutevoli. Tornando alle opere direttamente eseguite da Luigi Mussini, va detto che nella pittura egli adottò uno stile castigatissimo; inoltre, se il disegno si rivelò sempre ottimo, il colore lasciò talvolta a desiderare.

Tra le sue opere più significative, sono da ricordare: il “Trionfo della verità” (1844) nell’Accademia di Brera (Milano); la tela “Endoro e Cimodoce” (1855) nella Galleria d’arte moderna di palazzo Pitti a Firenze; la “Mater dolorosa” (1856) nel Museo civico di Siena; l’ “Educazione spartana” (1869) nel Musée Ingres di Montauban; un suo celebre autoritratto nella Galleria degli Uffizi a Firenze; la grande tela con il “San Crescenzio condotto al martirio” (1867-68) nel duomo di Siena. Da ricordare inoltre che, per i mosaici nelle cuspidi della facciata della stessa cattedrale senese, il Mussini fornì i cartoni della “Natività” e della “Incoronazione della Vergine”, poi realizzati da Alessandro Franchi; la collaborazione a realizzare la splendida “sala del Risorgimento” del palazzo Pubblico di Siena, nella quale è stato recentemente esposto anche un suo ritratto di “Vittorio Emanuele II re d’Italia” (1860), per eseguire il quale il sovrano concesse due pose al pittore, e gli fece omaggio della divisa indossata durante la storica battaglia di San Martino; la direzione, insieme a Tito Sarrocchi, dei restauri degli stucchi e degli affreschi della volta della loggia della Mercanzia (1883-86). Numerose altre opere sono conservate a Siena, in Italia e all’estero.

Nel 1863 l’artista aveva sposato a Genova una sua brava allieva, Luigia Giovanna Piaggio, dalla quale ebbe due figlie, Giulia e Luisa; la moglie morì nel 1865, poco dopo il parto della seconda figlia. Il Mussini ebbe numerosi incarichi pubblici di livello nazionale, ma anche locale, e nel 1880 fu eletto consigliere comunale a Siena per la lista dei conservatori costituzionali. Non si deve poi dimenticare l’attività del Mussini come scrittore erudito e garbato, ma all’occorrenza anche vivacemente polemico. Tra le sue opere letterarie, sono da citare: “Scritti d’arte”, edito a Firenze nel 1880; “Di palo in frasca. Pensieri di un artista”, edito a Siena nel 1888; il volume “Vita ed epistolario artistico”, edito postumo a Siena nel 1893 (editore “Gati”), da considerare la sua cosa più importante come scrittore. A titolo di curiosità, va detto che Luigi Mussini fu pure un validissimo giocatore di scacchi, e nel 1875 fu il primo degli italiani in un concorso internazionale organizzato dal periodico livornese “Nuova rivista degli scacchi”.

Senio Ghibellini

 
Luce accesa di giorno e spenta di notte: per il Comune è normale, fanno le prove PDF Stampa E-mail
Varie
Martedì 17 Gennaio 2017 23:09

Dovete sapere, cari amici, che la foto che vedete è stata fatta oggi pomeriggio sul percorso fra San Prospero e piazza della Posta: lampioni accesi dappertutto, fino alle ore 15, quando si sono spenti mentre camminavo nel Corso. La cosa fantastica è che stavo andando proprio a discutere la interrogazione, presentata tre mesi fa, sulle stranezze della pubblica illuminazione senese. In aula ho fatto rilevare che, se i lampioni accesi di giorno fanno solo rabbia, perché c’è uno spreco di energia e di soldi, gli stessi lampioni spesso e volentieri spenti di notte sono molto pericolosi, per il transito veicolare e pedonale, e più che mai per i cittadini che affrontano gli attraversamenti stradali.

 

 

L’assessore Paolo Mazzini ha incredibilmente risposto che il nuovo gestore, dopo mesi e mesi, continua a fare le prove, e che alla fine ci saranno grandi benefici per tutti. Ci scusiamo con i cittadini per i disagi, ha detto Mazzini, ma d’altre parte Roma non si fece in un giorno. In sede di replica, oltre a dichiararmi insoddisfatto, mi sono permesso di ricordare all’assessore che, non solo Roma non si fece in un giorno, ma anche le riparazioni del viale Peruzzi non si fecero nemmeno in un anno, cento metri di marciapiede in via Fiorentina si fecero in tre mesi, con annesso un mese di ferie della ditta, e si potrebbe aggiungere che la frana di Terrensano non si è riparata neanche in tre anni.
Almeno il Comune eviti di aderire annualmente alla penosa manifestazione “M’illumino di meno”, quando viene assurdamente spenta piazza del Campo per una nottata. Non c’è bisogno di meno luce, ma di più luce, anche per motivi di sicurezza, ma più luce di notte, non certo di giorno. Questo è il livello dell’amministrazione che i senesi hanno avuto la responsabilità storica di mandare al governo della città. Infine, ecco il testo completo della interrogazione presentata da me, Andrea Corsi e Massimo Bianchini. http://www.impegnopersiena.com/index.php…

Marco Falorni

Impegno per Siena

 
Falorni: “Valentini pensi a rispettare la legge, rispondendo alle interrogazioni” PDF Stampa E-mail
Politica
Martedì 17 Gennaio 2017 22:47

Ho letto sul Corriere di Siena che Bruno Valentini mi tira in ballo, affermando che “non a caso una delle poche battaglie del Falorni, quella sul Santa Maria della Scala, è sparita”. Forse si confonde con la battaglia sul Santa Maria alle Scotte, che non solo non è finita, ma è appena cominciata. Ma se invece Valentini voleva proprio riferirsi al Santa Maria della Scala, fra le mille possibili, gli faccio giusto qualche domandina. Perché l’ostello per pellegrini, costato 700 mila euro (e assediato dalle cacche di piccione), è sempre chiuso, nessuno risponde a chi suona il campanello, e chi volesse andarci (quanti?) deve immaginarsi di andare a fare il check-in in palazzo Squarcialupi?

 

 

Perché la prima iniziativa della nuova gestione del Santa Maria è consistita in una neppure inedita mostra fotografica sulle donne della medicina dell’Africa profonda? Che appeal ha avuto tale mostra? Era tanto che me ne spiravo, ha commentato qualcuno su facebook. A che punto è il trasferimento della Pinacoteca al Santa Maria? E a proposito di Pinacoteca, si potrebbe sapere l’elenco completo e la proprietà delle opere d’arte trasferite negli uffici della Soprintendenza?

Valentini si ricordi sempre che, per candidarsi a sindaco di Siena, ha avuto il coraggio di rinunciare alla carica di sindaco a Monteriggioni per andare a ricoprire il prestigioso ruolo di presidente in una specie di pro loco del posto. Per poi rinunciare subito a cotale prestigio per candidarsi a Siena. Solo per questo i senesi dovevano avere ben chiara la coerenza del sindaco che chiedeva il loro voto. Ed ora si vuole ricandidare perché è stato troppo bravo. Chapeau. Pensi a rispondere alle mie interrogazioni a risposta scritta che giacciono da mesi, e contra legem, inevase sulla sua scrivania.

Marco Falorni

Impegno per Siena

 
Johannes Jorgensen, "innamorato" di Santa Caterina al Chiusarelli PDF Stampa E-mail
Croce del Travaglio
Venerdì 20 Gennaio 2017 16:13

Una bella lapide all’ingresso dell’hotel Chiusarelli, apposta nel 2006, ci ricorda che proprio lì, nei primi anni del ‘900, è stata scritta una delle più belle biografie di Santa Caterina da Siena. Ne fu autore, durante il suo prolungato soggiorno a Siena, lo scrittore, poeta e storico danese Johannes Jorgensen (1856-1956) uno dei più grandi letterati della Danimarca, innamorato dell’Italia, che considerò la sua seconda patria. Di religione protestante e di idee socialiste, poco prima dei trent’anni Jorgensen ebbe una profonda conversione religiosa e culturale, divenne cattolico, si recò ad Assisi, rimase folgorato dal messaggio di San Francesco, e di lui scrisse una biografia che fu molto apprezzata. Successivamente approfondì anche le figure di altri grandi santi, a partire da Santa Caterina da Siena, e scrisse pure le biografie di Santa Brigida di Svezia e di San Giovanni Bosco.

 

 

Il soggiorno senese di Jorgensen, che alloggiava all’hotel Chiusarelli (che egli definì “la pace di Siena”), fu operosissimo, con lo scrittore sempre impegnato in biblioteche ed archivi. La sua biografia cateriniana è stata ristampata nel 2016 dall’editore senese Cantagalli, curata dai padri domenicani Alfredo Scarciglia e Giuseppe Di Ciaccia. Presso il chiostro di San Domenico le opere dello Jorgensen sono state più volte ricordate, anche con la presenza di studiosi danesi e del console di Danimarca in Italia, e a margine di una di queste occasioni, nel 2006, fu scoperta la bella lapide sulla facciata del Chiusarelli.

Senio Ghibellini

 
© 2008 impegnopersiena