Abolito il 118 PDF Stampa E-mail
Varie
Sabato 21 Gennaio 2017 11:37

Quando non sanno più cosa inventare

io credo che si mettano a pensare.

Ed ecco che l'idea spunta di botto

e si abolisce il centodiciotto!

 

Certo, doveva essere aggiornato,

ma non con quello che hanno propinato!

Prefisso, tre sei, tre sette, sette tre

e non il centododici, o perché?

 

 

Il numero è già usato in Lombardia

e presto anche in Liguria, andiamo via,

Ci si dovrebbe dà una regolata

 

prima di mette in atto la pensata!

Ma a Siena forse c'è troppo da fare;

per questo ognuno fa come gli pare!

 

Mario Petri (20 gennaio 2017)

 
Johannes Jorgensen, "innamorato" di Santa Caterina al Chiusarelli PDF Stampa E-mail
Croce del Travaglio
Venerdì 20 Gennaio 2017 16:13

Una bella lapide all’ingresso dell’hotel Chiusarelli, apposta nel 2006, ci ricorda che proprio lì, nei primi anni del ‘900, è stata scritta una delle più belle biografie di Santa Caterina da Siena. Ne fu autore, durante il suo prolungato soggiorno a Siena, lo scrittore, poeta e storico danese Johannes Jorgensen (1856-1956) uno dei più grandi letterati della Danimarca, innamorato dell’Italia, che considerò la sua seconda patria. Di religione protestante e di idee socialiste, poco prima dei trent’anni Jorgensen ebbe una profonda conversione religiosa e culturale, divenne cattolico, si recò ad Assisi, rimase folgorato dal messaggio di San Francesco, e di lui scrisse una biografia che fu molto apprezzata. Successivamente approfondì anche le figure di altri grandi santi, a partire da Santa Caterina da Siena, e scrisse pure le biografie di Santa Brigida di Svezia e di San Giovanni Bosco.

 

 

Il soggiorno senese di Jorgensen, che alloggiava all’hotel Chiusarelli (che egli definì “la pace di Siena”), fu operosissimo, con lo scrittore sempre impegnato in biblioteche ed archivi. La sua biografia cateriniana è stata ristampata nel 2016 dall’editore senese Cantagalli, curata dai padri domenicani Alfredo Scarciglia e Giuseppe Di Ciaccia. Presso il chiostro di San Domenico le opere dello Jorgensen sono state più volte ricordate, anche con la presenza di studiosi danesi e del console di Danimarca in Italia, e a margine di una di queste occasioni, nel 2006, fu scoperta la bella lapide sulla facciata del Chiusarelli.

Senio Ghibellini

 
Luce accesa di giorno e spenta di notte: per il Comune è normale, fanno le prove PDF Stampa E-mail
Varie
Martedì 17 Gennaio 2017 23:09

Dovete sapere, cari amici, che la foto che vedete è stata fatta oggi pomeriggio sul percorso fra San Prospero e piazza della Posta: lampioni accesi dappertutto, fino alle ore 15, quando si sono spenti mentre camminavo nel Corso. La cosa fantastica è che stavo andando proprio a discutere la interrogazione, presentata tre mesi fa, sulle stranezze della pubblica illuminazione senese. In aula ho fatto rilevare che, se i lampioni accesi di giorno fanno solo rabbia, perché c’è uno spreco di energia e di soldi, gli stessi lampioni spesso e volentieri spenti di notte sono molto pericolosi, per il transito veicolare e pedonale, e più che mai per i cittadini che affrontano gli attraversamenti stradali.

 

 

L’assessore Paolo Mazzini ha incredibilmente risposto che il nuovo gestore, dopo mesi e mesi, continua a fare le prove, e che alla fine ci saranno grandi benefici per tutti. Ci scusiamo con i cittadini per i disagi, ha detto Mazzini, ma d’altre parte Roma non si fece in un giorno. In sede di replica, oltre a dichiararmi insoddisfatto, mi sono permesso di ricordare all’assessore che, non solo Roma non si fece in un giorno, ma anche le riparazioni del viale Peruzzi non si fecero nemmeno in un anno, cento metri di marciapiede in via Fiorentina si fecero in tre mesi, con annesso un mese di ferie della ditta, e si potrebbe aggiungere che la frana di Terrensano non si è riparata neanche in tre anni.
Almeno il Comune eviti di aderire annualmente alla penosa manifestazione “M’illumino di meno”, quando viene assurdamente spenta piazza del Campo per una nottata. Non c’è bisogno di meno luce, ma di più luce, anche per motivi di sicurezza, ma più luce di notte, non certo di giorno. Questo è il livello dell’amministrazione che i senesi hanno avuto la responsabilità storica di mandare al governo della città. Infine, ecco il testo completo della interrogazione presentata da me, Andrea Corsi e Massimo Bianchini. http://www.impegnopersiena.com/index.php…

Marco Falorni

Impegno per Siena

 
Falorni: “Valentini pensi a rispettare la legge, rispondendo alle interrogazioni” PDF Stampa E-mail
Politica
Martedì 17 Gennaio 2017 22:47

Ho letto sul Corriere di Siena che Bruno Valentini mi tira in ballo, affermando che “non a caso una delle poche battaglie del Falorni, quella sul Santa Maria della Scala, è sparita”. Forse si confonde con la battaglia sul Santa Maria alle Scotte, che non solo non è finita, ma è appena cominciata. Ma se invece Valentini voleva proprio riferirsi al Santa Maria della Scala, fra le mille possibili, gli faccio giusto qualche domandina. Perché l’ostello per pellegrini, costato 700 mila euro (e assediato dalle cacche di piccione), è sempre chiuso, nessuno risponde a chi suona il campanello, e chi volesse andarci (quanti?) deve immaginarsi di andare a fare il check-in in palazzo Squarcialupi?

 

 

Perché la prima iniziativa della nuova gestione del Santa Maria è consistita in una neppure inedita mostra fotografica sulle donne della medicina dell’Africa profonda? Che appeal ha avuto tale mostra? Era tanto che me ne spiravo, ha commentato qualcuno su facebook. A che punto è il trasferimento della Pinacoteca al Santa Maria? E a proposito di Pinacoteca, si potrebbe sapere l’elenco completo e la proprietà delle opere d’arte trasferite negli uffici della Soprintendenza?

Valentini si ricordi sempre che, per candidarsi a sindaco di Siena, ha avuto il coraggio di rinunciare alla carica di sindaco a Monteriggioni per andare a ricoprire il prestigioso ruolo di presidente in una specie di pro loco del posto. Per poi rinunciare subito a cotale prestigio per candidarsi a Siena. Solo per questo i senesi dovevano avere ben chiara la coerenza del sindaco che chiedeva il loro voto. Ed ora si vuole ricandidare perché è stato troppo bravo. Chapeau. Pensi a rispondere alle mie interrogazioni a risposta scritta che giacciono da mesi, e contra legem, inevase sulla sua scrivania.

Marco Falorni

Impegno per Siena

 
Amianto sui magazzini comunali: il Comune non ha fretta di rimuoverlo PDF Stampa E-mail
Varie
Martedì 10 Gennaio 2017 16:34

In data 10 gennaio 2017, ho ricevuto la risposta scritta, a firma dell’assessore Paolo Mazzini, alla mia interrogazione a risposta scritta in merito alle coperture in eternit (cemento-amianto) dei magazzini comunali nel passaggio di Doccino. La risposta è pervenuta, dopo vari solleciti formali, a 109 giorni dalla richiesta, in spregio alla legge, che prevede in 30 giorni il termine massimo per rispondere.

 

 

Ma veniamo al merito: ricordo che nella interrogazione, premesso “che nella strada denominata passaggio di Doccino, nei pressi di via Nino Bixio, esistono vari magazzini comunali in stato di abbandono e degrado, e forse pericolanti, e che, da quanto si può vedere dalla strada, le coperture dei magazzini sembrano realizzate in eternit (cemento-amianto), con i pericoli conseguenti per la pubblica incolumità”, chiedevo al sindaco “se può confermare quanto in premessa, e quando provvederà a far rimuovere l’amianto e a far mettere in sicurezza gli edifici”.

Ed ecco la risposta scritta dell’assessore Mazzini. “Nella zona in questione sono presenti due immobili di proprietà comunale e sono utilizzati come deposito di materiali. Allo stato attuale non risultano pericolanti, ma sotto l’aspetto strutturale integri e quindi non pericolosi. Le coperture in eternit, da campionamenti ed analisi effettuate in data 30 giugno 2016, risultano contenere fibre di amianto. Le analisi sono state eseguite quale attività propedeutica alla redazione del progetto di demolizione dei fabbricati, con finalità di riutilizzo del sito, inserito nel programma triennale dei lavori pubblici 2016/2018 approvato. Il competente ufficio ha già redatto il progetto preliminare dell’intervento, che è stato inviato alla giunta comunale. L’intervento risulta altresì inserito nella domanda per la partecipazione al bando delle periferie scaduto lo scorso 30 agosto e che risulta finanziato con le tempistiche ancora da stabilire da parte del governo: allorquando il governo si esprimerà procederemo alla demolizione dei due immobili con contestuale rimozione delle coperture in eternit”.

Traduzione dal burocratichese: il Comune non ha nessuna fretta di rimuovere l’amianto dai propri magazzini. Non è pericoloso, dice. Che fretta c’è?

Marco Falorni

Impegno per Siena

 
Che fa il sindaco per chiedere chiarezza a Banca MPS? Un bel niente! PDF Stampa E-mail
Politica
Lunedì 09 Gennaio 2017 15:19

Una interrogazione urgente è stata presentata dai Consiglieri Laura Sabatini e Alessandro Trapassi (Gruppo Consiliare L. Sabatini e A. Trapassi), Giuseppe Giordano (Movimento Civico Senese), Andrea Corsi e Massimo Bianchini (L'Alternativa), Enzo De Risi (Cittadini per Siena), Marco Falorni (Impegno per Siena), Michele Pinassi (Gruppo Siena 5 Stelle) per richiedere se: "Il Sindaco di Siena  intenda farsi promotore della richiesta per rendere pubblico l'Elenco dei soggetti che hanno ricevuto PRESTITI da BMPS dal 2001 ad oggi e NON li hanno restituiti, ed i NOMI di chi ha autorizzato l'erogazione di crediti, con lo scopo di individuare le oggettive responsabilità correlate con la crisi della banca cittadina".

Per una volta, il sindaco Bruno Valentini ha risposto immediatamente. Ma è stata una risposta difficile da ascoltare, con il primo cittadino che ha sostenuto che non c’è una legge a supporto della richiesta, e che chi volesse sapere i nomi in questione si dovrebbe dare da fare per ottenere tale legge dal Parlamento. Come se l’interrogazione non mirasse proprio a lui come protagonista di tale richiesta, da fare a nome di tutta la comunità, e coinvolgendo i parlamentari del territorio. Se non si attivano ora i parlamentari, che ci stanno a fare? Ripetesi, è stata veramente dura sentire la risposta del Valentini (quello che non risponde alle interrogazioni a risposta scritta). Qui di seguito, ecco il testo integrale dell’l'interrogazione.

 

 

PREMESSO,

- che la stampa nazionale ha fornito "qualche" nominativo di personaggi noti dell'imprenditoria italiana che in passato ed anche di recente hanno ricevuto prestiti da BMPS e non li hanno ancora restituiti;

- che sempre dalla stampa si apprende che per qualche imprenditore la BMPS convertì i debiti in azioni, partecipando alla gestione dell'azienda;

- che nonostante qualche importante imprenditore non abbia ancora restituito il prestito ricevuto di oltre 1 miliardo €, lo stesso imprenditore ha ricevuto, a marzo 2016 un prolungamento della restituzione del prestito di mezzo miliardo di €; il caso è sotto gli occhi di tutti i cittadini italiani, del mondo intero, e poiché si è consumato in un momento come questo che vedeva la BMPS in procinto di fallire, l'atteggiamento ci sembra irresponsabile;

- che il prestito predetto durerà 7 anni, ma che la liquidità di BMPS sembra essere di appena 4 (quattro) mesi;

CONSIDERATO,

- che come Consiglieri Comunali possiamo e vogliamo intervenire perché non accettiamo l'idea che questo Sindaco e la sua Giunta, anche dopo i fatti del momento attuale, non intervengano in modo "ATTIVO" sulla questione BMPS, così come non è per noi accettabile l'idea di vederli semplici spettatori ed osservatori di ciò che è accaduto e di ciò che ancora accadrà;

- che c'è un solo modo:

1) per non dare valutazioni superficiali ed individuali,

2) per risalire alla verità su quanto è accaduto in BPMS,

3) per risalire alle responsabilità oggettive di tutti quei "grandi esperti" quali politici locali, regionali e nazionali, nonché degli economisti che con vari ruoli in Banca d'Italia, in CONSOB, nei Governi e nel ruolo di ministri dell'Economia, non potevano non conoscere e non sapere che cosa stava accadendo dentro BMPS;

CONSIDERATO inoltre,

- che la U.E. sembra essere disponibile a concedere un aumento di 20 miliardi/€ del debito pubblico per mettere in sicurezza le banche italiane, anche se nei trattati europei, invece, si richiede che dovremmo diminuirlo di una certa misura ogni anno;

- che la U.E. non ci farà sconti, ma pretenderà il rispetto delle regole del FISCAL COMPACT, cioè diminuire il debito pubblico ogni anno nelle prossime Leggi di Bilancio;

- che siamo autorizzati ad aumentare  il debito pubblico di 20 miliardi/€, ma che di altrettanti miliardi dovrà essere tagliata la spesa pubblica, o aumentate le tasse;

- che nulla sarà gratis, il conto arriverà ai cittadini italiani, infatti, con il D.Lgs. Salva-Risparmio del 23 dicembre 2016 (votato in Parlamento in soli 10' esatti) ogni italiano avrà un obolo da pagare di 330 € e di 774 € per ogni famiglia;

- che sprecando del tempo, circa 5 mesi e solamente per motivi politici del governo precedente, sono stati "BRUCIATI" altri denari, con il risultato che ai 5 miliardi/€ iniziali di ricapitalizzazione, adesso la Bce ne richiede altri 3,8 miliardi/€; dagli iniziali 5 miliardi siamo arrivati a 8,8 miliardi/€, ed anche questi saranno soldi che usciranno dalle tasche dei cittadini italiani;

- che il 69,7% dei crediti di sofferenza, si sa già che sono costituiti dai prestiti ai cosiddetti "RICCHI", corrispondenti a circa 10mila clienti solamente;

- che i cattivi pagatori sembrano essere rimasti il vero tesoro della BANCA MPS;

- che, secondo i dati ISTAT del 29 dicembre 2016, circa 6,5 milioni di italiani, per lo più giovani, NON LAVORANO, di conseguenza non è "tollerabile" nessuno spreco di denaro;

- che adesso la Banca è ritornata "PUBBLICA", che c'è un'opportunità per fare chiarezza sul passato e di esercitare il ruolo di tutela della sua comunità, dei cittadini contribuenti e degli imprenditori sani, attraverso il diritto alla conoscenza, anche tramite, se lo vorranno fare, i rappresentanti parlamentari eletti nel nostro territorio;

CHIEDONO al Sindaco,

1)      se intenda fare richiesta diretta alla Direzione Generale della Banca MPS dell'ELENCO COMPLETO dei "NOMI dei soggetti non solventi" che hanno chiesto e ricevuto PRESTITI dal 2001 ad oggi da BMPS, insomma i nomi di chi ha contribuito ad affossare BMPS, compreso i  NOMINATIVI di chi ha autorizzato l'erogazione dei sopradetti prestiti ed i prolungamenti dei tempi di restituzione, anche attraverso il sollecito di una legge ad hoc;

 

2) se intenda fare richiesta, inoltre, per conoscere quali sono state le condizioni a cui sono stati erogati questi PRESTITI, quali i tempi di restituzione ed i tassi di interesse;

3) se intenda fare richiesta del "recupero del mal tolto", attraverso le forme già esercitate per i clienti comuni, le piccole e medie imprese, come da NOI già richiesto in un intervento in questa Sede Consiliare nel luglio del 2013, appena eletti.

Questo permetterebbe un recupero di risorse sufficienti a garantire i cittadini risparmiatori, le imprese oneste ed il posto di lavoro dei dipendenti, che già in questi anni hanno versato lacrime e sangue!”.

 
Dell’ATO Rifiuti non si parla. Valentini non rispetta nemmeno la sua maggioranza PDF Stampa E-mail
Politica
Lunedì 09 Gennaio 2017 15:49

Nel corso dell’ultima seduta del consiglio comunale, abbiamo avuto un’ulteriore conferma che il Sindaco di Siena non gradisce parlare della preoccupante situazione dell’Ato Rifiuti Toscana Sud, aggravata dall’ennesimo avviso di garanzia che ha portato alle dimissioni del neodirettore generale.

Durante il consiglio monotematico sulla gestione dei rifiuti del 21 dicembre 2016, ottenuto grazie alla richiesta delle opposizioni, uno dei pochi punti condivisi anche dalla maggioranza era stato quello di impegnare il sindaco “a riferire sugli sviluppi delle vicende giudiziarie e non, che avessero riguardato l’Ato Rifiuti Toscana Sud”.

 

 

Valentini ha però disatteso tale impegno preferendo chiudersi in un preoccupante silenzio che ci auguriamo verrà presto rotto presso le dovute sedi istituzionali e non solo con qualche propagandistico post su facebook.

Noi chiediamo che il sindaco rispetti gli impegni presi e si decida finalmente a tutelare i cittadini senesi che proprio in questi giorni pagheranno la prima salata rata della Tari.

Andrea Corsi

Ernesto Campanini

Massimo Bianchini

 
“Rivoluzione” nella Guardia medica e 118: ora vi spiego come stanno davvero le cose PDF Stampa E-mail
Varie
Domenica 08 Gennaio 2017 20:12

Facendo riferimento alla risposta dell'Assessore Ferretti in seguito ad interrogazione prot. 81381 ed alle dichiarazioni fatte sulla stampa dal Sindaco di Siena e dal Direttore Sanitario della Ausl Toscana Sud Est Simona Dei, preme precisare quanto segue.

 

 

1) Il primo aspetto riguarda il modello gestionale.

L’affermazione, da parte dell'amministrazione comunale, di volere dalla Usl la valorizzazione e la gestione dei percorsi di salute portando a sistema le cose migliori che ciascuna provincia esprime non trova nessuna rispondenza, infatti per ritornare alla questione riguardante la nuova gestione della guardia medica di Siena e Grosseto è bene ricordare che l'organizzazione di un percorso con numero unico 118 dove venivano gestite contemporaneamente emergenze, urgenze con guardia medica e trasporti sanitari era presente solo su Siena. A Grosseto comunque avevano un percorso simile, solo i trasporti sanitari.

Questo modello costruito con fatica permetteva, non solo di rispondere immediatamente in forma adeguata, ma serviva anche come controllo sulla corretta gestione degli eventi e anche del rispetto dei meccanismi normativi, compresi quelli economici, riguardanti il trasporto sanitario.

Va anche ricordato che dalla Centrale Operativa veniva garantito un controllo costante di tutta la fase dell'intervento non solo a tutela dell'utenza, ma anche a tutela degli operatori sanitari, i quali avevano sempre un punto di riferimento che li avrebbe monitorati anche di fronte ad una loro impossibilità a contattare. Per spiegare meglio, era un sistema che, ad esempio, ha eliminato le pressioni e vessazioni compiute verso medici donne in ore notturne. Vicende che in passato hanno prodotto numerosi casi di abusi e che, come abbiamo visto dai media in questi anni, possono succedere anche oggi dove non esiste un sistema adeguato di controllo in costante rapporto anche con le forze dell'ordine. Tra l'altro le conversazioni con il numero 118 sono tutte registrate ed utili per risalire a persecutori o molestatori.

Purtroppo ci risulta che le telefonate ad un call center, come è stato istituito per la guardia medica  a Siena e Grosseto, non possa registrare le telefonate per le norme sulla privacy, non essendo un numero di emergenza.

Va precisato invece che ad Arezzo tale modello non esisteva, perché non erano riusciti a costruirlo. Tant'è che fino a qualche anno fa, quando è stato creato un apposito call center, l'utenza chiamava direttamente le guardie mediche con tutte le difficoltà del caso sopra descritte e in mancanza totale di controllo. E' evidente che quanto affermato pubblicamente dal direttore amministrativo della Ausl Toscana Sud Est Simona Dei, e cioè che tale modello fa parte di una rivoluzione già avvenuta in altre province come Arezzo, non risponde alla realtà. Arezzo è così da sempre, perché non sono stati capaci di organizzare il numero unico 118. Il risultato chiaro a tutti è che in questo caso non ci siamo adeguati al meglio, ma al peggio esistente, costringendo la nostra provincia e quella di Grosseto a tornare indietro di 20 anni.

2) Il secondo aspetto riguarda invece i riferimenti normativi.

Le norme e gli accordi sindacali citati che orientano verso gestioni fra emergenza 118 e urgenza guardia medica, apparentemente separate, non rispondono a verità per le seguenti ragioni.

Siamo ancora in una fase sperimentale derivante da accordi di secondo livello regionali, perché il nuovo accordo nazionale di medicina generale non è stato firmato, e quindi non esiste un atto che imponga questo nuovo tipo di organizzazione, tantomeno alla Direzione della Ausl Toscana Sud Est.

Comunque l'eventuale organizzazione come è stata prevista, cioè in nuovi Ambiti Funzionali Territoriali, non confligge con la presenza di un numero unico di chiamata.

Salvo che non si preveda di ospitare gruppi di medici organizzati in AFT dentro nuove strutture in mano a privati, previste per decongestionare i Pronti Soccorsi nelle città, chiamate Case della Salute, che poi gestiscano tutto, comprese le chiamate dell'utenza, diminuendo un eventuale controllo dell'Ente Pubblico.

Tra l'altro le direttive comunitarie vanno in direzione inversa, tant'è che l'Italia, rispetto ad altre nazioni che l’hanno costituito da anni, sta pagando multe ogni anno per la mancata costituzione del Numero Unico  Europeo112 che dovrà essere riferimento per tutti i tipi di intervento a tutela dell'utenza, non solo verso le strutture sanitarie, ma anche verso le forze dell’ordine e i vigili del fuoco. In questo caso siamo di fronte ad un Ente, la Ausl Toscana Sud Est, che è riuscito a scomporre quel poco che già c’era, cioè il numero unico sanitario 118, in tre numeri: per le emergenze, per le richieste di intervento ordinarie e per il trasporto sanitario normalmente programmato.

3) Il terzo aspetto dovrebbe far riflettere di fronte un semplice fatto.

Essere più avanti degli altri, come in questo caso, non deve far paura, anche se siamo zone più deboli rispetto a Firenze o alla Toscana del Nord. Anzi la forza che sta nelle ragioni giuste dovrebbe stimolare a fare le battaglie fino in fondo.

La domanda già posta è: Sindaci, sindacati, Consiglieri regionali Scaramelli e Bezzini, voi che potete incidere, che potete dire la vostra a difesa del territorio, dove siete?

4) L'ultimo aspetto riguarda la Fiorentinizzazione e l'Aretinizzazione del sistema sanitario senese.

il Sindaco dovrebbe spiegare gli attacchi fatti al Direttore Generale dell'Azienda Ospedaliera per l'ennesima fuga verso Firenze di un professionista del nostro Ospedale, e come questo fatto non confermi l’espressione Fiorentinizzazione.

Mentre la seconda espressione, Aretinizzazione, è dimostrata negli atti della stessa Ausl, visto che la Direzione della Centrale Operativa 118 di Siena e Grosseto (quindi territorialmente più vasta e complessa) sia inquadrata come Struttura Semplice, mentre la Direzione di Arezzo rimasta come estensione territoriale la stessa, e che in futuro dovrebbe essere addirittura accorpata a Siena, sia invece una Struttura Complessa!

A Siena, come ha dichiarato criticamente il Direttore Sanitario Simona Dei in risposta alla citata interrogazione, ci sono stati 4 direttori in 5 anni, che potrebbero avere contribuito alla mancata organizzazione attuale. Non dice però che il numero elevato nasce da incarichi ad interim, perché è stato deciso scientemente, forse in previsione di quello che sarebbe successo, di non fare concorsi per Direttore della Centrale Operativa 118 di Siena Unità Funzionale Complessa oggi declassata a Semplice.

Ciò dimostra, se c’era ancora qualche dubbio, dove verranno prese le decisioni: non è Aretinizzazione questa?

Marco Falorni

Impegno per Siena

 
Sanità: “Cera una volta un servizio di emergenza che funzionava…” PDF Stampa E-mail
Varie
Sabato 07 Gennaio 2017 08:54

Ho ricevuto la risposta scritta alla mia interrogazione in tema di sanità e in particolare di  riorganizzazione dell’emergenza e della continuità assistenziale dell’Area vasta Ausl Toscana Sud Est. L’assessore alla salute Anna Ferretti scrive fra l’altro che “la preoccupazione sull’eventuale declassamento delle Scotte mi sembra sia stata smentita anche dalla conferenza stampa fatta il 21 dicembre dal direttore generale Tosi alla presenza dell’assessore regionale Saccardi”. Mi ha colpito che tale affermazione sia stata fatta proprio mentre lo stesso assessore, insieme al sindaco Valentini, firma un comunicato stampa in cui dice che “non possiamo che dichiararci insoddisfatti per l’insufficiente ricambio professionale dei medici delle Scotte, sul quale direzione generale del policlinico, università e Regione hanno convergenti responsabilità”.

 

 

Per quanto riguarda la riorganizzazione del 118, Anna Ferretti scrive che ciò “che è stato fatto corrisponde  a quello che esiste praticamente ovunque. Il modello organizzativo di Siena era quindi atipico”. Dunque si conferma l’adeguamento in basso del sistema senese rispetto a quello adottato ad Arezzo e nelle altre province. Infatti prima a Siena si poteva chiamare il 118 per tutti i tipi di emergenza, mentre adesso i pazienti sono chiamati a fare la diagnosi di loro stessi, chiamando il 118 solo per le urgenze e la guardia medica, al numero 0577/367773, per le richieste ordinarie. Con la grossa possibilità di sbagliare e perdere tempo, come conferma il primo periodo di operatività, per non parlare dei casi in cui il cittadino chiama la guardia medica e nessuno risponde, perché il medico è impegnato in una visita. E se la cosa richiedesse invece un intervento di urgenza? Nel soccorso molto spesso i minuti sono decisivi per salvare vite o ridurre il danno alla salute.

Dai medici di guardia medica emerge anche la richiesta di adottare un numero verde per le chiamate, perché se il cittadino che chiama non avesse credito telefonico, abbia comunque la possibilità di rivolgersi al punto di soccorso. Questa è solo una delle osservazioni, assai pertinenti, rivolte alla Usl dai medici sia di guardia medica che del 118. Molto altro ci sarebbe da dire su un evidente peggioramento del soccorso nella zona senese, un servizio che prima funzionava assai bene, che nessuno era riuscito ad eguagliare, e la soluzione che ora si trova è quella di abbassare l’efficienza della risposta sanitaria al livello delle altre province. Solo ora sindaco e assessore si svegliano e provano timidamente a farsi sentire, non si sa quanto convintamente. Ben altra determinazione si richiederebbe a degli amministratori che vogliano tutelare fino in fondo la salute dei propri cittadini.

Una chicca conclusiva. L’Italia è nel mirino dell’Unione Europea perché non ha ancora adottato il numero telefonico unico, il 112, per tutte le richieste di emergenza dei cittadini, non solo in tema di sanità, ma anche per quelle rivolte alle forze dell’ordine. E in questa situazione, quale è la risposta delle autorità toscane? Perfino laddove, come a Siena, almeno in tema di sanità il numero telefonico era unico, cioè il 118, questo si sdoppia, creando una gran confusione, ed ora ci si affanna a tentare di rimediare almeno qualcosa, il tutto senza mai ammettere i propri errori, ci mancherebbe altro.

Marco Falorni

Impegno per Siena

 
Nel 2017 il Comune si ricorderà del “Giorno del Ricordo”? PDF Stampa E-mail
Politica
Giovedì 29 Dicembre 2016 14:57

Il consigliere Marco Falorni, capogruppo di Impegno per Siena, ha presentato al sindaco una interrogazione a risposta scritta in merito alla celebrazione del “Giorno del Ricordo” 2017. Qui di seguito eccone il testo.

 

 

Premesso:

- Che la Legge 30 marzo 2004 n. 92 ha istituito il “Giorno del Ricordo”, da celebrare il 10 febbraio di ogni anno, “al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”;

- Che anche nel 2016, come già in precedenza, non c’è stata alcuna iniziativa comunale dedicata a quanto sopra, limitandosi il tutto ad un breve intervento in aula sul tema da parte del Presidente del Consiglio Comunale;

CHIEDO

Al signor Sindaco

- Quali iniziative ha previsto per la celebrazione del “Giorno del Ricordo” 2017;

- Se, essendo considerato il “Giorno del Ricordo” quale solennità civile, il 10 febbraio 2017 sarà esposto il tricolore sulla facciata del palazzo Pubblico, ai sensi della Legge 27 maggio 1949 n. 260 art. 4.

 
Sanità senese, Falorni: “Dall’intervista a Desideri preoccupanti conferme” PDF Stampa E-mail
Varie
Venerdì 09 Dicembre 2016 15:48

Sono rimasto colpito dall'attenzione mostrata alla mia interrogazione presentata al Sindaco del Comune di Siena riguardante i nuovi modelli organizzativi che verranno applicati alla sanità senese, soprattutto dall'immediatezza della risposta fornita dal Direttore Generale della nuova grande Usl Toscana Sud Est Enrico Desideri. Tale immediatezza mi ha fatto sperare che la mia preoccupazione, o il mio “pessimismo” come lo ha definito il sindaco Valentini, venisse fugata.

Devo dire che dopo aver letto l'intervista sono ancora più preoccupato di prima, perché ho la sensazione che certe scelte siano proprio dettate da indicazioni precise venute dalla Regione.

Nella mia interrogazione faccio riferimento ai presupposti annunciati, da chi guida la Sanità regionale, in sede di approvazione degli atti che stanno trasformando le Aziende Usl da provinciali (o quasi) ad  Area vasta. Cioè che tale nuova organizzazione dovrebbe dare un maggior livello di assistenza a fronte di una riduzione di costi.

 

 

E' evidente che tutto ciò mal si concilia con quanto affermato dal Direttore Desideri, in particolare quando parla di aumento di postazioni di emergenza sul territorio: in questo caso non dice che in tali postazioni, in gran parte, saranno presenti semplici encomiabili volontari ai quali si pensa di affidare ulteriori responsabilità, rispetto a quante già ne hanno, formandoli per intervenire in caso di infarto ovviamente con strumentazione adeguata come i defibrillatori, in sostituzione del medico. Oppure elevare (verbo curioso perché in provincia di Siena ad oggi non ce ne sono) il numero di ambulanze con infermiere a bordo che dà sicuramente più tranquillità di un semplice volontario, ma che non potrà elaborare una diagnosi che per legge può fare solo il medico. E se la patologia è grave e il paziente si trova a Radicondoli? Spero che questo tipo di equipaggio venga inserito nei punti di emergenza più strategici per il territorio.

Ma la domanda che viene spontanea è: i medici che verranno sostituiti da questo nuovo modello organizzativo termineranno il loro rapporto contrattuale oppure verranno destinati in altra struttura operativa? Se fosse valida la seconda ipotesi qualcuno dovrebbe spiegare a quale voce corrisponderebbe il risparmio per l'Azienda Usl Toscana Sud Est, e soprattutto dove si individua contestualmente il miglioramento del livello di assistenza territoriale.

L'altro aspetto che mi ha colpito è la chiara conferma che la definizione di “aretinizzazione” del sistema sia corretta. Infatti il Direttore Desideri afferma palesemente di voler applicare a Siena quanto avviene ad Arezzo. Tanto per capirci, ad oggi, se un utente della provincia di Arezzo ha un problema di natura sanitaria deve decidere da solo se è grave a sufficienza per chiamare il 118 e far intervenire un'ambulanza o un'auto medica con equipaggio sanitario, oppure chiamare con numero diverso un call center che lo indirizzerà verso una guardia medica. A Siena invece esiste un numero unico per tutto, che è il 118, dove un professionista preparato sa indirizzare la chiamata verso il percorso più adeguato.

Approfitto per informare il Direttore Desideri che ho appreso per altra via che il telefono cellulare è già in dotazione alle guardie mediche senesi da sempre.

Infine farebbe piacere un chiarimento sulla annunciata trasmissione dei dossier clinici dei cittadini, in relazione alle vigenti normative sulla privacy.

Devo ammettere che più si acquisiscono informazioni su quanto sta avvenendo nella sanità senese e toscana, più posso affermare di essere veramente pessimista per il futuro delle nostre comunità.

Sindaco Valentini e Sindaci componenti le Conferenze per la Sanità, se ci siete battete un colpo.

Marco Falorni

Impegno per Siena

 
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